La polemica nata dalle recenti dichiarazioni di Francesco De Gregori continua a far discutere il mondo della musica italiana. Dopo le parole del cantautore romano sulla distanza dagli interventi pubblici degli artisti su temi politici e internazionali, è intervenuto anche Morgan, con una replica affilata e provocatoria, ma lucida.
Tutto nasce durante la presentazione stampa di Nevergreen, il docufilm in onda su Rai 3 il 4 giugno 2026, quando De Gregori ha espresso la sua posizione sul ruolo degli artisti nel dibattito pubblico. Il cantautore ha dichiarato di provare distanza verso le prese di posizione esplicite sui grandi temi politici e internazionali, citando anche Bruce Springsteen e le sue recenti critiche all’amministrazione Trump: “C’è bisogno che Springsteen dica che è contro un’amministrazione Trump? Non credo”. Il cantautore romano ha poi aggiunto: “Il mondo che ci sta intorno va analizzato con estrema cura e il proclama buttato giù dal palco, anche scritto in un appello, mi lascia abbastanza indifferente. Non voglio né dare né prendere lezioni da nessuno, tanto meno da un uomo di spettacolo. Che titoli ha per farlo?”
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Tra i tanti colleghi che hanno commentato o preso posizione nelle ultime ore, si è fatto sentire anche Morgan, che ha scelto una replica diretta e molto critica nei confronti della visione espressa da De Gregori. Nel suo intervento, il cantautore ha ribaltato completamente l’impostazione del collega, sostenendo che l’impegno politico e civile sia parte integrante della figura dell’artista:
“Carissimissimo Francesco De Gregori, ti stimo, ti rispetto come artista importante per la cultura italiana. Vedi Francesco, tu non capisci perché gli artisti devono schierarsi politicamente. Oggi credo che tu non sia sufficientemente interessato alla questione perché non hai bisogno più di lottare. Dovresti ricordarti però, almeno nella memoria, che la lotta è la postura naturale per chiunque abbia quello slancio che si chiama spirito artistico.”
Morgan prosegue poi sottolineando il valore della scrittura come strumento di connessione e responsabilità:
“Perché l’artista che lavora con la scrittura, scrivere è connettere intelligenze, è costruire una struttura dialogica. È anche un dovere della persona capace di cognizione e di pensiero giudicare la condizione umana generale.”
Il punto centrale della replica riguarda il ruolo dell’indifferenza di fronte alle crisi internazionali:
“Tu dici che ti lascia indifferente e questo è grave perché dove c’è iniquità, schiavismo, dittatura, l’indifferenza pesa a favore dell’oppressione.”
E ancora, con un passaggio molto duro, in cui il cantautore evoca immagini forti
“Come può non importarti il genocidio di Palestina? Perché tu non lo vedi e non lo subisci. Ma se tu lo subissi, se fossero i tuoi figli mutilati, se fossi tu costretto a dormire in una tenda, a vivere nell’acqua di fogna, se fossi tu una donna violentata, quella bambina a cui uccidono i genitori o quello che non ha le cure all’ospedale, saresti ancora così indifferente?”
Infine, Morgan conclude mettendo in discussione anche il rapporto tra artisti e pubblico:
“Quello che tu sei diventato, quella grande autorità che tu sei, è dovuta al fatto che tu hai molto pubblico… E questo pubblico ha creduto che tu fossi dalla parte dei più deboli.”
E chiude con una provocazione diretta:
“E da quali particolari si giudica un cantautore? Dal fatto che scrive per fare soldi e scrive canzoni in cui non crede? Non me ne vanterei sinceramente.”
Nei giorni scorsi anche Enzo Iacchetti è intervenuto sulle dichiarazioni di De Gregori, con un commento forte.
