Vasco Rossi ha deciso di rivolgersi alla giustizia dopo essere stato accusato sui social di aver fatto il nome del proprio spacciatore per ottenere una riduzione della pena dopo l’arresto per droga del 1984. A rilanciare l’accusa è stato un uomo, che si è presentato come fan del rocker, ma che ha raccontato di essere stato in carcere nello stesso periodo.
Il commento, scritto in modo piuttosto sgrammaticato, viene pubblicato dallo stesso Vasco Rossi nelle sue storie Instagram. “Sei un grande musicista e cantante”, esordisce l’uomo, prima di ricordare l’arresto del cantante per possesso di cocaina: “Quando ti arrestarono per possesso di cocaina ero in carcere anche io”
Da qui l’accusa infondata secondo cui Vasco avrebbe fatto arrestare la persona che gli aveva venduto la droga per evitare di trascorrere più tempo dietro le sbarre. “Hai fatto arrestare chi ti aveva venduto la sostanza” sostiene l’uomo, “per risparmiare un giorno di carcere… perché hai fatto l’infame?”. Nel messaggio compare anche un’altra domanda rivolta al cantante: “Quando ti guardavi allo specchio non ti sentivi un verme?”.
Vasco Rossi ha deciso di rispondere pubblicamente, contestando in maniera netta la ricostruzione. “Questa storia oltre ad essere falsa ribalta completamente la realtà”, ha scritto il rocker.
Secondo la sua versione dei fatti, infatti, sarebbe accaduto esattamente il contrario rispetto a quanto sostenuto nel commento. “Io non ho fatto arrestare nessuno, io sono stato invece denunciato da un infame che raccontò al pubblico ministero di avermi venduto 30 grammi di cocaina”, ha spiegato Vasco, ricostruendo poi le conseguenze di quelle dichiarazioni.
“Sulla base di quelle dichiarazioni vennero emessi mandato di cattura e perquisizione e fui portato direttamente in carcere. Ho passato cinque giorni in totale isolamento e 22 giorni complessivi di detenzione, prima che venisse chiarito che non avevo niente a che fare con la banda di spacciatori alla quale ero stato associato”
Per questo, ha sottolineato, non avrebbe ottenuto alcuno sconto di pena facendo il nome di altre persone: “Quindi no: non sono uscito prima perché avrei fatto nomi o accusato qualcuno per risparmiarmi il carcere, è successo esattamente il contrario: qualcuno fece il mio nome e io finii in galera”
Il cantante ha poi spiegato perché la questione continui a essere particolarmente pesante per lui.
“Purtroppo questa voce continua a girare e mi infastidisce parecchio perché trasforma chi ha subito un’accusa in chi avrebbe accusato gli altri. E questo, oltre a essere falso, mi offende e mi fa decisamente incazzare. Adesso, almeno, sai come sono andate le cose”
Vasco non si è però limitato alla replica sui social e ha annunciato l’intenzione di procedere legalmente contro l’autore del commento. Il cantante ha infatti affidato la questione all’avvocato Guido Magnisi, parlando di “Una diffamazione tanto infondata quanto calunniosa”
Anche sul possibile risarcimento, Vasco ha già spiegato cosa intende fare: “L’oro ricavato dal risarcimento, non loro”, ha scritto, giocando anche sull’errore grammaticale presente nel messaggio pubblicato da Fabrizio, “lo lascerò a chi soffre ingiustamente in carcere”

Bologna Today spiega che la vicenda a cui fa riferimento il commento risale al 1984, quando Vasco Rossi venne arrestato e rinchiuso nel carcere di Pesaro. Durante la perquisizione della sua abitazione furono trovati 26 grammi di cocaina.
Il procedimento giudiziario si concluse con l’esclusione dell’accusa di spaccio: il cantante venne infatti scagionato da quella contestazione. Rimase invece la condanna, con la sospensione condizionale della pena, per la detenzione della sostanza.
Parlando d’altro, nei mesi scorsi Vasco Rossi ha parlato del suo orientamento politico.
