Una giornata costellata di gaffe verbali per il presidente degli Stati Uniti Donald Trump durante il vertice Nato di Ankara, in Turchia. Nel corso di una conferenza stampa accanto al presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy, il leader americano ha commesso una serie di errori che hanno rapidamente attirato l’attenzione dei media internazionali, confondendo Paesi, nomi e acronimi nel giro di pochi minuti. Il più clamoroso? Ha chiamato Zelensky “Putin”.
L’episodio più discusso si è verificato mentre Trump rispondeva a una domanda sulla possibilità di autorizzare la produzione su licenza degli intercettori missilistici Patriot in Europa a sostegno dell’Ucraina. Nel ricordare un attacco missilistico contro la portaerei americana USS Abraham Lincoln, il presidente ha dichiarato: “Abbiamo una portaerei, una delle più belle al mondo, una delle più grandi: la USS Abraham Lincoln. Qualche mese fa la Repubblica Islamica del Giappone ha lanciato 111 missili”.
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Trump intendeva chiaramente riferirsi all’Iran, ufficialmente noto come Repubblica Islamica dell’Iran, ma ha invece citato il Giappone, dando vita a un’improbabile combinazione tra due Paesi completamente diversi dal punto di vista geografico, politico e culturale. Ha poi aggiunto che “ogni uno di quei missili è stato abbattuto, praticamente la maggior parte dai Patriot, ma anche con altri mezzi”.
Non è stato l’unico errore della giornata. Poco dopo, Trump ha storpiato anche l’acronimo del Joint Comprehensive Plan of Action, il piano d’azione congiunto globale sul nucleare iraniano firmato nel 2015 durante l’amministrazione Obama. Invece di utilizzare il corretto acronimo JCPOA, lo ha chiamato “JCPOC”, definendolo comunque “un accordo terribile”.
Un altro momento imbarazzante – riportato dal Corriere della Sera – è arrivato quando, indicando Zelensky seduto al suo fianco, Trump ha chiesto ai giornalisti se qualcuno avesse una domanda per il “Presidente Putin”. Dopo essere stato corretto dai reporter presenti, ha cercato di recuperare sostenendo di aver voluto chiedere se ci fossero domande per Vladimir Putin da riferirgli in un eventuale colloquio futuro.
Nel corso di un’altra conferenza stampa, Trump ha inoltre chiamato apparentemente TikTok “Tic Tac”, come le celebri caramelle, e ha definito la Turchia una “grande compagnia”, correggendosi solo pochi istanti dopo in “grande Paese”.
Gli scivoloni assumono particolare rilievo anche perché Trump, che il mese scorso ha compiuto 80 anni, ha spesso criticato Joe Biden proprio per i suoi errori verbali. Durante lo stesso vertice Nato, il presidente ha rinnovato gli attacchi nei confronti del suo predecessore, sostenendo che “non riusciva a parlare, non riusciva a camminare”.
L’incontro tra Trump e Zelenskyy rappresentava un appuntamento cruciale per discutere del sostegno militare all’Ucraina e delle strategie della Nato nella regione. Tuttavia, le numerose gaffe del presidente americano hanno finito per monopolizzare l’attenzione mediatica, alimentando nuove discussioni sulla sua lucidità durante eventi diplomatici di primo piano.
Le dichiarazioni, riportate inizialmente dall’agenzia giapponese Jiji Press, sono state rilanciate in poche ore dai principali media internazionali e i video degli errori hanno rapidamente fatto il giro dei social network. Tra tutti gli scivoloni, quello della “Repubblica Islamica del Giappone” è diventato il più commentato, anche perché arriva a pochi mesi da un’altra uscita controversa che aveva coinvolto proprio il Giappone durante un incontro alla Casa Bianca con la premier giapponese Sanae Takaichi.
