Miles Teller ha fatto un ritorno significativo sul tappeto rosso del Festival di Cannes 2026 per promuovere Paper Tiger, il nuovo film di James Gray in cui recita al fianco di Adam Driver e Scarlett Johansson. Ma durante le interviste promozionali, l’attore ha rivelato il motivo per cui da oltre un decennio evita i profili giornalistici tradizionali: una ferita ancora aperta risalente al 2015.
Tutto è iniziato con un articolo pubblicato da Esquire Magazine nel settembre 2015. Il profilo, che avrebbe dovuto essere un’occasione promozionale standard, si trasformò in un caso mediatico quando la rivista etichettò Teller con un insulto e sostenne che avrebbe “affascinato il mondo con la sua antipatia“. L’articolo si apriva addirittura con la frase: “Sei seduto di fronte a Miles Teller al ristorante Luminary di Atlanta e stai cercando di capire se è uno (omissis)“.

La reazione di Teller all’epoca fu immediata. Su Twitter rispose: “Esquire non potrebbe sbagliarsi di più. Non penso ci sia nulla di cool o divertente nell’essere antipatici o (omissis). Molto fuorviante“. Ma le conseguenze di quell’articolo andarono ben oltre un semplice tweet di smentita.
In un’intervista rilasciata a IndieWire durante Cannes 2026, l’attore ha finalmente spiegato quanto quell’esperienza lo abbia segnato.
“Quella situazione fu gestita malissimo. Il motivo per cui non ho più fatto profili è perché mi sono detto: ‘Se non faccio questa intervista davanti a una telecamera, questa persona può citarmi male, mettere le cose fuori contesto o raccontare cose che non sono accadute’. Mi sono sentito violato rispetto a ciò che era realmente accaduto”.
La decisione di Teller fu drastica ma ponderata. “Ho detto al mio team: ‘Ragazzi, non penso che farò più questa cosa, perché sto leggendo questo articolo e non mi riconosco in quello che leggo. Questa non è la realtà, quindi perché dovrei mai voler far parte di qualcosa in cui possono semplicemente scrivere quello che vogliono?’“, ha raccontato l’attore, evidenziando la perdita di controllo sulla propria immagine pubblica.
Teller ha poi riflettuto sul meccanismo mediatico che premia la negatività: “Purtroppo essere una brava persona non vende. Le persone vogliono cliccare sulla negatività. Se vai a letto e appoggi la testa sul cuscino sapendo come tratti davvero le persone, quello è ciò che conta. Quell’intervista risale a 12 anni fa“.
L’attore ha concluso sottolineando che le persone che contano davvero conoscono la sua vera natura. “Gli attori, i registi, la troupe e i produttori” sanno chi è realmente perché “non puoi nascondere chi sei quando sei sul set“.
Paper Tiger, ambientato nel 1986, racconta la storia di due fratelli, Irwin e Gary Pearl. Il loro piano per arricchirsi aiutando a bonificare il Canale di Gowanus finisce in disastro quando Irwin, interpretato da Teller, un uomo di famiglia ansioso, fa infuriare la mafia russa dopo aver assistito involontariamente alle loro attività criminali. Tocca a Gary, interpretato da Adam Driver, un ex poliziotto, tirarlo fuori dai guai, ma i suoi sforzi per fare un accordo li trascinano solo più a fondo in un mondo di violenza. Il film sarà distribuito da Neon nelle sale cinematografiche nel corso dell’anno.
