A 25 anni dalla morte di Aaliyah, Damon “Dame” Dash, che all’epoca era fidanzato con la cantante, ha raccontato nuovi dettagli sulle ore che precedettero l’incidente aereo del 25 agosto 2001, nel quale l’artista perse la vita a soli 22 anni insieme alle altre persone che viaggiavano con lei.
In un’intervista pubblicata da Us Weekly in occasione dell’anniversario della tragedia, Dash ha ricordato una conversazione avuta con Aaliyah poco prima della partenza dalle Bahamas. La cantante, che si trovava sull’isola per girare il video di Rock the Boat, gli avrebbe manifestato apertamente la propria preoccupazione per l’aereo sul quale avrebbe dovuto viaggiare.
“Mi ha scritto dicendo: ‘Non mi piace questo aereo’. Le ho detto: ‘Non salirci’“, ha raccontato Dash. Aaliyah, però, aveva intenzione di terminare il lavoro e rientrare subito dopo. “Mi ha detto: ‘Faccio solo questo video e torno subito da te’“.
Dash ha ricordato anche che Aaliyah aveva paura di volare e che durante i viaggi portava con sé un cuscino di raso che considerava il suo “cuscino portafortuna”. “Sapeva che quell’aereo non andava bene, ed era sempre stata spaventata dagli aerei”, ha raccontato.
I timori manifestati prima della partenza acquistano un significato ancora più drammatico alla luce delle circostanze emerse successivamente sull’incidente. Aaliyah e il suo entourage avrebbero dovuto lasciare le Bahamas per rientrare negli Stati Uniti dopo aver terminato le riprese del videoclip, ma il Cessna 402B sul quale salirono precipitò poco dopo il decollo dall’aeroporto di Marsh Harbour.
Negli anni sono emerse anche testimonianze sulle ultime ore trascorse dalla cantante prima di salire a bordo. Come scrive US Weekly, nel libro Baby Girl: Better Known as Aaliyah di Kathy Iandoli viene riportato il racconto di Kingsley Russell, che all’epoca lavorava per una società di trasporti. Secondo la sua testimonianza, Aaliyah avrebbe espresso preoccupazione per le condizioni dell’aereo e inizialmente non avrebbe voluto salirvi. Russell ha inoltre raccontato che la cantante, dopo aver lamentato un mal di testa e aver assunto una pillola, si sarebbe addormentata e sarebbe stata successivamente portata a bordo mentre dormiva.

Sul velivolo viaggiavano Aaliyah e altre otto persone, compreso il pilota Luis Antonio Morales III. Nessuno sopravvisse allo schianto, avvenuto pochi istanti dopo il decollo. Le successive indagini individuarono diverse gravi irregolarità. Il velivolo risultò sovraccarico di diverse centinaia di libbre e con il carico distribuito in maniera non corretta, condizioni che compromettevano la stabilità dell’aereo. Le analisi tossicologiche rilevarono inoltre cocaina e alcol nell’organismo del pilota, che non risultava adeguatamente qualificato per pilotare quel tipo di aeromobile.
La tragedia avvenne proprio al termine delle riprese di Rock the Boat. Il videoclip venne pubblicato postumo nell’ottobre 2001, circa due mesi dopo la morte della cantante. La famiglia Haughton avviò successivamente un’azione legale contro alcune delle società coinvolte nell’organizzazione del viaggio, conclusasi con un accordo extragiudiziale i cui termini non furono resi pubblici.
Nel ricordo pubblicato per il 25esimo anniversario della morte di Aaliyah è intervenuto anche Michael Rymer, regista de La regina dei dannati, film che la cantante aveva terminato di girare prima della tragedia. Rymer ha ricordato soprattutto la disciplina con cui affrontava il lavoro: “Non aveva ego. Era una professionista che lavorava duramente. Non c’era limite alla quantità di lavoro che dedicava a qualcosa”.
Il regista ha ricordato anche una delle prove più impegnative affrontate sul set, quando Aaliyah dovette rimanere immobile mentre veniva realizzato un calco del suo corpo. Rymer ha raccontato quell’episodio come un esempio della concentrazione e della determinazione con cui la giovane artista affrontava anche gli aspetti più difficili del proprio lavoro.
Dopo la sua morte, fu il fratello Rashad Haughton a contribuire al completamento di alcuni aspetti della post-produzione di La regina dei dannati, uscito nel 2002. “Rashad, che la conosceva meglio di chiunque altro, è stato in grado di dare profondità e armonia, mantenendo intatta la performance di lei”, ha ricordato Rymer.
Le parole di Dash riportano oggi l’attenzione soprattutto sugli ultimi momenti prima di quel volo: Aaliyah aveva manifestato chiaramente di non sentirsi tranquilla all’idea di salire su quell’aereo e, secondo il racconto dell’uomo che allora era il suo compagno, lui stesso le aveva consigliato di non partire.
