Close Menu
  • Home
  • Cinema
    • News
    • Recensioni
    • Ultime uscite al cinema
    • Prossimamente al cinema
  • Serie
    • News
    • Recensioni
    • Serie TV in uscita
  • TV
    • News
    • Recensioni
  • Streaming
    • Apple TV+
      • Ultime uscite su Apple TV+
      • Prossime uscite su Apple TV+
    • Disney+
      • Ultime uscite su Disney+
      • Prossime uscite su Disney+
    • Netflix
      • Ultime uscite su Netflix
      • Prossime uscite su Netflix
    • NOW
      • Ultime uscite su NOW
      • Prossime uscite su NOW
    • Prime Video
      • Ultime uscite su Prime Video
      • Prossime uscite su Prime Video
  • Personaggi
CinemaSerieTV.it
Facebook Instagram YouTube TikTok X (Twitter) Twitch
  • Home
  • Cinema
    • News
    • Recensioni
    • Ultime uscite al cinema
    • Prossimamente al cinema
  • Serie
    • News
    • Recensioni
    • Serie TV in uscita
  • TV
    • News
    • Recensioni
  • Streaming
    • Apple TV+
      • Ultime uscite su Apple TV+
      • Prossime uscite su Apple TV+
    • Disney+
      • Ultime uscite su Disney+
      • Prossime uscite su Disney+
    • Netflix
      • Ultime uscite su Netflix
      • Prossime uscite su Netflix
    • NOW
      • Ultime uscite su NOW
      • Prossime uscite su NOW
    • Prime Video
      • Ultime uscite su Prime Video
      • Prossime uscite su Prime Video
  • Personaggi
CinemaSerieTV.it
Home » Film » Due mostri, due visioni: come Eggers e del Toro stanno riscrivendo l’immaginario dell’orrore

Due mostri, due visioni: come Eggers e del Toro stanno riscrivendo l’immaginario dell’orrore

Il ritorno dei mostri: come Eggers e del Toro reinventano Nosferatu e Frankenstein per raccontare paure moderne con stili opposti e visioni radicali.
Carlotta DeianaDi Carlotta Deiana24 Novembre 2025
Facebook Twitter WhatsApp Telegram
Nosferatu vs Frankenstein (fonte: Cineamaserietv.it)
Nosferatu vs Frankenstein (fonte: Cineamaserietv.it)
Condividi
Facebook Twitter WhatsApp Email LinkedIn Telegram Pinterest

Nel giro di pochi mesi il grande schermo ha riportato alla vita due icone assolute dell’immaginario horror: il vampiro di Nosferatu, ricondotto alla sua forma più oscura da Robert Eggers, e la Creatura di Frankenstein, reinventata da Guillermo del Toro. È un doppio movimento culturale che arriva in un momento cruciale per il cinema: mentre il pubblico sembra oscillare tra nostalgia e saturazione, questi due film dimostrano come i mostri classici non siano semplici reliquie del passato, ma lenti potentissime attraverso cui osservare il presente. Eggers e del Toro non si limitano a rispolverare un mito: lo sezionano, lo spogliano, lo riportano alla sua essenza più profonda per poi riplasmarlo secondo le loro ossessioni autoriali. Da un lato un vampiro che è pura Fame, corruzione dell’essere umano, contagio emotivo prima che fisico. Dall’altro un essere nato dall’ingegno umano che porta su di sé il peso del rifiuto, dell’abbandono e della solitudine. Due forme di mostruoso che, pur percorrendo strade opposte, finiscono per parlare della stessa inquietudine: quel confine sempre più instabile tra umano e disumano.

Il mostro secondo Eggers: un ritorno al perturbante primordiale


Nella visione di Robert Eggers, Nosferatu non è un personaggio, ma una presenza. Non seduce, non parla, non chiede empatia: si impone come un’ombra che non si può fermare. Eggers lavora sulle radici del vampiro archetipico, riportandolo alla sua funzione originaria di “spettro della peste”, un simbolo di contaminazione che mette a nudo ciò che l’umanità vorrebbe non vedere. Il suo Nosferatu non conosce glamour né romanticismo: è l’immagine stessa del desiderio che corrompe e dell’istinto predatorio a cui non possiamo sfuggire. L’estetica scelta – quasi un incubo muto che filtra il gotico attraverso una materia sporca, granulosa, decadente – costruisce un’esperienza che rifiuta il comfort dello spettatore. Il vampiro di Eggers è un ritorno all’orrore puro, alla paura che non parla la lingua della ragione.

