Val Kilmer è tornato sul grande schermo nonostante la sua scomparsa nell’aprile del 2025. Il trailer di As Deep as the Grave, presentato oggi al CinemaCon di Las Vegas, ha mostrato per la prima volta al pubblico come l’intelligenza artificiale generativa sia stata utilizzata per creare digitalmente la performance dell’attore nel film diretto da Coerte Voorhees.
Take a look at the first trailer for “As Deep As The Grave” starring late Val Kilmer pic.twitter.com/wbXF29nYAm
— Geek Realm Hub (@geekrealmhub) April 15, 2026
L’attore di Top Gun e Batman Forever, morto all’età di 65 anni dopo una lunga battaglia contro il cancro alla gola, era stato scelto per interpretare Padre Fintan, un prete cattolico e spiritualista nativo americano. Tuttavia, le sue condizioni di salute non gli permisero di girare le scene prima della sua morte.
Il filmato rivela che Kilmer appare in diverse fasi della sua vita: in alcuni momenti come una figura spettrale e quasi fantasmatica, in altri come un affascinante uomo di chiesa sulla trentina. “Non temere i morti e non temere me”, dice il personaggio di Kilmer rivolgendosi a una bambina, inginocchiandosi per guardarla dritto negli occhi. Una scena che ha già suscitato forti emozioni tra chi ha visto l’anteprima.
Coerte Voorhees ha rivelato durante la presentazione al CinemaCon che il ruolo di Kilmer è tutt’altro che marginale: il personaggio apparirà per oltre un’ora di film, rappresentando una presenza significativa nella narrazione. Il film racconta la storia vera di Ann Axtell Morris, una delle prime archeologhe donne d’America, e dei suoi scavi nel Canyon De Chelly in Arizona negli anni Venti, affiancata dal marito Earl Morris.
Come spiega The Hollywood Reporter, il progetto è stato realizzato con la piena collaborazione della famiglia di Kilmer. Mercedes Kilmer, figlia dell’attore, ha fornito materiale d’archivio utilizzato per creare digitalmente la performance e ha spiegato che questa scelta rispecchia i valori del padre. “Ha sempre guardato alle tecnologie emergenti con ottimismo, come strumento per espandere le possibilità della narrazione”, ha dichiarato Mercedes in un comunicato ufficiale. “Questo spirito è ciò che stiamo tutti onorando in questo film specifico, di cui era parte integrante.” Un parere opposto a quello della figlia di Robin Williams, che si oppone con veemenza a qualsiasi riproduzione in AI dell’immagine di suo padre.
I fratelli Voorhees, regista e produttore del film, hanno sottolineato di aver trovato un modo etico per utilizzare questa controversa tecnologia, lavorando in stretta collaborazione con la famiglia dell’attore. “Il film è stato progettato proprio pensando a lui”, ha spiegato Coerte Voorhees in un’intervista dello scorso mese. “Il progetto si collegava al suo patrimonio nativo americano e al suo amore per il Southwest. La sua famiglia continuava a ripetere quanto ritenesse importante questo film e che Val volesse davvero farne parte.”
La produzione ha seguito le linee guida della SAG-AFTRA e ha compensato economicamente il patrimonio di Kilmer per la sua apparizione digitale. I registi insistono di aver utilizzato l’intelligenza artificiale solo per necessità e per il profondo desiderio di includere Kilmer nel progetto, un film che cinque anni fa lo aveva immediatamente conquistato proprio per il personaggio spirituale del Southwest e per l’importanza di raccontare la storia di Ann Morris.

Il trailer mostra anche sequenze d’azione spettacolari: scavi archeologici in scenari mozzafiato lungo pareti rocciose, mandrie di bisonti che corrono maestose nelle pianure e immagini di un’automobile che tenta di attraversare rapide impetuose. Il cast include Abigail Lawrie nel ruolo di Ann Morris, Tom Felton come Earl Morris, e Abigail Breslin, Tatanka Means, Jacob Fortune-Lloyd, Wes Studi e Finn Jones.
L’uso dell’intelligenza artificiale a Hollywood è diventato un tema fortemente dibattuto, con timori diffusi che questa tecnologia possa eliminare posti di lavoro nel settore cinematografico mentre gli studios cercano modi per ridurre i costi. Recenti legislazioni hanno cercato di proteggere le sembianze digitali postume degli attori, soprattutto dopo casi controversi come quello dell‘attrice generata dall’IA Tilly Norwood, che aveva portato a critiche da parte di membri dell’industria cinematografica, inclusa la SAG-AFTRA.