Nel finale di Stranger Things 5, Mike, in un’ultima partita a D&D con Dustin, Lucas, Max e Will, cerca di superare una volta per tutte il lutto per la morte di Undici, avvenuta mesi prima nell’esplosione del Sottosopra. Per farlo, Mike, master della campagna, immagina un finale alternativo per l’amata, simile al sogno di vita che i due contavano di realizzare. E mentre Mike racconta la sua versione della storia, noi vediamo sullo schermo immagini di Undici viva, in un ambiente montano.
Intanto Hopper chiede a Joyce di sposarlo, mentre Steve, Jonathan, Nancy e Robin, pur ormai divisi da traiettorie di vita completamente diverse, decidono di non sacrificare la propria amicizia e di continuare a frequentarsi, nonostante tutto. Quello che segue è un resoconto – più fattuale possibile – degli avvenimenti narrati; per l’interpretazione ufficiale e definitiva, vi rimandiamo al nostro articolo sulle dichiarazioni dei Duffer, nonché al nostro editoriale di approfondimento
Dopo aver sconfitto definitivamente Henry e aver incenerito il Mind Flayer, i nostri eroi liberano i bambini dalle tenaglie dell’Abisso e fanno ritorno nel nostro mondo attraverso il portale. Qui vengono bloccati dai militari, che li arrestano; il loro vero obiettivo — Undici — sembra però scomparso.
A realizzare la verità è Mike: la sua amata ha davvero deciso di sacrificarsi, restando all’interno del Sottosopra, per evitare che il governo possa creare un nuovo Vecna a partire dal suo DNA. Prima di farsi travolgere dall’onda d’urto dell’esplosivo fatto detonare da Hopper e Murray per annichilire il Sottosopra, Undici chiama a sé Mike nel proprio alveo mentale e lo congeda con un bacio.

Sono trascorsi diciotto mesi, ed è tempo di diploma liceale per i nostri protagonisti; i preparativi per la grande cerimonia fervono, ma Mike è scomparso. Incapace di superare la scomparsa di Jane, ha deciso di non presentarsi; sarà Hopper a convincerlo, spiegandogli che deve guardare avanti.
Il vero protagonista della cerimonia è però Dustin, che crea scompiglio nell’istituzione accademica con un discorso rivoluzionario e anticonformista; la sua ribellione all’autorità gli varrà l’attenzione di Stacey, la bella della scuola, che, colpita dall’intraprendenza dell’ormai ex secchione, invita lui e i suoi amici a una festa. I ragazzi, però, rifiutano, preferendo un’ultima (?) campagna di ruolo in onore dei vecchi tempi.
Anche gli altri componenti del gruppo non sembrano pronti a voltare pagina e, davanti a una birra sul tetto dello Squawk, si scambiano le reciproche novità: Steve è rimasto a Hawkins, dove è coach della squadra di baseball della scuola; Jonathan sta perseguendo il sogno di diventare regista e ha un film in cantiere; dal canto suo, Nancy ha lasciato il college dopo pochi mesi per tentare il praticantato in una redazione giornalistica locale, e Robin è un’universitaria.
I nostri giovani, però, non sono gli unici a voler cambiare vita; con uno sforzo — anche economico — non indifferente, Hopper porta finalmente Joyce a cena da Enzo’s e, prima di chiederle di sposarlo, le comunica di aver ricevuto un’allettante offerta di lavoro come capo della polizia di Montauk.

Ma è la sera della festa… a cui i nostri protagonisti – come detto – non parteciperanno. Nello scantinato di casa Wheeler, ecco Mike, Will, Dustin, Lucas e Max impegnati a concludere una serrata campagna di D&D. La sorte, però, non arride ai nostri, che rischiano di perdere tutto. All’ultimo, Mike, da consumato master quale è, intesse una tela narrativa capace di sciogliere tutti i nodi, anche quelli che la tragica realtà dei fatti ha lasciato avviluppati.
Così Dustin proseguirà la sua brillante carriera di geek nel mondo accademico, Lucas e Max coroneranno il loro sogno d’amore, mentre Will finalmente potrà essere se stesso senza più nascondersi. E Mike?
Mike continuerà a raccontare storie, forse realmente accadute, forse inventate, come quella della maga che, nell’estremo tentativo di salvare l’umanità, ha concepito un ultimo e definitivo piano, facendo credere a tutti di essere stata sconfitta, quando in realtà a essere stato trucidato è solo un suo avatar, generato grazie a poteri di inganno mentale.
Completata la sua missione, la maga ha scelto di andarsene lontano, in un luogo sperduto e dimenticato dalla civiltà: un imponente promontorio al cui cospetto troviamo tre maestose cascate. È qui che la maga ha deciso di trascorrere il resto della propria esistenza, dopo aver salvato i suoi amici.

Il Male è sconfitto, la partita è finita, e prima che il seminterrato venga invaso da una nuova generazione di giocatori (Holly e i suoi amici, tra cui Derek), uno a uno Lucas, Max, Dustin e Will ripongono sugli scaffali, uno dopo l’altro, i propri taccuini di gioco.
Ultimo a farlo è Mike, con le lacrime agli occhi, mentre cerca di lasciar andare per sempre ciò che per sempre è perduto, ma che forse può (tornare a) essere reale grazie alla potenza di un racconto.
Stranger Things si chiude (per sempre?) sulle note di Heroes di David Bowie, con un reel di titoli di coda ispirato proprio a un manuale di gioco di D&D, dove ogni personaggio della serie ha una propria scheda, completa di caratteristiche.
