Mentre i cinema di tutto il mondo si riempiono per il biopic Michael su Michael Jackson, James Safechuck ha deciso di rompere il silenzio con un messaggio video destinato ai sopravvissuti agli abusi sessuali infantili. Safechuck, 48 anni, è uno dei due uomini che nel documentario HBO del 2019 Leaving Neverland hanno accusato la star della musica di averli abusati quando erano bambini.
Amid the release of #MichaelMovie, James Safechuck, who appeared in HBO’s “Leaving Neverland” documentary after coming forward with allegations of childhood sexual abuse involving Michael Jackson, has shared a new video in support of abuse survivors pic.twitter.com/XY0xoSt8Ay
— TheWrap (@TheWrap) April 24, 2026
Il video, rilasciato dai suoi legali dello studio Carpenter & Zuckerman di Los Angeles, arriva in un momento di massima celebrazione pubblica della figura di Jackson. “Il film Michael sta uscendo e sta ricevendo molta promozione”, spiega Safechuck nel messaggio.
“Ci sono cartelloni pubblicitari, spot televisivi e persone che elogiano Michael, e questo può essere traumatizzante per i sopravvissuti che hanno il loro personale Michael nelle loro vite, sia esso il prete vicino a Dio, l’allenatore sportivo che aiuta i ragazzi o il genitore acquisito che sostiene la famiglia.”
“I nostri abusatori a volte vengono elogiati, anche dopo che noi usciamo allo scoperto e diciamo la verità”, continua Safechuck nel video nel video. “Volevo solo farvi sapere che non siete soli e che ci sono altri sopravvissuti là fuori che capiscono quello che state attraversando e che sono con voi.”
Il messaggio si conclude con un invito a cercare supporto: “Se state provando tutte queste emozioni, appoggiatevi alle persone che vi sono vicine, a quelle che vi sostengono e vi danno amore. Dire la verità e raccontare quello che è successo è una cosa positiva ed è parte del vostro percorso di guarigione.”
Safechuck è attualmente coinvolto, insieme a Wade Robson, in una causa civile in corso contro le entità aziendali di Jackson, MJJ Productions e MJJ Ventures. Nel 2023, una corte d’appello della California ha ribaltato le decisioni del 2020 e 2021 che avevano respinto le loro denunce iniziali, permettendo al processo di andare avanti. I due uomini sostengono che le aziende avessero un “dovere di protezione” e che i dipendenti di quelle compagnie abbiano agito come “cospiratori, collaboratori, facilitatori” durante il periodo in cui affermano di aver subito abusi.
L’avvocato di Safechuck, John Carpenter, ha aggiunto che il suo cliente stava “lottando con il fatto che tutti stessero celebrando il suo abusatore”, motivo che lo ha spinto a realizzare il video. “Gli abusatori di maggior successo, che siano Jeffrey Epstein, Harvey Weinstein, preti, allenatori, parenti, tendono ad avere un potere e un’influenza sproporzionati, che si traducono in fiducia mal riposta”, ha spiegato Carpenter. “È molto doloroso quando le persone celebrano il proprio abusatore. E penso che sia quello che sta accadendo in questo momento.”

Gli eredi di Jackson hanno sempre negato ogni accusa, e il cantante fu assolto dalle accuse di molestie su minori nel 2005. Jonathan Steinsapir, avvocato della sua eredità, ha dichiarato in passato al New York Times: “Rimaniamo pienamente fiduciosi che Michael sia innocente di queste accuse, che sono contrarie a tutte le prove credibili e alla corroborazione indipendente, e che sono state fatte per la prima volta solo anni dopo la morte di Michael da uomini motivati unicamente dal denaro.”
Il film su Michael Jackson – di cui abbiamo parlato nella nostra recensione – ripercorre la vita e la carriera del Re del Pop, dall’infanzia nei Jackson 5 fino alla sua ascesa alla fama mondiale. Il film è diretto da Antoine Fuqua e vede Jackson interpretato dal nipote Jaafar Jackson al suo debutto cinematografico. Nel cast figurano anche Colman Domingo nel ruolo di Joe Jackson, Nia Long come Katherine Jackson e Miles Teller nei panni dell’avvocato John Branca.
Il film è stato prodotto esecutivamente da Branca e John McClain, esecutori dell’eredità Jackson, insieme a Fuqua, fatto che ha sollevato critiche su una possibile rappresentazione non oggettiva della vita del cantante. La pellicola omette completamente le accuse di molestie sui minori.
Dan Reed, regista di Leaving Neverland, ha dichiarato a The Hollywood Reporter che “Alla gente non importa che Jackson fosse un molestatore di bambini. Letteralmente, alle persone semplicemente non importa.” L’avvocato Carpenter ha espresso il desiderio che “si parlasse più di una Legge sulla Trasparenza su Michael Jackson che di un biopic su Michael Jackson.”
