Per la prima volta Gian Luca Pelloni Bulzoni, figlio adottivo di Raffaella Carrà e suo storico collaboratore, ha raccontato pubblicamente come nacque la decisione della celebre artista di adottarlo e cosa accadde nei mesi successivi alla scoperta della malattia che l’avrebbe portata alla morte nel luglio 2021.
L’occasione è stata la presentazione ufficiale della Fondazione Raffaella Carrà ETS, nata per portare avanti i progetti culturali e sociali voluti dalla conduttrice e showgirl. Pelloni Bulzoni, che con Raffaella Carrà aveva costruito un rapporto sempre più stretto nel corso degli anni, a partire dai primi 2000, inizialmente come bodyguard, ha ripercorso alcuni dei momenti più delicati della loro vita insieme. Secondo il suo racconto, tutto cambiò il 22 aprile 2020, quando arrivò la diagnosi:
“Era il 22 aprile del 2020 quando le è stata diagnosticata la malattia. La diagnosi definitiva è arrivata il 4 maggio. La notizia mi ha stordito”
Gian Luca, classe 1964, ricorda che si trovavano all’Argentario, in pieno lockdown, e sarebbero dovuti scendere a Roma a maggio, per una visita specialistica che avrebbe confermato la diagnosi. “Dissero che era uno dei più brutti tumori che potesse avere Raffaella, che era ai polmoni”

La reazione di Raffaella Carrà, però, fu molto diversa. Pelloni Bulzoni ha ricordato come l’artista affrontò immediatamente la situazione con lucidità e pragmatismo. La vide scrivere qualcosa nel suo ufficio e quando lui le chiese cosa stesse scrivendo, le rispose: “Il testamento” e per Gian Luca in quel momento fu “una botta tremenda” “Lei il giorno dopo davanti a Sergio Japino si è messa a scrivere il testamento per fare in modo che si portasse avanti quello che aveva cominciato“, ha raccontato.
Come scrive RaiNews, proprio in quei giorni che arrivò una richiesta del tutto inattesa. Raffaella lo chiamò e gli comunicò una decisione già presa: “Mi chiamò in ufficio, mi disse: ‘Per portare avanti tutte queste cose che io ho fatto in tutti questi anni e conoscendomi tu perfettamente vorrei adottarti“. Una proposta che lo lasciò senza parole. “Mi ha preso veramente alla sprovvista“, ha ammesso. Anche in quel momento, però, la showgirl non rinunciò alla sua proverbiale determinazione. “Ti lascio tutto il tempo che vuoi per pensarci, basta che me lo dici subito“, gli disse. Alla fine la risposta fu immediata: “Ok, va bene“.
L’adozione, avvenuta in età adulta, aveva un obiettivo preciso: garantire continuità ai progetti che Carrà aveva sostenuto per anni, spesso lontano dai riflettori. Pelloni Bulzoni ha infatti ricordato come l’artista fosse impegnata in numerose iniziative benefiche senza mai cercare pubblicità. “Diceva che la vita era stata generosa con lei e quindi voleva donare a qualcuno di meno fortunato“, ha spiegato.

Bulzoni ha spiegato che la sua identità di figlio adottivo, saltata fuori nei mesi scorsi, a causa di un contenzioso legale, sarebbe stata comunque ufficializzata prima o poi, considerato il suo ruolo di Presidente della Fondazione. E riguardo il suo status familiare, è stato specificato che i suoi genitori biologici sono morti da tempo: “Mio padre è morto nel 2004, mia madre nel 2016” – quindi non c’è stato bisogno del consenso genitoriale per l’adozione.
L’avvocata Barbara Giaquinto, che si è occupata della questione su incarico di Raffaella Carrà ha spiegato:
“Il consenso genitoriale previsto in un procedimento del genere, quindi, non era necessario perché i gentori di Gian Luca non erano più presenti. La signora Carrà non era sposata, non aveva figli e non aveva bisogno di chiedere consensi. Il requisito della distanza d’età era rispettato, e soprattutto c’era la volontà da entrambe le parti di intraprendere un percorso insieme”
In vita Raffaella spiegò le ragioni per le quali non aveva avuto figli naturali suoi.
Tra i desideri lasciati in eredità da Raffaella Carrà ce n’era uno in particolare. “L’unica richiesta fatta da Raf era organizzare una grande mostra con le sue cose e portarla in tutto il mondo“, ha raccontato. Un progetto che presto prenderà forma con la mostra itinerante Raffaella Carrà – coraggio, stile di vita e libertà, destinata a partire da Roma per poi raggiungere anche altre città internazionali.
