Dopo mesi di voci, ricostruzioni parziali e interpretazioni spesso invasive, Rocío Muñoz Morales ha scelto di parlare apertamente della fine della sua relazione con Raoul Bova, spiegando le ragioni del suo lungo silenzio e chiarendo alcuni punti che, fino ad oggi, erano rimasti schiacciati dal rumore mediatico.
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L’attrice ha raccontato in un’intervista a Vanity Fair di aver assistito, da spettatrice, a una narrazione che non sentiva come propria. Un racconto fatto di ipotesi, etichette e semplificazioni, che l’ha spinta a fare un passo indietro non per sottrarsi, ma per proteggere. “Hanno parlato troppo tutti”, spiega, lasciando intendere quanto l’esposizione pubblica abbia travalicato i confini della vita privata, soprattutto in presenza di due figlie ancora ancora piccole.
“Ho letto cose su di me che sembravano riguardare la vita di qualcun altro”
Morales smentisce l’idea che la relazione fosse già conclusa da tempo, chiarendo che fino all’estate scorsa esisteva ancora una dimensione familiare condivisa. Un legame lungo, costruito in quattordici anni, che – come accade in ogni coppia – ha attraversato “alti e bassi”, ma che a suo dire, non era arrivato a un punto di rottura annunciata o consapevole. Proprio per questo, in seguito le è “caduto il mondo addosso”
Nel suo racconto, l’attrice tocca uno dei nodi più discussi. Precisa di non avere nulla contro modelli relazionali diversi dal proprio, ma ribadisce che la loro non era una coppia aperta e non aveva mai sospettato tradimenti.

Colpisce il modo in cui descrive la reazione emotiva alla scoperta di quanto accaduto: una delusione profonda, accompagnata dalla necessità immediata di veicolare tutte le energie verso un unico obiettivo.
“Non ho mai avuto rabbia nei suoi confronti, neanche all’inizio. Ero delusa oltre ogni aggettivo, perennemente incredula, eppure, e può suonare strano, non ce l’ho fatta ad arrabbiarmi. Non so spiegarlo, però dal minuto zero ho capito che il mio unico compito era proteggere le figlie, e ho concentrato lì tutte le forze”
Morales racconta di aver scelto la sincerità con le bambine, senza trasformarla in un racconto traumatico. “La verità rende liberi, ma non significa dover raccontare tutto“, spiega, sottolineando come sia fondamentale trovare un linguaggio adatto all’età e alla sensibilità di chi ascolta.
“Al momento non hanno accesso a Internet, ai social; non possiedono lo smartphone, o meglio, la maggiore adesso ha un telefonino per parlare con il papà però non si connette alla rete; tablet e tv sono bloccati; ma presto o tardi leggeranno, andranno a cercare, si imbatteranno in notizie vere e notizie false che riguardano i loro genitori, scopriranno certe dichiarazioni e chiederanno spiegazioni. Ed è per questo che peso ogni parola”
Un equilibrio delicato, sostenuto anche dal confronto con una psicologa e con la propria fede, oltre che da una rete affettiva che l’ha accompagnata nei mesi più difficili. A tale proposito, Rocio ha scherzato sul fatto che quando ha raccontato cosa era successo a sua madre e sua sorella ha avuto difficoltà a tradurre in spagnolo occhi spaccanti, il tormentone della scorsa estate.
Nella stessa intervista, Rocio ha anche fatto chiarezza sulle voci di flirt con Stefano De Martino e Andrea Iannone. Senza entrare nei dettagli più intimi della vicenda, ha spiegato inoltre di aver scelto finora di tacere per proteggere le figlie e per non alimentare una narrazione che non sentiva rappresentativa della sua realtà.
