Amanda Seyfried interviene nuovamente sulla polemica nata mesi fa dopo il suo commento sotto un post dedicato alla morte di Charlie Kirk, fondatore di Turning Point USA e figura di spicco della destra conservatrice americana. All’epoca, l’attrice aveva scritto sui social che Kirk era “hateful”, cioè “colmo di odio”, riferendosi alla retorica pubblica a cui era associato. Una frase che aveva immediatamente diviso il pubblico e che aveva portato molti a interpretarla come una mancanza di rispetto nei confronti di un uomo appena ucciso. In una nuova intervista, Seyfried chiarisce però che non ha alcuna intenzione di fare marcia indietro.
L’attrice spiega che quel commento, pubblicato impulsivamente ma senza intenzione provocatoria, era un giudizio sulle posizioni espresse da Kirk negli anni e non sulla sua morte. La tragedia dell’attivista, assassinato durante un evento universitario, aveva infatti scatenato un’ondata di reazioni, e alcuni utenti avevano accusato Seyfried di giustificare implicitamente la violenza. Una lettura che lei definisce distorta. “Non intendo scusarmi,” afferma. “Avevo espresso un’opinione basata su fatti, dichiarazioni e filmati. Era un’osservazione reale e documentata.”
La star ha ricordato come la frase sia stata rapidamente decontestualizzata e rilanciata sui social fino a trasformarsi in un caso politico, ben lontano dal suo intento originale. Per questo, nei giorni successivi alla polemica, aveva pubblicato un lungo messaggio su Instagram per chiarire il suo pensiero. In quel post spiegava come fosse possibile criticare con forza misoginia, razzismo e retoriche divisive e, allo stesso tempo, condannare un omicidio come quello di Kirk, definito “sconvolgente e inaccettabile”. “Sembra che ci stiamo dimenticando la complessità dell’essere umano,” aveva scritto in quell’occasione.

Nell’intervista più recente, Seyfried racconta di aver avuto la sensazione che la sua voce fosse stata “reindirizzata e reinterpretata” fino a non somigliare più a ciò che intendeva dire. Poter intervenire nuovamente, spiega, le è servito per “riprendere il controllo delle proprie parole” e per ribadire che esprimere un dissenso politico o culturale non equivale a legittimare la violenza.
La vicenda evidenzia ancora una volta quanto sia rischioso, per una figura pubblica, esprimere opinioni su personaggi divisivi in un contesto mediatico dominato dalla polarizzazione e dalle semplificazioni. Ma Seyfried appare determinata a non arretrare. Rivendica il diritto di commentare il linguaggio di Kirk e le sue posizioni pubbliche, e respinge con decisione l’idea di dover correggere un’opinione che considera fondata e contestualizzata.
Parallelamente alla polemica, l’attrice è in una fase particolarmente intensa della sua carriera. È tra i volti più discussi della stagione cinematografica grazie all’attenzione critica per The Testament of Ann Lee e all’imminente uscita del thriller psicologico The Housemaid. Un momento professionale rilevante, che procede in parallelo alla sua crescente volontà di esporsi anche sui temi sociali e culturali che ritiene importanti.
A proposito, la vedova di Kirk ha chiesto le telecamere in aula al processo dell’assassino di suo marito. Ecco perché.
