Gli eredi dello scrittore Michael Ende contestano apertamente l’uso dell’appellativo Atreju per il nome della manifestazione annuale che raccoglie i partiti italiani di destra, ma hanno anche spiegato perché dal punto di vista legale non possono fare nulla. L’incontro è organizzato annualmente dal 1998 da Giorgia Meloni.
In un lungo messaggio FB, gli eredi dell’autore de La storia infinita, romanzo per ragazzi di cui Atreiu è il protagonista, si scagliano senza troppe remore contro un uso meramente strumentale del nome, contrario ai valori di cui l’opera letteraria si fa da sempre portatrice.
“Le opere di Michael Ende appartengono a tutti.
Sono luoghi di libertà interiore, di gioco e di fantasia, non strumenti di identificazione politica.
Michael Ende non ha mai scritto le sue storie con intenti politici di parte. La sua opera invita alla connessione, non alla divisione. La cultura crea spazi che le persone possono condividere indipendentemente dalla loro origine, opinione o appartenenza. La politica, invece, divide necessariamente in posizioni e fazioni.
Per questo motivo riteniamo che l’appropriazione politica del nome “Atreju” – indipendentemente dal partito in questione – sia inappropriata e in contraddizione con lo spirito e l’atteggiamento dell’autore.
Dopo un’attenta valutazione legale da parte di rinomati studi legali, abbiamo tuttavia dovuto constatare che né il diritto d’autore tedesco, né quello italiano, né quello europeo offrono mezzi sufficienti per impedire legalmente l’uso del nome. Le nostre richieste di cessare l’uso del nome “Atréju” sono state respinte.
Quello che possiamo fare – e che faremo – è difendere chiaramente e inequivocabilmente il significato originale dell’opera:
Fantásia appartiene a tutti.
Nessun movimento politico può rivendicarne la proprietà.
Ringraziamo tutti coloro che ci hanno segnalato questa situazione e continueremo a fare tutto il possibile per preservare l’eredità di Michael Ende come spazio aperto, umano e apartitico.”
A detta degli stessi organizzatori, il nome Atreju (con questa grafia) fu scelto come simbolo della “volontà di lottare contro il nulla che avanza, inteso dal punto di vista filosofico e morale” proprio come il protagonista della storia. Meloni non ha mai fatto mistero di essere un’appassionata di fantasy, dal Signore degli Anelli a La storia infinita.
Già nel 2021, peraltro, i licenziatari dei diritti dell’opera di Ende avevano chiarito alla stampa di non aver mai concesso l’autorizzazione per l’utilizzo del nome.
