Ilona Staller ha concesso una nuova intervista al Corriere della Sera nella quale parla di alcune delle persone più importanti che hanno gravitato attorno alla sua carriera nel cinema per adulti. Tra queste ha parlato anche di Moana Pozzi, sottolineando che era particolarmente oculata, in quanto “genovese”.
Moana Pozzi, sostiene Staller, fu scoperta da lei e Riccardo Schicchi, titolare dell’agenzia Diva Futura e suo socio. “Dicevano che era una “cavallona” – racconta l’attrice ungherese – “Io invece l’ho voluta al mio fianco. “Questa è la mia amica Moana”. Siamo andate anche in America e abbiamo girato due film”

Alla giornalista Francesca Angeleri che le ha chiesto che tipo di persona fosse Moana, la Staller replica che era intelligente ma anche oculata. E lascia intendere che fosse esigente sui compensi pattuiti.
“Era intelligente. A volte, in scena, un po’ freddina. E molto genovese: non poteva mancare neanche un soldo. E non ti offriva volentieri una pizza”
Moana, come è risaputo, ha guadagnato tantissimi soldi, nel corso della sua carriera. Nel libro Diva Futura di Debora Attanasio (che ha ispirato l’omonimo film) si parla di cifre importanti guadagnate già solo con la sua voce registrata per i telefoni sexy, che allora andavano per la maggiore.
L’attrice però investì anche in immobili e opere d’arte di pregio e soprattutto ci risulta che facesse beneficenza – ce ne ha parlato proprio Attanasio, che è stata segretaria dell’agenzia di Schicchi, in una imperdibile intervista sugli ultimi mesi di vita di Moana Pozzi, nella quale svela molti dettagli interessanti sulla malattia.
Tornando all’intervista di Ilona Staller al Corriere della Sera, l’attrice ha raccontato che ebbe una storia con l’attore Umberto Orsini, e tra loro c’era una bella alchimia, ma lei gli preferì un playboy che la tradiva spesso.
Sul lavoro invece, uno dei partner migliori – a suo dire – è stato il divo a luci rosse John Holmes, morto di AIDS nel 1988.
“Nessuno come lui. Anche se era un gran delinquente. Ma il sesso… lo faceva benissimo. Era molto gentile, aveva savoir faire. Eppure, stava già male quando è venuto da me”
