Serie: Daredevil – Rinascita 2, 2026. Creata da: Dario Scardapane. Cast: Charlie Cox, Vincent D’Onofrio, Deborah Ann Woll, Krysten Ritter. Genere: Azione, crime, supereroi. Durata: circa 50 minuti a episodio/8 episodi. Dove l’abbiamo visto: su Disney+.
Trama: Dopo aver messo fuorilegge i vigilanti, Wilson Fisk consolida il proprio potere su New York, trasformando la città in un territorio sempre più autoritario. Matt Murdock, con l’aiuto di Karen Page e di nuovi alleati, cerca di fermarlo, mentre la tensione tra giustizia e vendetta esplode in uno scontro inevitabile.
A chi è consigliato? A chi ha amato la serie originale di Daredevil e cerca una storia più compatta e matura, ma anche a chi apprezza i toni più cupi e realistici del Marvel Cinematic Universe.
È stato un ritorno strano, lo scorso anno, quello di Matt Murdock e del suo alter ego vestito da diavolo, nella prima stagione di Daredevil – Rinascita. Un progetto riassestato a riprese già iniziate, complici gli scioperi di attori e sceneggiatori che ne avevano temporaneamente frenato la produzione, per correggere il tiro rispetto alle intenzioni originali dei Marvel Studios (non era previsto che lo show, realizzato per Disney+, fosse un sequel canonico della versione precedentemente prodotta per Netflix) e allo stesso tempo salvare quello che era comunque utilizzabile. Ne era uscito quindi un prodotto affascinante ma palesemente frutto di due visioni diverse che non sempre combaciavano. Diverso il discorso per il secondo ciclo di episodi, di cui parliamo nella recensione di Daredevil – Rinascita 2 (che si basa sulla visione in anteprima di tutti e otto i capitoli), più centrata e con un arco narrativo delineato con precisione dall’inizio.
Chi vigila sui vigilanti?

Wilson Fisk ha ufficialmente dichiarato fuorilegge tutti i vigilanti attivi a New York, facendoli imprigionare – non del tutto legalmente – a Red Hook, già luogo di trattative losche per traffici vari. Aiutato dalla compagna Karen Page e da alcuni alleati, Matt Murdock alias Daredevil cerca di capire come riuscire a sconfiggere il suo arcinemico, ora teoricamente intoccabile anche se i suoi affari sporchi rimangono all’ordine del giorno (alla fine della stagione precedente si scopriva che era stata sua moglie Vanessa a commissionare l’omicidio di Foggy Nelson, il socio di Murdock, poiché questi aveva scoperto una cosa che avrebbe compromesso proprio l’uso di Red Hook come base operativa). Ma non è solo lui a volersi opporre a quella che sta effettivamente diventando una dittatura: anche il popolo newyorkese si sta gradualmente stufando delle azioni di Fisk, la cui nomea come Kingpin è tutt’altro che un lontano ricordo…
Murdock v Fisk

Come nella prima stagione rimangono centrali e inscalfibili le interpretazioni di Charlie Cox (Murdock) e Vincent D’Onofrio (Fisk), inizialmente gli unici due attori che dovevano tornare nello show date le loro precedenti apparizioni in altri titoli del Marvel Cinematic Universe. Dopo essere stata accantonata nella stagione precedente, questa volta Deborah Ann Woll (Karen) dimostra di avere ancora tanto da dare a questo angolo più cupo del franchise audiovisivo della Casa delle Idee, e per la gioia dei fan delle serie che venivano prodotte per Netflix torna anche la sempre agguerrita Krysten Ritter nei panni di Jessica Jones, forse in vista di qualcosa di maggiormente incentrato su di lei più avanti. Non c’è, invece, il Punitore interpretato da Jon Bernthal, che è evaso da Red Hook nel post-credits del finale della prima stagione ed è impegnato altrove (scopriremo in che modo in uno speciale apposito che sarà disponibile su Disney+ la settimana dopo l’episodio conclusivo di questa annata).
La lotta per la Grande Mela

