Shia LaBeouf ha raccontato alcuni sorprendenti retroscena della sua adolescenza a Hollywood durante un panel dedicato a Transformers alla Fanboy Expo 2026 di Knoxville, in Tennessee. L’attore quarantenne ha rivelato che suo padre, Jeffrey LaBeouf, venne allontanato da diversi set cinematografici a causa del suo comportamento nei confronti di alcune attrici.
L’episodio più clamoroso risale alle riprese di Holes – Buchi nel deserto, nel 2003, quando Shia era ancora minorenne. “Mio padre è stato cacciato da così tanti set“, ha raccontato l’attore. “Una volta ha fatto delle avances a Sigourney Weaver e lei lo ha schiaffeggiato sul set di Holes.”
Secondo LaBeouf, quello non fu un caso isolato. Anche Lucy Liu avrebbe avuto difficoltà a convivere con la presenza di Jeffrey LaBeouf durante le riprese di Charlie’s Angels – Più che mai, uscito sempre nel 2003. “Lucy Liu non poteva sopportare mio padre. Non lo sopportava proprio. Ma lui non se ne andava da nessuna parte, è mio padre.”
Essendo ancora minorenne, Shia doveva essere accompagnato da un adulto sul set e Jeffrey era costantemente presente. L’attore ha raccontato che Lucy Liu arrivava perfino a fare “grandi giri intorno alla roulotte” pur di evitarlo, mentre suo padre era “sempre lì a fischiettare“. La situazione, ha spiegato, era resa ancora più complicata dal fatto che Jeffrey “era appena uscito di prigione” e sul set c’erano “tutte queste belle ragazze in giro“.
Senza citare direttamente Cameron Diaz e Drew Barrymore, protagoniste del film insieme a Lucy Liu, LaBeouf ha aggiunto: “Mio padre faceva avances a tutte e tre quelle donne continuamente.”
Tuttavia, stando a quanto scrive Entertainment Weekly, Jeffrey LaBeouf aveva trascorso due anni in carcere, tra il 1981 e il 1983, dopo una condanna per tentato stupro. In un’intervista rilasciata nel 2019 aveva dichiarato di non ricordare quanto accaduto perché, a suo dire, era completamente ubriaco. Quindi, a meno che non abbia ricevuto ulteriori condanne, nel 2003 non era esattamente “appena uscito” di prigione.

Anche Shia LaBeouf ha avuto negli anni diversi problemi con la giustizia. Più recentemente, nel giugno 2026, ha raggiunto un patteggiamento per tre capi d’accusa di aggressione legati all’arresto avvenuto durante le celebrazioni del Mardi Gras a New Orleans. Poco dopo gli è stato concesso di fare un viaggio a Roma per motivi familiari, ma anche nella Capitale ha infastidito una persona e si è reso protagonista di altri episodi bizzarri.
Il difficile rapporto con il padre è stato raccontato anche in Honey Boy, il film semi-autobiografico del 2019 scritto dallo stesso LaBeouf, nel quale interpretava una versione romanzata di Jeffrey. Negli anni successivi, però, l’attore ha in parte rivisto il modo in cui aveva raccontato quella relazione.
Durante il podcast Real Ones, nel 2022, ha infatti dichiarato di essersi pentito di aver “demonizzato mio padre su scala mondiale”, sostenendo che fosse un’esagerazione definirlo un uomo violento. “Mio padre è stato così amorevole con me per tutta la vita. Frammentato, certo. Storto, certo. Traballante, sicuramente. Ma non è mai stato privo di amore, non è mai mancato. È sempre stato presente e io ho fatto un tour stampa mondiale su quanto fosse rovinato come uomo.”
