Romina Power rompe il silenzio sul caso della famiglia nel bosco, condividendo un post sui social in cui paragona la vicenda di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham al suo vissuto personale. La cantante ha anche lanciato un appello a Giorgia Meloni, chiedendo un intervento a tutela della famiglia, anche se la premier è già intervenuta sulla questione.
Nel post, Romina ha scritto:
“Finora non ho espresso la mia opinione in merito a ciò che sta subendo questa famiglia. Negli anni ‘60 io e Albano eravamo la famiglia nel bosco solo che facevamo anche tournée ed incidevamo dischi. Se qualcuno avesse fatto a me ciò che stanno facendo a questa povera mamma io sarei diventata una tigre! Ma come osano separare una mamma dai suoi figli? L’unico sbaglio che hanno fatto è aver scelto l’Italia per vivere. Se avessero scelto un altro paese, tipo Grecia, Portogallo, Spagna… questo non sarebbe successo! Ma come sta cambiando l’Italia! Che tristezza Io spero che Giorgia Meloni possa intervenire per proteggere questa famiglia!”
Per una volta, Romina sembra essere d’accordo con l’ex marito Albano, che a dicembre aveva raccontato la propria esperienza simile:
“Anch’io negli anni ’70 lasciai la grande città per vivere in un bosco a due chilometri e mezzo dal centro abitato: non c’era acqua, non c’era elettricità, niente telefono”, ha spiegato il cantante. “Da quello che era un terreno non edificato, ma che piacque molto a Romina , poi ho sviluppato quella che oggi sono le Tenute Al Bano, una struttura che include uffici e sala di registrazione dell’artista, ma anche locali aperti al pubblico: ristorante, spa, enoteca e persino una chiesetta.”
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Albano si era anche detto disponibile a mettere a disposizione della coppia una delle sue proprietà per aiutarli in questa fase delicata. A proposito di Romina invece, pochi giorni fa la cantante ha rotto il silenzio su sua figlia Ylenia, scomparsa da anni in circostanze mai chiarite.
Pochi giorni fa, però, il tribunale ha disposto la separazione della madre dai figli e il trasferimento dei bambini in un’altra struttura, suscitando l’inevitabile divisione sui social, tra chi difende Nathan e Catherine e chi invece ritiene che la maggioranza stia strumentalizzando la vicenda a sfavore dei magistrati e in vista dell’imminente referendum sulla giustizia.
