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Home » Personaggi » “Voleva l’approvazione della sinistra”: l’ex produttore di Checco Zalone svela i veri motivi della loro rottura

“Voleva l’approvazione della sinistra”: l’ex produttore di Checco Zalone svela i veri motivi della loro rottura

Il produttore Pietro Valsecchi ha svelato i retroscena della rottura tra lui, Checco Zalone e il regista Gennaro Nunziante.
Fabio FuscoDi Fabio Fusco10 Dicembre 2025
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Checco Zalone
Checco Zalone (da Youtube)
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Il produttore Pietro Valsecchi ha rilasciato un’interessante intervista al Corriere sulla sua collaborazione con Checco Zalone, dagli esordi cinematografici alla rottura professionale. Ha raccontato che le loro strade si sono separate dopo Tolo Tolo, un film “difficile” con il quale Luca Medici, “democristiano fino al midollo” non voleva più far ridere e voleva conquistare la critica di sinistra. Inoltre, il successo di Zalone, ha aggiunto Valsecchi, lo avrebbe inevitabilmente cambiato.

Valsecchi ha prodotto Cado dalle nubi, Che bella giornata, Sole a catinelle, Quo vado? e Tolo Tolo ed è proprio con quest’ultimo film che le cose, tra il produttore, l’attore e il regista Gennaro Nunziante si sono incrinate. Al Corriere della Sera, Valsecchi ha spiegato cosa è successo:

“Luca è diventato ossessivo, vinto dall’ansia del primo posto. Ma nel cinema è normale, l’invidia è ovunque, tutti vogliono essere unici. E Luca lo era davvero. Il secondo film ha fatto 45 milioni, il terzo 52, quello che è andato “male”, Tolo Tolo, ne ha incassati 48. Il film più difficile. Luca e Nunziante non riuscivano a venire a capo della storia. Lo vedevo spaesato. “Non mettermi ansia, Pietro” mi diceva. D’accordo, ma un’idea va trovata. Intanto Gennaro mi chiese una cifra assurda. “Stai scherzando?”. “No, sono serio”. “Ma tu non sei Zalone, tu sei il regista di Zalone”. La discussione degenerò. Lo cacciai dal mio ufficio in malo modo, urlandogli dietro fino in strada. Non l’ho più visto. A quel punto, ho lasciato Zalone libero di fare il suo film”

Tolo Tolo infatti è l’unico film di Zalone in cui il comico pugliese è attore e regista. Nunziante è tornato a dirigere Zalone per il suo nuovo film, Buen Camino, che uscirà durante le Feste e che non è prodotto da Valsecchi.

Valsecchi ha anche aggiunto che con Tolo Tolo Checco Zalone voleva dare una direzione diversa al suo lavoro, ottenendo l’approvazione della sinistra.

“Luca non voleva più far ridere, ogni volta che gli mandavo un autore nuovo per affiancarlo lo snobbava. Aveva bisogno di essere accettato dall’intellighenzia di sinistra, che non l’aveva capito. È un democristiano fino al midollo, voleva il riconoscimento di quel mondo e quando l’ha avuto l’ha snobbato. Solo che a me questo suo riconoscimento è costato 24 milioni di euro. Mi disse, “Con tutti i soldi che ti ho fatto guadagnare, ora te li faccio spendere” Una sorta di vendetta poetica. Ma ero d’accordo con lui, dopo tutti i successi, aveva il diritto di prendersi la sua libertà”.

L’orientamento politico di Checco Zalone è sempre stato oggetto di curiosità e dibattito e negli anni, l’attore ha rilasciato dichiarazioni che oscillavano tra il suo “personaggio” e la realtà.

Checco Zalone
Checco Zalone

Valsecchi ha raccontato come è nata l’avventura con Checco Zalone. Fu suo figlio a farglielo scoprire ai tempi di Zelig, ma il produttore fiutò il suo potenziale solo in seguito.

“La comicità di Zelig non faceva proprio per me. Un giorno mio figlio Filippo, che aveva 12 anni, mi disse: “Papà, guarda questo comico, mi fa morire dal ridere, si chiama Zalone”. “Sì sì, lo guarderò”. Non gli diedi molto peso. Tempo dopo lo rividi in tv e mi sorprese. L’ironia tagliente, il cinismo, l’irriverenza. Un comico fuori dagli schemi. Mi metto a cercare chi è e quello che aveva fatto. Trovo il suo numero di casa. Lo chiamo una mattina presto. “Ciao, sono…” E lui, fingendo di conoscermi, “Come stai?” Mi raggiungono, dalla Puglia a Cortina, lui e Gennaro Nunziante, il suo amico e regista. Loro portarono la mozzarella, io li accolsi col tartufo”

E a cena, racconta Valsecchi, nacque l’dea di Cado dalle nubi, con la storia di un ragazzo che parte dal Sud per conquistare Milano e diventare un grande cantante. Ma la loro collaborazione non fu semplice.

“All’interno di Medusa, la società di cinema di Berlusconi che in quel periodo era mia al 50 per cento, non tutti erano d’accordo all’idea di fare un film su Zalone. Ho fatto un film contro tutto e tutti. Incassò 18 milioni. Poi le cose si complicarono. Tutti volevano rubarmi Zalone. Abbiamo fatto cinque film insieme. Gli abbiamo trasmesso l’amore per l’arte e per il collezionismo, e affinato il gusto per il vino. Abbiamo condiviso serate di musica, risate e leggerezza: momenti preziosi che porterò con me”

Dal punto di vista professionale, Zalone ha inventato un nuovo linguaggio, spiega Pietro Valsecchi, ma “sempre restando molto attento ai soldi”.

“Mi diceva ridendo: “Se canto la terza canzone nel film voglio un cachet a parte”. Non scherzava. Ma abbiamo fatto un lungo viaggio insieme ed è stato indimenticabile”

 

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