La creatura di del Toro: empatia, dolore e la fragilità del creato

Frankenstein, una scena (fonte: Netflix)
Frankenstein, una scena (fonte: Netflix)

Guillermo del Toro prende un’altra strada, opposta e complementare. Il suo Frankenstein è una storia di cura, di responsabilità e di sguardi che cercano di comprendersi senza riuscirci davvero. La Creatura non è più il “mostro”, ma l’innocenza ferita che cerca un posto nel mondo. Del Toro, come sempre, trasfigura l’orrore in tragedia: attraverso scenografie barocche, luci morbide e una sensibilità quasi da fiaba gotica, costruisce un film che interroga la crudeltà dell’uomo più di quanto mostri la violenza del diverso. Se Eggers rende il vampiro un predatore inesorabile, del Toro fa della Creatura un bambino abbandonato. Due modi diametralmente opposti di concepire il mostruoso, ma entrambi capaci di interrogare l’umanità.

Il femminile nei due film: desiderio, vulnerabilità e potere

Una scena di Frankenstein (fonte: Netflix)
Una scena di Frankenstein (fonte: Netflix)

Il rapporto tra mostro e donna è un elemento chiave nella lettura contemporanea di entrambe le opere, e rappresenta forse la differenza più radicale tra i due film. In Nosferatu, il femminile è il luogo del desiderio e della corruzione, ma anche della resistenza. Le figure femminili di Eggers sono intrappolate in una tensione antica: non sono semplici vittime, ma neppure eroine emancipate. Sono attratte e respinte dal vampiro, come se vivessero nel punto esatto in cui la modernità del loro ruolo entra in collisione con l’archetipo della “donna-offerta”. Il vampiro diventa così un amplificatore di un conflitto ancora attuale, che il film non risolve ma carica di inquietudine.
Una scena di Nosferatu (Fonte: Universal)
Una scena di Nosferatu (Fonte: Universal)

In Frankenstein il femminile assume un valore completamente diverso. Del Toro mette al centro la figura della donna come mediatore emotivo, come custode di posture affettive che la società maschile non sa sostenere. Le donne del suo film non sono tentate dal mostro: lo riconoscono. Vedono nella Creatura qualcosa che gli uomini, accecati dal bisogno di controllo e dominio, rifiutano di vedere. È un ribaltamento sottile ma potentissimo: il femminile non è l’oggetto del desiderio del mostro, ma l’unico luogo possibile della sua umanità.

Due estetiche, due poetiche del terrore

Una scena di Frankenstein (fonte: Netflix)
Una scena di Frankenstein (fonte: Netflix)

Quello che separa davvero Eggers e del Toro è la loro idea di forma. Eggers costruisce un orrore granitico, materico, ossessivamente fedele all’immaginario del cinema muto. Il suo è un gotico che non abbellisce, non consola, non concede tregua. Nosferatu sembra un film posseduto dal passato, un fantasma che non vuole essere modernizzato.

Del Toro, al contrario, usa la forma come atto di compassione. Il suo gotico è emotivo, sensoriale, pieno di dettagli che non nascondono l’artificio ma lo celebrano. Il mostro è un’opera d’arte tragica, non una minaccia inafferrabile. Le scenografie, i costumi, le luci: tutto concorre a costruire un mondo in cui il terrore e la bellezza sono la stessa cosa.

Mostri del presente: perché queste storie parlano di noi

Una scena di Frankenstein (fonte: Netflix)
Una scena di Frankenstein (fonte: Netflix)

Ciò che rende così affascinante questo “ritorno dei mostri” è che non è un ritorno nostalgico. È una reazione al presente. Nosferatu parla del contagio, della paura dell’ignoto, dell’istinto predatorio che abita la società contemporanea. Frankenstein parla dell’abbandono, della solitudine, della fragilità dell’identità. Entrambi raccontano l’incapacità dell’uomo di confrontarsi con ciò che non può controllare. E lo fanno attraverso figure antiche che, proprio perché arcaiche, sono più attuali che mai.

Il rinnovamento del mito

Una scena di Nosferatu (fonte: Universal)
Una scena di Nosferatu (fonte: Universal)

Eggers e del Toro riportano i mostri sullo schermo non come reliquie, ma come punti di partenza. Li spogliano dei cliché, li riplasmano, li fanno di nuovo parlare. Il bambino abbandonato e il predatore ancestrale diventano specchi, riflessi diversi dello stesso timore: la possibilità che, nell’atto di guardare il mostro, siamo costretti a guardare anche noi stessi.

Facebook Instagram YouTube TikTok X (Twitter) Twitch
  • Home
  • Chi siamo
  • Staff e redazione
  • Contattaci
  • Disclaimer
  • Cookie Policy
  • Privacy Policy
© 2026 CinemaSerieTV.it proprietà di Digital Dreams s.r.l. - Partita IVA: 11885930963 - Sede legale: Via Alberico Albricci 8, 20122 Milano Italy - [email protected] | Foto credits: DepositPhotos

Questo blog non è una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001

Digita qui sopra e premi Enter per cercare. Premi Esc per annullare.