Oggi è una delle attrici più amate della sua generazione, protagonista di film come The Witch, Furiosa e della serie fenomeno La regina degli scacchi. Ma Anya Taylor-Joy non ha dimenticato il periodo più difficile della sua infanzia, segnato dal trasferimento dall’Argentina all’Inghilterra e da episodi di bullismo che hanno avuto un impatto profondo sulla sua autostima.
In una recente intervista per The Hollywood Reporter, l’attrice ha raccontato come la sua vita cambiò improvvisamente quando la famiglia lasciò Buenos Aires per trasferirsi a Londra. All’epoca aveva appena sei anni e mezzo e, come ricorda oggi, non parlava “una sola parola di inglese”. Tutto ciò che considerava casa – dagli amici ai parenti rimasti in Argentina – sparì nel giro di poco tempo.
L’impatto con la nuova scuola fu particolarmente traumatico. Taylor-Joy racconta che il primo giorno, seguendo quelle che definisce “abitudini argentine”, salutò una compagna con un bacio sulla guancia. Un gesto normalissimo per lei, ma che provocò una reazione immediata tra i coetanei. “A sei anni e mezzo fui immediatamente etichettata come lesbica ed esclusa”, ha ricordato.
Da quel momento iniziò un periodo di isolamento che colpì soprattutto le sue insicurezze. Ripensando a quegli anni, l’attrice spiega che i compagni le ripetevano continuamente di non essere abbastanza bella. “Quello che mi dicevano, ripetutamente, era che non ero bella”, racconta oggi.

Quelle esperienze la portarono a cercare il proprio valore altrove. Invece di concentrarsi sul proprio aspetto fisico, trovò rifugio nei libri e nella fantasia. Fu proprio in quel periodo che imparò l’inglese leggendo la saga di Harry Potter dall’inizio alla fine. Per la giovane Anya, i romanzi di J.K. Rowling rappresentarono molto più di un semplice strumento per imparare una nuova lingua. “Per una bambina che non poteva tornare a casa, Hogwarts era abbastanza vicina a una casa”, ha spiegato.
L’attrice ha anche ricordato come già da bambina fosse ossessionata dall’idea di recitare. Dopo aver scoperto la parola “agente”, iniziò a cercare informazioni su Hollywood e sul modo in cui gli attori riuscivano a emergere. Le risposte che trovava online, però, la frustravano. “Come undicenne che aveva partecipato a una sola recita scolastica, sentirsi dire che bisognava essere nel posto giusto al momento giusto non era molto utile”, ha raccontato.
Le dichiarazioni a The Hollywood Reporter arrivano in un momento particolarmente importante della carriera dell’attrice. Il 15 luglio debutterà infatti su Apple TV+ Lucky, thriller tratto dal romanzo di Marissa Stapley in cui Taylor-Joy è protagonista e produttrice esecutiva. Si tratta del primo progetto in cui ha ottenuto un ruolo creativo così importante dietro le quinte, un’esperienza che lei stessa ha descritto come particolarmente personale.
Ma Lucky è soltanto uno dei grandi titoli che la attendono nei prossimi mesi. L’attrice tornerà infatti nell’universo di Dune con l’attesissimo terzo capitolo diretto da Denis Villeneuve, dopo la breve ma significativa apparizione nei panni di Alia Atreides in Dune: Parte Due. Inoltre è stata recentemente annunciata nel cast di The Hunt for Gollum, il nuovo film ambientato nella Terra di Mezzo diretto da Andy Serkis, un progetto che ha definito “un sogno che si avvera” confessando quanto sia legata alla trilogia originale de Il Signore degli Anelli.
