Il film: Eternity (2025)
Titolo originale: Eternity
Regia: David Freyne
Sceneggiatura: David Freyne, Patrick Cunnane Strong
Genere: Commedia, Romantico, Fantasy
Cast: Miles Teller, Elizabeth Olsen, Callum Turner, Da’Vine Joy Randolph, John Early, Olga Merediz
Durata: 114 minuti
Dove l’abbiamo visto: Al cinema.
Trama: Larry si risveglia dopo la morte in una stazione ultraterrena, un luogo in cui ogni anima deve scegliere il proprio “mondo eterno”. Poco dopo arriva anche Joan, la moglie con cui ha condiviso una lunga vita, ma il loro ricongiungimento è messo in crisi dall’apparizione di Luke, il primo marito di lei, morto molti anni prima e rimasto in attesa del loro incontro. Joan si ritrova così divisa tra due amori appartenenti a momenti diversi della sua vita, mentre esplora un aldilà pieno di regole, mondi possibili e scelte definitive. Un triangolo emotivo sospeso tra nostalgia, rimpianto e nuove possibilità.
A chi è consigliato? Eternity è consigliato a chi ama le commedie romantiche ad alto concetto, le storie che combinano fantasia e sentimenti, e gli spettatori attratti da mondi ricchi di immaginazione. Perfetto per chi apprezza film alla “A Matter of Life and Death”, rom-com mature e opere che riflettono con leggerezza sul senso dell’amore e delle seconde possibilità.
Eternity nasce con l’ambizione delle grandi commedie romantiche a cavallo tra anni 90 e inizio 2000: un mondo oltre la morte costruito come una gigantesca macchina narrativa, dove umorismo, malinconia e desiderio si intrecciano con sorprendente naturalezza. David Freyne immagina un aldilà che non ha nulla di etereo: assomiglia piuttosto a un gigantesco centro congressi anni 60, dove l’eternità non è un destino ma una scelta. È un modo intelligente per riportare in vita un genere quasi scomparso – la rom-com ad alto concetto – e aggiornarlo con sensibilità contemporanea e una cura estetica da produzione importante.
Un aldilà burocratico pieno di mondi possibili

Nel film, ogni anima arriva alla propria “stazione finale” nell’età in cui è stata più felice, guidata da un consulente dell’aldilà che ha il compito di indirizzare verso il mondo perfetto: dalle utopie queer ai paradisi tematici, dai paesaggi senza fine alle realtà modellate sulla nostalgia culturale. È un universo regolato da norme, vincoli e clausole che non possono essere modificate una volta presa la decisione. Il fascino di Eternity sta anche qui: nella precisione con cui il film definisce le sue regole, trasformando il dopo-morte in un labirinto di scelte emotive e burocratiche. È una satira gentile, che fa sorridere mentre insinua domande più profonde su ciò che consideriamo davvero “casa”.
La storia ruota attorno a Larry e Joan, coppia di lunga data che si ritrova insieme anche dopo la morte, ma con un elemento inatteso: Luke, il primo marito di Joan, morto giovane e rimasto ad aspettarla per decenni. Il conflitto non è quello tipico delle rom-com, perché qui l’amore non è appena iniziato: è già vissuto, consumato, sospeso, rimpianto. Joan si trova divisa tra due versioni della propria vita: la promessa spezzata del primo amore e la complessità rassicurante del matrimonio che l’ha accompagnata per anni. Freyne orchestra questo dilemma con leggerezza, ma anche con rispetto, osservando come i sentimenti possano cambiare forma senza perdere intensità.
Il lavoro degli attori: sfumature, ironia e fragilità

Miles Teller ed Elizabeth Olsen interpretano la versione giovane dei loro personaggi con un’intelligenza sorprendente: nei loro gesti e nelle loro voci si percepisce l’età che non hanno più, la memoria dei dolori e delle abitudini. Teller è più disarmato e dolce del solito, mentre Olsen offre una Joan esitante, determinata e fragile allo stesso tempo. Callum Turner dà corpo a un Luke carismatico ma misurato, un uomo rimasto sospeso nel tempo. Attorno a loro, Da’Vine Joy Randolph e John Early rubano più di una scena, incarnando consulenti dell’aldilà ossessivi, competitivi e irresistibilmente comici.
Un immaginario brillante che perde slancio nel finale

La costruzione del mondo è la parte più riuscita del film: idee, battute, trovate visive e piccole utopie plasmano un aldilà vivace e memorabile. Tuttavia, quando la storia dovrebbe raggiungere il suo climax emotivo, Eternity fatica a mantenere la stessa freschezza. Le meccaniche narrative diventano un po’ troppo evidenti, i colpi di scena meno incisivi del previsto, e il finale tende a inseguire un’emozione che non sempre riesce a farsi strada con la forza necessaria. Resta comunque un film che osa, che diverte e che prova a ragionare sull’amore con sincera curiosità.
Pur con qualche esitazione nell’ultimo atto, Eternity è un’opera affascinante per il modo in cui aggiorna un linguaggio cinematografico quasi scomparso. Freyne non si limita a rievocare un modello, ma cerca di espanderlo, arricchendolo con una sensibilità moderna, queer e inclusiva. L’aldilà che immagina non è solo un luogo narrativo, ma uno specchio delle possibilità umane: ciò che scegliamo, ciò che lasciamo andare, ciò che portiamo con noi anche quando tutto sembra finito.
La recensione in breve
Eternity è una rom-com ad alto concetto ambientata in un aldilà pieno di regole e mondi possibili. Tra humour, malinconia e un triangolo amoroso complesso, il film brilla per il world-building e le interpretazioni, pur perdendo intensità nel finale.
Pro
- World-building ricco, creativo e pieno di idee originali.
- Interpretazioni calibrate e intelligenti di tutto il cast.
- Un triangolo amoroso con dinamiche mature e non convenzionali.
- Tono leggero che si intreccia con riflessioni più profonde.
- Ritorno riuscito alla rom-com fantastica con sensibilità attuale.
Contro
- Ultimo atto meno incisivo rispetto alla prima parte.
- Alcune idee visive e concettuali restano poco sfruttate.
- La tensione emotiva si affievolisce nel momento chiave.
- Durata leggermente eccessiva per il tipo di storia.
- Voto CinemaSerieTV.it