Come lo scorso anno, non mancano i piccoli riferimenti al mondo Marvel più vasto, ma nel complesso, nella visione dello showrunner Dario Scardapane e dei due registi principali Justin Benson e Aaron Moorhead, questo rimane un microcosmo a sé (anche perché includere l’altro grande eroe residente a New York, cioè Spider-Man, è complicato per via dell’accordo tra Marvel e Sony per le sue apparizioni sullo schermo). Un microcosmo violento, brutale, ancora più di quanto già non lo fosse su Netflix (indelebile, nella prima stagione, l’immagine di Fisk che spacca la testa a un uomo, senza stacchi di montaggio che ne smorzassero l’impatto visivo), e a questo giro anche molto attuale, poiché è difficile discostare sul piano iconografico la task force messa in piedi da Kingpin – e adattata da storie preesistenti, sia ben chiaro – dalle forze ICE al soldo di Donald Trump. Con la differenza che qui le azioni dei poliziotti corrotti non restano impunite, e dopo un inizio interessante ma un po’ faticoso dove bisogna porre tutte le basi, la stagione scorre compatta e inesorabile verso una resa dei conti che, nel suo piccolo, è comunque abbastanza spettacolare. Arrivati al finale, è chiaro che la zavorra della divergenza di vedute dietro le quinte è definitivamente nel passato, e ora il diavolo custode di Hell’s Kitchen può continuare volteggiare nei cieli della Grande Mela, con le idee chiare circa il suo futuro all’interno del MCU, della cui diversificazione rimane uno dei simboli migliori.
Serie: Daredevil – Rinascita 2, 2026. Creata da: Dario Scardapane. Cast: Charlie Cox, Vincent D’Onofrio, Deborah Ann Woll, Krysten Ritter. Genere: Azione, crime, supereroi. Durata: circa 50 minuti a episodio/8 episodi. Dove l’abbiamo visto: su Disney+.
Trama: Dopo aver messo fuorilegge i vigilanti, Wilson Fisk consolida il proprio potere su New York, trasformando la città in un territorio sempre più autoritario. Matt Murdock, con l’aiuto di Karen Page e di nuovi alleati, cerca di fermarlo, mentre la tensione tra giustizia e vendetta esplode in uno scontro inevitabile.
A chi è consigliato? A chi ha amato la serie originale di Daredevil e cerca una storia più compatta e matura, ma anche a chi apprezza i toni più cupi e realistici del Marvel Cinematic Universe.
È stato un ritorno strano, lo scorso anno, quello di Matt Murdock e del suo alter ego vestito da diavolo, nella prima stagione di Daredevil – Rinascita. Un progetto riassestato a riprese già iniziate, complici gli scioperi di attori e sceneggiatori che ne avevano temporaneamente frenato la produzione, per correggere il tiro rispetto alle intenzioni originali dei Marvel Studios (non era previsto che lo show, realizzato per Disney+, fosse un sequel canonico della versione precedentemente prodotta per Netflix) e allo stesso tempo salvare quello che era comunque utilizzabile. Ne era uscito quindi un prodotto affascinante ma palesemente frutto di due visioni diverse che non sempre combaciavano. Diverso il discorso per il secondo ciclo di episodi, di cui parliamo nella recensione di Daredevil – Rinascita 2 (che si basa sulla visione in anteprima di tutti e otto i capitoli), più centrata e con un arco narrativo delineato con precisione dall’inizio.
Chi vigila sui vigilanti?

