Alla Mostra del Cinema di Venezia 2025 Paolo Sorrentino ha presentato il suo nuovo film, La Grazia, raccontando in conferenza stampa l’origine dell’idea. Il regista ha spiegato che tutto è nato dalla lettura di un articolo di cronaca riguardante il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Proprio da quell’episodio è scaturita la riflessione che ha portato alla sceneggiatura. Allo stesso tempo, Sorrentino ha espresso l’auspicio che il film possa aprire un dibattito sul tema dell’eutanasia, pur riconoscendo che oggi il cinema non ha più l’impatto dirompente di un tempo. L’uscita del film in Italia è prevista per gennaio 2026.

“Il film nasce da uno spunto di cronaca. Anni fa avevo letto che Mattarella aveva concesso la grazia a un uomo che aveva ucciso la moglie affetta da Alzheimer. Il protagonista, interpretato da Toni Servillo, è innamorato della moglie scomparsa ma anche del diritto e della giustizia. È un politico che incarna un’idea alta.”
Sorrentino probabilmente si riferisce ai casi di Giancarlo Vergelli e Vitangelo Bini, due anziani che nel 2019, dopo aver ucciso le rispettive mogli malate di Alzheimer, furono graziati da Mattarella. Come scrive SkyTg24, nella stessa occasione il Capo dello Stato concesse la grazia anche a Franco Antonio Dri, un altro anziano condannato per aver ucciso il figlio tossicodipendente al culmine di una lite.
Sorrentino ha precisato che La Grazia non vuole essere un film descrittivo della vita al Quirinale: “Lo abbiamo privato della veste istituzionale per farne un luogo di solitudine.” E a proposito del titolo, ha chiarito che non si riferisce solo a un istituto giuridico ma anche a “un atteggiamento amoroso nei confronti della vita”. Il regista ha poi aggiunto che al centro del racconto c’è l’esplorazione dei rapporti umani, “che ineluttabilmente sono rapporti di potere e di forza.”
Il lavoro con Toni Servillo e Anna Ferzetti
L’anteprima dell’ultimo film di Paolo Sorrentino “La grazia” apre tra gli applausi l’ottantaduesima Mostra del cinema di Venezia. È la storia di un presidente della Repubblica, che ricorda Mattarella, alle prese con difficili scelte etiche e politiche pic.twitter.com/X8zwC8fkyM
— Tg3 (@Tg3web) August 27, 2025
Toni Servillo, che interpreta il Presidente della Repubblica Mariano De Santis, ha sottolineato di non aver cercato il riferimento diretto a un singolo Presidente:
“Avevamo uno spettro di personaggi a cui fare riferimento. La cosa veramente affascinante è che abbiamo potuto costruire un rapporto padre–figlia allontanandolo da un cliché e mettendolo in una cornice di scontro intellettuale, tra due persone entrambe innamorate della legge.”
Servillo ha anche raccontato il suo approccio al ruolo:
“Non sento di avere niente in comune col mio personaggio, ed è la cosa eccitante: interpretare qualcosa lontano da se stesso. Non ho figlie femmine ma recitando con Anna Ferzetti mi è venuto comunque naturale. Noi diamo corpo a cose che non esistono, siamo degli imbroglioni, trucchiamo le carte.”
Anna Ferzetti, che interpreta la figlia di De Santis, Dorotea, ha invece trovato un legame personale con il proprio ruolo:
“Al mio personaggio mi accomuna il ruolo particolare che ha avuto mio padre Gabriele nella mia vita, spingendomi a fare lo stesso lavoro.”
La questione Mubi e Israele
Infine, durante la conferenza è stato chiesto a Sorrentino un commento sul fatto che Mubi, che detiene i diritti internazionali del film, abbia interessi economici con Israele. Il regista ha chiesto se fosse presente un rappresentante della piattaforma per poter rispondere, precisando di non avere informazioni in merito. In sala c’era una giornalista di Mubi, che però ha preferito non replicare. Quest’anno la questione di Gaza sta avendo una forte risonanza alla Mostra di Venezia
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