Paura nella notte per Klaus Davi, che ha accusato un malore mentre si trovava a Roma per impegni televisivi. Il giornalista era arrivato nella Capitale per partecipare alla trasmissione Agorà su Rai 3, ma le sue condizioni lo hanno costretto a rinunciare all’ospitata, facendo scattare immediatamente accertamenti medici.
Il malore è avvenuto mentre Davi, che ha 60 anni, soggiornava in un hotel nei pressi di via Teulada, a pochi passi dagli studi televisivi. Dopo essersi sentito male durante la notte, il giornalista è stato sottoposto a controlli che hanno escluso conseguenze più gravi, ma hanno evidenziato una condizione di forte affaticamento fisico. A incidere sarebbero state soprattutto le ultime settimane di lavoro particolarmente intenso, che avrebbero portato a una situazione di spossatezza generale accompagnata da problemi di pressione alta.
Secondo quanto riferito dal suo staff, le condizioni di Davi sono attualmente buone, ma sarà necessario osservare alcuni giorni di riposo assoluto per consentire un completo recupero. La partecipazione ad Agorà, prevista per la mattinata del 19 febbraio, è quindi saltata proprio a causa del malore.
Negli ultimi giorni il giornalista era stato impegnato in inchieste delicate, tra cui alcune interviste a figure legate alla criminalità organizzata, come Demetrio Latella e Giuseppe Calabrò, entrambi condannati all’ergastolo per il sequestro e l’omicidio di Cristina Mazzotti. Un’attività investigativa particolarmente intensa, che avrebbe contribuito ad aumentare lo stress fisico e mentale.
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Non è la prima volta che Klaus Davi si trova ad affrontare episodi simili. Già in passato, durante un servizio in Calabria legato a un’inchiesta sulla ’ndrangheta, aveva accusato un malore che aveva richiesto il ricovero in ospedale. Anche in quel caso, alla base del problema c’erano condizioni di forte stress e sovraccarico di lavoro.
La situazione, al momento, non desta particolare preoccupazione, ma resta l’indicazione medica di fermarsi per qualche giorno. Un segnale chiaro di quanto i ritmi serrati e le inchieste sul campo possano avere un impatto concreto sulla salute, anche per chi è abituato a lavorare in contesti complessi e ad alta tensione.