Wilson Fisk ha ufficialmente dichiarato fuorilegge tutti i vigilanti attivi a New York, facendoli imprigionare – non del tutto legalmente – a Red Hook, già luogo di trattative losche per traffici vari. Aiutato dalla compagna Karen Page e da alcuni alleati, Matt Murdock alias Daredevil cerca di capire come riuscire a sconfiggere il suo arcinemico, ora teoricamente intoccabile anche se i suoi affari sporchi rimangono all’ordine del giorno (alla fine della stagione precedente si scopriva che era stata sua moglie Vanessa a commissionare l’omicidio di Foggy Nelson, il socio di Murdock, poiché questi aveva scoperto una cosa che avrebbe compromesso proprio l’uso di Red Hook come base operativa). Ma non è solo lui a volersi opporre a quella che sta effettivamente diventando una dittatura: anche il popolo newyorkese si sta gradualmente stufando delle azioni di Fisk, la cui nomea come Kingpin è tutt’altro che un lontano ricordo…
Murdock v Fisk

Come nella prima stagione rimangono centrali e inscalfibili le interpretazioni di Charlie Cox (Murdock) e Vincent D’Onofrio (Fisk), inizialmente gli unici due attori che dovevano tornare nello show date le loro precedenti apparizioni in altri titoli del Marvel Cinematic Universe. Dopo essere stata accantonata nella stagione precedente, questa volta Deborah Ann Woll (Karen) dimostra di avere ancora tanto da dare a questo angolo più cupo del franchise audiovisivo della Casa delle Idee, e per la gioia dei fan delle serie che venivano prodotte per Netflix torna anche la sempre agguerrita Krysten Ritter nei panni di Jessica Jones, forse in vista di qualcosa di maggiormente incentrato su di lei più avanti. Non c’è, invece, il Punitore interpretato da Jon Bernthal, che è evaso da Red Hook nel post-credits del finale della prima stagione ed è impegnato altrove (scopriremo in che modo in uno speciale apposito che sarà disponibile su Disney+ la settimana dopo l’episodio conclusivo di questa annata).
La lotta per la Grande Mela

Come lo scorso anno, non mancano i piccoli riferimenti al mondo Marvel più vasto, ma nel complesso, nella visione dello showrunner Dario Scardapane e dei due registi principali Justin Benson e Aaron Moorhead, questo rimane un microcosmo a sé (anche perché includere l’altro grande eroe residente a New York, cioè Spider-Man, è complicato per via dell’accordo tra Marvel e Sony per le sue apparizioni sullo schermo). Un microcosmo violento, brutale, ancora più di quanto già non lo fosse su Netflix (indelebile, nella prima stagione, l’immagine di Fisk che spacca la testa a un uomo, senza stacchi di montaggio che ne smorzassero l’impatto visivo), e a questo giro anche molto attuale, poiché è difficile discostare sul piano iconografico la task force messa in piedi da Kingpin – e adattata da storie preesistenti, sia ben chiaro – dalle forze ICE al soldo di Donald Trump. Con la differenza che qui le azioni dei poliziotti corrotti non restano impunite, e dopo un inizio interessante ma un po’ faticoso dove bisogna porre tutte le basi, la stagione scorre compatta e inesorabile verso una resa dei conti che, nel suo piccolo, è comunque abbastanza spettacolare. Arrivati al finale, è chiaro che la zavorra della divergenza di vedute dietro le quinte è definitivamente nel passato, e ora il diavolo custode di Hell’s Kitchen può continuare volteggiare nei cieli della Grande Mela, con le idee chiare circa il suo futuro all’interno del MCU, della cui diversificazione rimane uno dei simboli migliori.
La recensione in breve
La seconda stagione di Daredevil - Rinascita aggiusta il tiro e presenta un unico arco narrativo, la seconda parte dello scontro a distanza tra Matt Murdock e Wilson Fisk.
PRO
- Charlie Cox e Vincent D'Onofrio rimangono due forze della natura nei panni di Murdock e Fisk
- L'atmosfera cupa e brutale è mantenuta con efferata eleganza
- Il ritorno di Jessica Jones è strepitoso
- Il finale di stagione è contenuto ma epico
CONTRO
- I primi episodi allungano un po' il brodo nel tentativo di porre tutte le basi
- L'assenza di Frank Castle potrebbe infastidire alcuni fan
- Voto CinemaSerieTV
