Enzo Iacchetti è intervenuto sui social dopo che una sua battuta sul ministro della Sanità Orazio Schillaci ha fatto molto discutere. Il conduttore e comico ha precisato di non avergli mai augurato la morte e che la sua era una gag in cui immaginava diversi volti della politica – tra cui anche Salvini – alle prese con le difficoltà quotidiane che vivono gli italiani.

Lo scorso 17 luglio 2026, durante un evento pubblico a Pratovecchio (Arezzo) Iacchetti aveva detto di voler vedere Salvini in un treno in grave ritardo, senza aria condizionata e il generale Vannacci in un campo, a raccogliere pomodori con il caldo torrido, come molti immigrati. Su Schillaci invece aveva detto:
“Vorrei vedere il ministro della Sanità andare in ospedale e avere bisogno di una tac o di una risonanza magnetica e sentirsi rispondere: “Ci dispiace, la prima libera è tra otto mesi. E allora voglio vederlo morire prima, come succede in tanti casi”
Quest’ultima frase è stata ripresa da molti quotidiani di destra che le hanno dato risalto sui titoli. Iacchetti però è intervenuto su Instagram per fare chiarezza:
“Caro ministro della Sanità, io non le ho proprio augurato di morire, mi creda. Io ho fatto solo un esempio e ho fatto una simpatica gag in cui vedevo tutti i ministri, senza i loro poteri, affrontare la vita come gli esseri umani normali”
“E allora ho detto: mettiamo che il ministro della Sanità possa chiedere una TAC e gliela danno dopo mesi, può darsi che muoia, come esiste tanta gente che muore prima di avere gli appuntamenti degli esami” – ha aggiunto, illustrando una realtà che purtroppo vivono molti italiani alle prese con problemi di salute gravi o da valutare tempestivamente.
“Era solo questo, ma io, mi perdoni, non la conoscevo neanche per nome. Mi hanno detto che si chiama come Schillaci, grande calciatore che ho nel cuore, quindi se si è offeso mi scusi, ma non lo volevo far morire assolutamente”. Poi Enzino ha concluso: “No, no, no, nessuno deve morire, nessuno nel mondo deve morire”
Qui le dichiarazioni di Iacchetti sugli altri politici.
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