A sei anni di distanza dall’inizio della pandemia, Codogno torna al centro di un acceso dibattito politico legato al Covid. La scintilla che ha riacceso i riflettori sulla città lodigiana, simbolo del primo focolaio italiano del virus, è l’annuncio del concerto di Enrico Ruggeri, atteso per la Notte Bianca del 4 luglio in piazza Cairoli.
A lanciare la notizia sui social era stato il sindaco Francesco Passerini, presentando con entusiasmo la presenza del celebre cantautore, vincitore di due Sanremo, come ospite principale della manifestazione. Una scelta artistica che, tuttavia, ha immediatamente scatenato la reazione dell’opposizione.
Al centro delle critiche mosse dal PD ci sono le posizioni espresse da Ruggeri durante gli anni dell’emergenza sanitaria, in particolare sul Green pass e sui vaccini. La miccia della polemica è stata accesa da un recente video del cantautore che, prendendo spunto dalle dichiarazioni di Francesco De Gregori critico verso i cantanti che fanno politica sul palco, ha rivendicato con orgoglio il proprio impegno sociale controcorrente.
Nel filmato Ruggeri ha richiamato le posizioni assunte durante l’emergenza sanitaria, arrivando a definire la vicenda del Covid come indotta, pilotata e non credibile. Una dichiarazione che ha fatto infuriare l’opposizione, considerando che Codogno fu l’epicentro della prima ondata pandemica in Italia, con il caso del paziente uno Mattia Maestri.
Come scrive il Corriere della Sera, Maria Cristina Baggi, capogruppo consiliare del PD, ha preso posizione parlando di un doppio binario adottato dalla giunta comunale. Secondo la dem, l’amministrazione avrebbe mostrato rigidità verso iniziative locali critiche sulla gestione pandemica, negando il patrocinio al convegno “Effetti avversi. Oltre al danno la beffa” e prendendo le distanze dalla proiezione del documentario “Invisibili” a Palazzo Soave. “Una scelta che può essere compresa e persino condivisa” – spiega Baggi- “Un’amministrazione pubblica ha il diritto, e in alcuni casi il dovere, di valutare se concedere il proprio patrocinio a iniziative che rischiano di avallare posizioni antiscientifiche“
Questa linea rigorosa, secondo il Pd, verrebbe però meno quando si tratta di personaggi noti e mediaticamente rilevanti. L’opposizione cita come precedente il caso di Vittorio Sgarbi, nominato nel luglio 2021 commissario generale per le Belle Arti della città nonostante posizioni controverse.
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Baggi ha sottolineato come l’artista abbia recentemente confermato di non aver preso le distanze dalle posizioni sostenute negli anni del Covid, rendendo quindi attuali dichiarazioni che non appartengono a una fase ormai superata. Il sospetto sollevato dal Partito Democratico è che il rigore scientifico venga applicato dall’amministrazione comunale soltanto ai comuni mortali, mentre davanti ai grandi nomi dello spettacolo si preferisca chiudere un occhio in nome della visibilità.
La capogruppo dem ha chiarito che la questione non riguarda la legittimità delle opinioni di Ruggeri o il suo valore artistico, ma la coerenza delle istituzioni. “Se la memoria del Covid viene richiamata per giustificare il mancato patrocinio di alcuni eventi, non dovrebbe essere accantonata quando si scelgono le persone chiamate a caratterizzare le manifestazioni più importanti della città”.
La replica del sindaco Francesco Passerini non si è fatta attendere. Il primo cittadino ha definito la polemica come il frutto di un Pd a corto di argomenti, citando ironicamente le stesse parole utilizzate da Baggi nel comunicato: nessuno mette in discussione il valore professionale di Ruggeri come artista e musicista, né il suo diritto di esprimere liberamente le proprie opinioni.
Passerini ha rimarcato la differenza sostanziale tra la concessione del patrocinio a specifici eventi il cui dibattito riguardava la divulgazione di teorie no vax e revisioni storiche del periodo pandemico di carattere politico, e l’invito a un concerto musicale. Il sindaco ha sottolineato come il Comune non abbia mai impedito lo svolgimento di iniziative in luoghi comunali, garantendo il diritto democratico al confronto.
Secondo il sindaco non occorre spiegare la differenza tra un dibattito di questo tipo e il concerto di un artista tra i più grandi della musica italiana, che ripercorre le canzoni che hanno fatto la storia del nostro Paese. “L’arte, come lo sport, non dovrebbe essere soggetta a censure, come invece il PD pare auspicare contestando la presenza di Ruggeri a Codogno”, ha concluso Passerini.
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