Andrew Mountbatten-Windsor è stato arrestato. L’ex principe Andrea, già al centro di uno dei casi più controversi legati alla monarchia britannica degli ultimi anni, è stato fermato nella mattinata del 19 febbraio 2026 con l’accusa di misconduct in public office, ovvero cattiva condotta nell’esercizio di una funzione pubblica. La notizia, arrivata nelle prime ore della giornata, segna un punto di svolta in una vicenda che da tempo intreccia accuse, rivelazioni e indagini legate ai suoi rapporti con Jeffrey Epstein.
L’arresto è avvenuto poco dopo le 8 del mattino presso Wood Farm, all’interno della tenuta reale di Sandringham, dove Mountbatten-Windsor risiedeva dopo essere stato allontanato dal Royal Lodge di Windsor. Sul posto sono state fotografate diverse auto della polizia non contrassegnate e agenti in borghese. Le autorità hanno confermato il fermo di “un uomo sulla sessantina proveniente dal Norfolk”, senza nominarlo ufficialmente, come previsto dalle linee guida nazionali. L’uomo si trova attualmente in custodia, mentre sono in corso perquisizioni in proprietà situate tra Berkshire e Norfolk.
Al centro dell’indagine c’è un’accusa particolarmente delicata: Mountbatten-Windsor avrebbe condiviso informazioni sensibili con Jeffrey Epstein durante il periodo in cui ricopriva il ruolo di inviato speciale del Regno Unito per il commercio internazionale, incarico svolto tra il 2001 e il 2011. Si tratta di una posizione che implica un obbligo di riservatezza anche dopo la fine del mandato. A riaccendere l’attenzione degli investigatori sarebbero stati alcuni scambi di email resi pubblici dal Dipartimento di Giustizia statunitense alla fine di gennaio, nei quali emergerebbe la possibile condivisione di documenti confidenziali.
Le accuse sono state portate formalmente all’attenzione delle autorità dal gruppo anti-monarchico Republic, che ha denunciato il fratello di re Carlo III per presunta violazione di segreti ufficiali. La Thames Valley Police ha dichiarato di aver aperto un’indagine dopo una “valutazione approfondita” delle informazioni disponibili, sottolineando la necessità di garantire l’integrità e l’oggettività del procedimento mentre proseguono gli accertamenti in collaborazione con il Crown Prosecution Service.
Il fermo arriva al culmine di settimane di crescente pressione mediatica e giudiziaria, alimentata dalla diffusione di nuovi documenti legati al caso Epstein. Il rapporto tra Mountbatten-Windsor e il finanziere statunitense, morto nel 2019 mentre era detenuto in attesa di processo per traffico sessuale, aveva già provocato conseguenze pesanti per l’ex duca di York, che nel tempo era stato progressivamente escluso dalla vita pubblica.

Dopo la controversa intervista alla BBC nel 2019, Mountbatten-Windsor aveva rinunciato ai suoi incarichi ufficiali. Nel 2022 era stato privato dei titoli militari e dei patronati, mentre nell’ottobre 2025 re Carlo III aveva compiuto un passo senza precedenti revocandogli titoli e onorificenze reali e ordinandogli di lasciare la residenza ufficiale di Windsor.
Buckingham Palace aveva già fatto sapere, nei giorni precedenti all’arresto, che avrebbe collaborato con eventuali indagini, esprimendo “profonda preoccupazione” per le accuse emerse e ribadendo la vicinanza alle vittime di abusi. Una posizione che riflette la volontà della monarchia di prendere le distanze da una vicenda sempre più delicata.
Nonostante le accuse, Mountbatten-Windsor ha sempre negato qualsiasi illecito legato al suo rapporto con Epstein, pur dichiarando di rimpiangere quella frequentazione. L’indagine ora entra in una fase cruciale: resta da capire se gli elementi raccolti porteranno a un’incriminazione formale e a un eventuale processo, mentre il caso continua a generare forte attenzione e interrogativi a livello internazionale.
