La guerra verbale tra Donald Trump e Bruce Springsteen ha raggiunto un nuovo livello di durezza. Il presidente degli Stati Uniti ha pubblicato su Truth Social un lungo messaggio in cui attacca frontalmente il rocker del New Jersey, definendolo “una prugna secca” e invitando apertamente i suoi sostenitori a boicottarne i concerti.
“Il pessimo e noiosissimo cantante Bruce Springsteen, che sembra una prugna secca che ha sofferto enormemente a causa di un pessimo intervento di chirurgia plastica, è affetto da tempo da una terribile e incurabile sindrome anti-Trump”, ha scritto il presidente USA. L’attacco non si è limitato al piano personale: Trump ha anche definito l’artista “un totale perdente che vomita odio contro un Presidente che ha vinto le elezioni con una valanga di voti”.

Il messaggio si chiude con un appello in maiuscolo diretto alla sua base elettorale: “I MAGA DOVREBBERO BOICOTTARE I SUOI CONCERTI TROPPO CARI, CHE FANNO SCHIFO. RISPARMIATE I VOSTRI SOLDI GUADAGNATI CON SUDORE”. Un invito esplicito che mira a mobilitare i suoi sostenitori contro uno degli artisti più iconici della musica americana.
Lo scontro tra i due non è nuovo. Trump e Springsteen si scambiano attacchi da oltre un decennio. Già nel 2012, quando non era ancora entrato in politica, Trump criticò il cantante per il suo sostegno a Barack Obama durante un comizio in Ohio.
Nel 2016, alla vigilia delle elezioni presidenziali, Springsteen definì Trump “un idiota” in un’intervista a Rolling Stone, parlando di una democrazia americana “sotto assedio”. In quell’occasione, il musicista sostenne apertamente Hillary Clinton nella corsa alla Casa Bianca.
Negli anni successivi, il tono non si è mai abbassato, anzi si è fatto ancora più acceso. Più recentemente, Springsteen ha descritto l’amministrazione Trump come “corrotta, incompetente e traditrice”, provocando una risposta immediata del presidente, che ha ribadito di non aver mai apprezzato né la sua musica né le sue posizioni politiche, arrivando a definirlo “solo un prepotente e odioso idiota”.
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L’escalation ha incluso anche episodi simbolici, come la diffusione da parte di Trump di un video generato con intelligenza artificiale in cui colpiva il cantante con una pallina da golf, contribuendo ad alimentare ulteriormente il conflitto.
Il nuovo attacco arriva in un momento particolarmente sensibile. All’inizio della settimana, Springsteen ha inaugurato un tour a Minneapolis, collegandolo alle proteste locali contro le politiche sull’immigrazione. Durante un intervento a St. Paul il 29 marzo, ha elogiato la mobilitazione civica No Kings definendola un segnale di resistenza e partecipazione democratica. Pochi giorni prima aveva sottolineato che non gli interessa perdere pubblico, lui continuerà a dire quel che pensa di Trump.
Parole che hanno evidentemente innescato la reazione di Trump, il quale ha concluso il suo intervento rivendicando i risultati della propria leadership e attaccando duramente l’amministrazione precedente guidata da Joe Biden.
Riguardo Trump, sapete che di recente sua nipote, una psicologa, si è detta preoccupata e ha detto che “sta perdendo il controllo” come successe ad un suo familiare?
