Alba Parietti è intervenuta con un lungo messaggio pubblicato sui social per criticare le recenti dichiarazioni di Roberto Vannacci sul femminicidio. Il generale aveva infatti sostenuto che “il femminicidio non esiste” e che si tratterebbe semplicemente di un omicidio come tutti gli altri, parole che negli ultimi giorni hanno generato un acceso dibattito pubblico. Sulla questione sono intervenuti anche diversi genitori e familiari di donne e ragazze uccise, che hanno contestato duramente questa posizione, accusando Vannacci di minimizzare una realtà che continua a colpire molte famiglie italiane.
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La conduttrice e showgirl ha scelto Instagram per esprimere il proprio dissenso, partendo dalla sua esperienza personale di donna che ha dovuto conquistarsi nel tempo libertà, credibilità e rispetto professionale. “Ho dovuto lottare per tutta la vita per ottenere libertà e rispetto”, ha scritto Parietti, spiegando come per una donna il percorso verso l’affermazione personale e professionale sia spesso molto più complesso rispetto a quello di un uomo. Secondo la conduttrice, una donna di successo continua ancora oggi a essere giudicata per il proprio aspetto o per la propria età, dovendo affrontare ostacoli che raramente vengono posti agli uomini nelle stesse condizioni.
Il passaggio più duro del suo intervento riguarda proprio il tema del femminicidio. Per Parietti, negare l’esistenza del fenomeno significa non comprendere le dinamiche che spesso stanno alla base della violenza contro le donne.
“Non riconoscere il femminicidio significa ignorare una realtà che, nella maggior parte dei casi, si consuma proprio tra le mura domestiche, in ogni ambiente sociale, anche il più privilegiato. Significa non comprendere che la violenza contro le donne nasce anche dall’incapacità di accettare che abbiano conquistato gli stessi diritti e le stesse opportunità degli uomini, pur dimostrando spesso capacità non inferiori alle loro”
“Continuare ad alimentare una cultura che considera le donne accettabili solo se madri, casalinghe schiave senza diritti e relegate a ruoli tradizionali significa riportare indietro l’orologio della storia”, ha proseguito Parietti ricordando il contributo di uomini e donne che nel corso dei decenni hanno combattuto per ampliare libertà e diritti.
“Settant’anni fa, grazie a persone come mio padre e a tanti uomini e donne che hanno dedicato la loro vita alla libertà e all’uguaglianza, conquistando diritti talvolta al prezzo della propria esistenza, abbiamo ottenuto almeno la possibilità di esprimere liberamente il nostro pensiero.” ha detto Alba Parietti, ricordando suo padre, il chimico Francesco Parietti, che era un partigiano piemontese il cui nome di battaglia era Naviga.
La conclusione del post assume i toni di un appello. Parietti si augura che nessuno scelga di sostenere chi, a suo giudizio, tende a minimizzare questioni come la violenza di genere o i diritti delle minoranze. Per la conduttrice, infatti, quando vengono messi in discussione i diritti di una categoria, a essere colpita è l’idea stessa di una società libera e democratica.
“L’ignoranza non è una semplice mancanza di conoscenza. Diventa pericolosa quando si trasforma in ideologia e trova spazio nei discorsi pubblici”, ha concluso, definendo particolarmente preoccupante il ritorno di slogan e messaggi che riteneva appartenessero al passato.
Nei giorni scorsi Roberto Vannacci è stato ospite di Lilli Gruber, che gli ha chiesto “E se lei fosse gay”?
