Bruce Springsteen torna a far parlare di sé non solo per la musica, ma anche per le sue posizioni politiche, che promettono di essere ancora più centrali nel prossimo tour. Il cantante sarà infatti tra i protagonisti del “No Kings rally” a Minneapolis-Saint Paul il 28 marzo, dove eseguirà anche Streets of Minneapolis, brano pubblicato a gennaio dopo l’uccisione di due cittadini americani da parte di agenti federali dell’ICE. Una canzone apertamente critica, in cui definisce l’agenzia come “l’esercito privato di Trump”.
Ma è soprattutto guardando al futuro che Springsteen chiarisce la sua posizione: il nuovo tour, Land of Hope & Dreams American Tour, in partenza il 31 marzo dal Target Center di Minneapolis, avrà un’impronta dichiaratamente politica. “Il tour sarà politico e molto legato a ciò che sta succedendo nel Paese”, ha spiegato in un’intervista, sottolineando come il momento storico richieda un coinvolgimento diretto anche da parte degli artisti.

Negli anni, Springsteen non ha mai nascosto le sue critiche nei confronti di Donald Trump, accusato più volte di aver costruito consenso su menzogne. E naturalmente è intervenuto anche sulla questione dell’ICE con parole durissime. E anche questa volta non sembra intenzionato a moderare i toni. Alla domanda se tema di perdere una parte del pubblico a causa delle sue posizioni, replica:
“Non mi preoccupa. Il mio lavoro è semplice: faccio quello che voglio e dico quello che voglio. Poi le persone sono libere di reagire. Il contraccolpo fa parte del gioco. Sono pronto”.
Un approccio coerente con la sua carriera, in cui musica e impegno sociale sono sempre stati intrecciati, e che oggi si traduce in un tour pensato non solo come spettacolo, ma anche come presa di posizione su un’America che, secondo lui, sta attraversando un momento “criticamente difficile”.
A proposito di Trump, avete letto la battutaccia che ha fatto davanti alla premier giapponese?
