Anthony Hopkins ha parlato apertamente del suo rapporto con le “etichette” legate alla salute mentale – tra cui ADHD e OCD – in una nuova intervista concessa al Times. L’attore ha raccontato che la moglie, Stella Arroyave, 69 anni, antiquaria colombiana, sospetta che lui sia asperger, o comunque nello spettro autistico, ma lui ha respinto l’ipotesi.
“Sono ossessionato dai numeri. Sono ossessionato dai dettagli. Mi piace che tutto sia in ordine. E memorizzare. Stella ha fatto delle ricerche e ha detto: ‘Devi essere Asperger’. Non sapevo nemmeno di cosa stesse parlando. Non ci credo nemmeno.”
Alla giornalista del Times che gli faceva notare come una diagnosi tardiva possa essere fonte di sollievo, Hopkins ha risposto:
“Immagino di essere cinico perché è tutta una sciocchezza. È tutta spazzatura. ADHD, OCD, Asperger, bla, bla, bla. Oh Dio, si chiama vivere. È solo essere umano, pieno di trame intricate, misteri, “sporcizia” e follia. È la condizione umana. Tutte queste etichette… chi se ne importa? Ora è solo moda. E lo sai che la gente fa queste cose”
L’ADHD (disturbo da deficit di attenzione e iperattività) e l’OCD (disturbo ossessivo-compulsivo) sono condizioni neuropsichiatriche oggi molto discusse. La prima è associata a difficoltà di concentrazione, impulsività e irrequietezza, mentre la seconda comporta pensieri intrusivi e comportamenti ripetitivi messi in atto per ridurre l’ansia. L’attore Caleb Landry Jones, attualmente sugli schermi con Dracula, ha ammesso di soffrire di OCD.
Hopkins ha ampliato il discorso su personalità e salute mentale ricordando anche la sua infanzia difficile e il distacco precoce dai genitori, risalente agli anni del collegio: “Mi ha fatto sentire forte. Solo, ma forte. E così ho vissuto per tutta la vita.” Fin da bambino, dice, si sentiva diverso dagli altri: “Non riuscivo a integrarmi. Tutto mi era estraneo. Non volevo giocare con gli altri bambini della strada.”

Quella distanza, racconta, si è mantenuta anche nel mondo del teatro: “Quando ho iniziato a bere alle feste, ero comunque un solitario. E litigioso, molto litigioso. E lunatico.” Nell’intervista Hopkins ha confermato che Laurence Olivier gli suggerì di vedere uno psichiatra, ma non seguì il consiglio. Racconta anche di aver provato una breve esperienza con un terapeuta, senza successo: “Continuava a dire: ‘Torniamo indietro’, e io rispondevo: ‘Non voglio farlo. Che noia.’”
Nella stessa intervista Anthony Hopkins ha ammesso che l’alcol ha avuto un ruolo distruttivo nella sua vita, fino al punto di portarlo sull’orlo del collasso. Il momento di svolta arrivò nel 1975, quando si svegliò in un hotel dell’Arizona senza ricordare come ci fosse arrivato. Di recente ha raccontato anche che in quella occasione si ritrovò in macchina, completamente ubriaco, senza sapere dove stesse andando. Da quel giorno, è sobrio. “Quando iniziamo a crescere nella vita, il mondo è un posto spaventoso. E alcune persone si aggrappano a quell’ansia, credo.”
A proposito di analisi, per i più curiosi qui trovate un prompt per AI che vi psicanalizza come farebbe Hannibal Lecter – ovviamente questo è solo un gioco!
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