Nel corso di una recente intervista al Corriere, Paolo Sorrentino ha parlato tra le altre cose del rapporto tra Napoli e i suoi abitanti. Al centro delle sue parole c’è il paradosso secondo il quale i napoletani sono durissimi nel criticare se stessi e la propria città, ma questo atteggiamento cambia quando le critiche arrivano dall’esterno.
Uno dei passaggi dell’intervista al Corriere – nella quale il regista parla soprattutto del suo ultimo film, La Grazia – riguarda la simpatia, qualità che spesso viene attribuita ai napoletani quasi come un marchio di fabbrica. Sorrentino non nega questo tratto, ma lo osserva con un certo distacco.
“I napoletani sono molto simpatici. Ma hanno una grande consapevolezza di essere simpatici. E quando sei consapevole di una cosa, tendi ad abusarne, cadendo nel sentimento opposto: diventi antipatico. Questo a Napoli è evidente appena si sale su un taxi”.
Allo stesso tempo, Sorrentino rivendica una profonda affinità personale con un altro tratto tipico della città:
“Continuo a pensare che il senso dell’ironia dei napoletani mi si confaccia tantissimo: ha punti di collegamento con lo humour anglosassone, un altro tipo di humour cui posso trascorrere intere giornate a dedicarmici”.
Un’ironia che, per lui, non è solo colore locale, ma una vera e propria forma di pensiero, un modo di stare al mondo.
Il discorso si allarga poi al rapporto dei napoletani con Napoli stessa, uno dei nodi più delicati e ricorrenti nel racconto della città. Sorrentino lo affronta partendo dalla sua esperienza personale:
“Ho vissuto a Napoli 37 anni, e ho sempre constatato che i napoletani sono estremamente critici con i napoletani; ma appena qualcuno da fuori tocca Napoli, diventano i più strenui difensori della città”.
È un meccanismo di protezione quasi istintivo, che l’intervistatore e Sorrentino sintetizzano in maniera efficace: Napoli è come la mamma “La possiamo criticare soltanto noi”.
A tale proposito, parlando del personaggio di Greta Cool di Parthenope, un’attrice attempata, molto critica verso i suoi concittadini, Sorrentino rifiuta di schierarsi. “Sto con entrambi”.

La Grazia, presentato in anteprima mondiale alla Mostra del Cinema di Venezia, vede protagonista Toni Servillo, nei panni di un presidente della Repubblica cattolico e di formazione giuridica – che però non è ispirato a Mattarella, ha spiegato il regista – affiancato da Anna Ferzetti nel ruolo della figlia e consigliera. Dopo Il divo e Loro, Sorrentino torna a confrontarsi con la politica italiana scegliendo però un registro più intimo e simbolico. Al centro del racconto c’è il tema universale del fine vita, affrontato con uno sguardo autoriale e misurato.
