Dietro le quinte di House of the Dragon non si è consumato uno scontro tra fazioni immaginarie, ma una frattura reale e profonda tra l’autore del mondo narrativo e chi lo ha portato sullo schermo. Quello che all’inizio sembrava un esempio virtuoso di collaborazione tra George R. R. Martin e Ryan Condal si è trasformato, nel corso della seconda stagione, in un conflitto creativo e gestionale che ha coinvolto direttamente HBO.
Le tensioni non nascono da divergenze marginali, ma da decisioni che, secondo Martin, incidono sull’architettura stessa del racconto e sul suo sviluppo futuro. Ora lo scrittore torna sull’accaduto, in una cover story per The Hollywood Reporter.
Quando a George R. R. Martin viene chiesto come si sia incrinato il rapporto con lo showrunner Ryan Condal, la risposta è netta e priva di ambiguità.
“È peggio che teso. È disastroso.”
Martin chiarisce subito che il problema non riguarda semplici divergenze creative, ma cambiamenti che incidono sulla struttura del racconto e sui personaggi chiave della sua opera. Senza entrare in dettagli da spoiler, lo scrittore collega la rottura alle modifiche apportate alla trasposizione televisiva di Fire & Blood, modifiche che, a suo giudizio, hanno conseguenze dirette sugli sviluppi futuri della storia.
All’inizio, però, la collaborazione funzionava. Martin rivendica un ruolo attivo nella prima stagione e un rapporto di vera partnership con Condal.
“Ho assunto io Ryan. Pensavo che fossimo partner. E lo siamo stati per tutta la prima stagione. Leggevo le prime bozze delle sceneggiature, davo appunti, lui cambiava alcune cose. Funzionava davvero bene tra noi — almeno così credevo.”
In quella fase, Martin sostiene di aver appoggiato Condal anche in un momento delicato, quando lo showrunner entrò in conflitto con Miguel Sapochnik, co-responsabile della serie.
“Quando Ryan è entrato in contrasto con Miguel Sapochnik, mi ha chiesto supporto. E io gliel’ho dato.”
![Una scena da House Of The Dragon 2x03 [HBO]](https://cinemaserietv.it/wp-content/uploads/2024/07/emma-d-arcy-as-rhaenyra-angrily-speaking-to-alicent-olivia-cooke-in-house-of-the-dragon-season-2-episode-3-1024x512.jpg)
“Siamo arrivati alla seconda stagione e lui ha praticamente smesso di ascoltarmi. Davo note e non succedeva nulla. A volte spiegava perché non le avrebbe seguite. Altre volte diceva: ‘Sì, ok, ci penserò’.” “Alla fine mi è stato detto da HBO che avrei dovuto inviare tutte le mie note a loro, e che sarebbero stati loro a passarle a Ryan insieme alle proprie.”
Il conflitto diventa pubblico nell’estate del 2024, durante la messa in onda della seconda stagione. Martin pubblica sul suo blog personale Not A Blog un post intitolato Beware the Butterflies, in cui espone alcune delle sue critiche alla serie.
Nel post, poi rimosso, Martin contestava in particolare la rimozione di Maelor, figlio di Aegon II e Helaena, dalla sequenza di Sangue e formaggio. Secondo l’autore, quella scelta genera un “effetto farfalla” capace di compromettere la coerenza narrativa di eventi successivi tratti da Fire & Blood.

Secondo fonti citate da The Hollywood Reporter, il punto di rottura definitivo arriva però durante una riunione su Zoom con produttori e dirigenti HBO, convocata per discutere la visione della terza stagione. Dopo la presentazione di Condal, Martin espone le sue obiezioni e pronuncia una frase che segna il distacco dall’opera.
“Questa non è più la mia storia.”
Dopo quell’incontro, HBO chiede a Martin di fare un passo indietro dal progetto. Qualche mese più tardi, lo scrittore viene reintegrato, ma senza fornire dettagli pubblici sulle condizioni del suo ritorno. La versione di HBO parla di una comunicazione ormai compromessa.
“George e Ryan avevano un disaccordo sulla direzione della terza stagione. A quel punto era chiaro che il processo collaborativo si fosse rotto e che fosse necessario un reset.”
Ryan Condal, interpellato da EW nel marzo 2025, aveva offerto una lettura diversa della vicenda, difendendo le proprie scelte come necessità produttive.
“Ho fatto ogni sforzo per includere George nel processo di adattamento. Ma a un certo punto è diventato riluttante a riconoscere in modo ragionevole le questioni pratiche in gioco.
Devo continuare ad andare avanti per il bene della troupe, del cast e di HBO. Questo è il mio lavoro. Posso solo sperare che io e George riusciremo un giorno a ritrovare quell’armonia.”
