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Home » Personaggi » Olimpiadi 2026, bufera social: l’assessore insulta Laura Pausini e scoppia la polemica

Olimpiadi 2026, bufera social: l’assessore insulta Laura Pausini e scoppia la polemica

L’assessore di Sant’Antioco attacca Laura Pausini con un insulto su Facebook. Scoppia la polemica, poi arrivano le scuse pubbliche.
Carlotta DeianaDi Carlotta Deiana8 Febbraio 2026
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Laura Pausini
Laura Pausini - Photo by arp (depositphotos)
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Un commento pubblicato su Facebook dall’assessore alla Cultura del Comune di Sant’Antioco, Luca Mereu, ha innescato un’ondata di polemiche che in poche ore ha travalicato i confini locali. Al centro della bufera un post in cui l’amministratore ha attaccato Laura Pausini per l’esibizione all’apertura delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026, utilizzando un’espressione ritenuta offensiva e sessista.

Nel suo intervento social, riferendosi alla performance della cantante che aveva intonato l’Inno di Mameli durante la cerimonia inaugurale, Mereu ha scritto: “Un anno di prove. Soldi spesi a profusione, anche per pagare quella ca… di Laura Pausini”. Una frase che ha immediatamente sollevato indignazione, soprattutto per il linguaggio utilizzato da una figura istituzionale.

Nel post l’assessore criticava anche altri aspetti della cerimonia, dalla telecronaca Rai alle divise degli atleti azzurri, aggiungendo: “Ok che Armani e Valentino sono passati a miglior vita ma chi ha disegnato la divisa italiana? Vannacci?”. Tuttavia è stato l’insulto rivolto alla cantante a catalizzare l’attenzione pubblica e politica.

A intervenire è stata la consigliera comunale di opposizione Ester Fadda, che ha definito l’espressione “un insulto sessista e volgare, completamente fuori luogo in qualsiasi contesto, ma ancora più grave quando viene da una figura istituzionale”. Fadda ha aggiunto che “questo tipo di linguaggio normalizza la violenza verbale contro le donne e abbassa il livello del dibattito pubblico”, sottolineando come il dissenso su una performance artistica non possa tradursi in attacchi personali.

Di fronte alla crescente polemica, Mereu ha diffuso un messaggio di scuse, spiegando la propria posizione: “Le possibilità sono due: o si pensa davvero che io sia sessista, misogino e qualcosa del genere, oppure si riconosce che una persona può utilizzare i social per commentare i fatti del giorno, usando anche termini ‘forti’, ma con un significato contestuale ben preciso, per esprimere le proprie opinioni”. L’assessore ha inoltre sostenuto che il termine utilizzato fosse una citazione della serie televisiva Boris. (Nella serie Boris, ambientata sul set di una fiction, il personaggio di Carolina Crescentini viene chiamata “Cagna Maledetta” perché è totalmente incapace di recitare ndr.

Nello stesso messaggio ha ammesso un errore legato al ruolo ricoperto: “Ammetto di essere stato superficiale anche in relazione al ruolo istituzionale che ricopro. E, per questa défaillance, chiedo sincera venia”. E ancora: “Il termine che ho usato ha ferito o fatto sentire sminuite o offese le donne e, quindi, me ne assumo tutta la responsabilità chiedendo scusa: non era quella la mia intenzione”.

Laura Pausini non ha replicato pubblicamente all’episodio. Dopo la cerimonia olimpica, la cantante si era limitata a esprimere sui social il proprio orgoglio per aver interpretato l’inno nazionale davanti al Presidente della Repubblica e a un pubblico internazionale. Al tempo stesso però, Pausini ha i commenti sotto il post della sua performance alle Olimpiadi, su Instagram, a causa delle troppe critiche ricevute.

 

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