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Home » Film » News cinema e film » Argentina, 1985: la storia vera che ha ispirato il film

Argentina, 1985: la storia vera che ha ispirato il film

Il film Argentina, 1985, ora su Prime Video, è basato sulla vera storia del processo ai capi della giunta militare: durante la dittatura furono uccise 30mila persone.
Patrizio MarinoDi Patrizio Marino25 Ottobre 2022
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Argentina, 1985 è ispirato alla storia vera dei procuratori Julio Strassera e Luis Moreno Ocampo e al processo ai capi della giunta militare argentina che governò il paese dal 24 marzo 1976 al 10 dicembre 1983. Durante la loro dittatura furono uccise, o fatte sparire, circa 30mila persone.

Julio Strassera nacque a Buenos Aires nel 1933, dopo il diploma si iscrisse all’Università di Buenos Aires dove nel 1963 conseguì il dottorato in giurisprudenza. Dopo il colpo di stato del marzo 1976, fu nominato Segretario di Corte Federale di Buenos Aires e in seguito divenne Procuratore Federale.

Il 4 ottobre 1984, il presidente Raúl Alfonsín decise di far processare i principali membri della dittatura militare da una corte d’appello civile. A Strassera fu offerto il posto di capo consigliere per l’accusa dal ministro della Giustizia, Carlos Alconada Aramburú. Strassera si fece affiancare da Luis Moreno Ocampo, che all’epoca prestava servizio come consulente legale nel dipartimento del procuratore generale. Furono gli unici due, dei tanti pubblici ministeri contattati, che accettarono la difficile sfida.

Julio Strassera e Luis Moreno Ocampo si mossero tra mille difficoltà, i due pubblici ministeri si trovarono di fronte ad una serie di testimoni reticenti ed impauriti. Il primo procedimento di questo tipo dai tempi del processo di Norimberga, e il primo condotto in un tribunale civile, fu ostacolato dalle pressioni degli indagati e dei loro alleati.

L’ufficio di Strassera fu contattato in numerose occasioni dal generale Albano Harguindeguy, ex ministro dell’Interno durante la dittatura. La pressione arrivava anche da politici che si trovavano all’interno dell’Unione Civica Radicale, il partito di centro/centro-sinistra al governo.

Durante il processo, molte scuole di Buenos Aires furono chiuse per la possibilità di attentati, numerose telefonate anonime segnalarono la presenza di bombe negli edifici. Alcuni ordigni furono fatti esplodere in importanti sedi governative.

In questo clima di intimidazione, dopo qualche mese in cui furono ascoltati testimoni e raccolti documenti di centinaia di casi di torture, assassinii e sparizioni, la cifra approssimativa tra morti e dasaparecidos era di 30mila persone, cominciò il processo.

Le udienze iniziarono ufficialmente il 22 aprile 1985, Strassera presentò 709 casi alla Presidenza del Tribunale e ne furono accolti 280. Durante il processo furono ascoltati 833 testimoni, tra cui un ex presidente, il generale Alejandro Lanusse, e lo scrittore Jorge Luís Borges. Il numero degli imputati, tuttavia, fu ristretto ai nove membri di spicco del consiglio al potere dal 1976 al 1982. Furono esclusi i circa 600 ufficiali accusati all’epoca di abusi nei tribunali di tutto il paese.

Gli ultimi testimoni furono ascoltati il 14 agosto 1985. Strassera presentò le argomentazioni conclusive il 18 settembre, dicendo: “Desidero rinunciare a qualsiasi pretesa di originalità nel chiudere questa mozione. Vorrei usare una frase che non è la mia, perché appartiene già a tutto il popolo argentino. Signori giudici: mai più!“.

Il processo si concluse con la condanna all’ergastolo dei generali Jorge Videla e Emilio Massera più varie altre condanne ai coimputati.

Il film, di cui abbiamo parlato nella recensione di Argentina 1985, è stato presentato in concorso alla 79ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia ed è disponibile in esclusiva su Prime Video dal 21 ottobre.

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