Nanni Moretti torna alla Mostra del Cinema di Venezia dopo 37 anni con un film che, almeno apparentemente, sembra allontanarsi – ancora una volta – dal Moretti più politico e caustico al quale siamo abituati. Succederà questa notte, presentato in concorso a Venezia 83, è prima di tutto un film d’amore: un racconto sentimentale fatto di incontri, separazioni, matrimoni, figli e occasioni perdute, che accompagna i suoi protagonisti attraverso gli anni chiedendosi se per alcuni legami esista davvero un momento oltre il quale sia troppo tardi.
Al centro ci sono Greta e Matteo, interpretati da Jasmine Trinca e Louis Garrel, due persone destinate a incontrarsi, perdersi e ritrovarsi mentre intorno a loro la vita continua. Alla base del progetto ci sono alcuni racconti contenuti in Legami dello scrittore israeliano Eshkol Nevo, dai quali Moretti, insieme a Federica Pontremoli e Valia Santella, ha costruito una trama unitaria. Ed è proprio nella natura letteraria del materiale di partenza che si trova forse uno dei principali problemi del film: Succederà questa notte sembra spesso un’opera che Moretti dirige senza riuscire a farla diventare completamente sua.
Il Moretti sentimentale senza il Moretti più politico
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Non è certo la prima volta che Moretti racconta l’amore, la famiglia o la fragilità dei rapporti. I sentimenti attraversano da sempre il suo cinema. Quello che cambia in Succederà questa notte è il modo in cui vengono messi al centro: la dimensione politica praticamente scompare e anche l’ironia perde quella componente caustica attraverso la quale il regista è sempre riuscito a osservare contemporaneamente i propri personaggi e la società che li circonda.
Rimane così soprattutto il Moretti della commedia sentimentale, quasi da film francese, una dimensione che sulla carta potrebbe rappresentare un interessante cambio di prospettiva. Il problema non è quindi trovarsi davanti a un Moretti diverso, ma che questo Moretti appare meno personale e meno incisivo.
La sensazione è simile a quella che si poteva avere con Tre piani, altro film nato da un’opera di Eshkol Nevo. Moretti sembra funzionare meglio quando parte da un materiale che gli appartiene completamente, quando la scrittura nasce insieme al suo sguardo e può essere modellata attorno alle sue ossessioni. Qui, invece, si avverte più chiaramente la presenza di qualcosa che esisteva prima del film e che la sceneggiatura cerca di ricomporre in una nuova forma.
Una storia d’amore che fatica a creare empatia
Il cast corale è ben assortito e Jasmine Trinca e Louis Garrel possiedono tutto il carisma necessario per sostenere il centro sentimentale del racconto. Eppure Greta e Matteo faticano a creare quell’empatia necessaria perché il loro continuo avvicinarsi e allontanarsi acquisti davvero peso.
Il problema nasce soprattutto dalle situazioni nelle quali vengono inseriti e dai dialoghi che sono costretti a recitare. Le parole suonano spesso posticce, troppo costruite per riuscire a restituire la naturalezza e l’intimità che una storia di questo tipo richiederebbe. Anche Trinca, interprete generalmente molto capace di lavorare sulle sfumature emotive, finisce in alcuni momenti per spingere eccessivamente la recitazione, quasi nel tentativo di dare alle battute una spontaneità che la scrittura non riesce sempre a offrirle.
È un limite particolarmente evidente perché Succederà questa notte vuole essere proprio un film sui legami: Moretti ha raccontato di essere stato colpito nei testi di Nevo dalla precisione con cui vengono descritte le relazioni e dalla profondità dei sentimenti. Nel passaggio dalla pagina allo schermo, però, quella precisione sembra in parte perdersi.
Moretti rimane riconoscibile soprattutto nelle immagini
Ci sono comunque momenti nei quali Succederà questa notte ritrova immediatamente il cinema di Moretti. Uno dei più riusciti è il ballo collettivo sulle note di She’s a Rainbow dei Rolling Stones: una sequenza visivamente interessante, capace per qualche minuto di liberare i personaggi dalle rigidità della scrittura e lasciare che siano i corpi, la musica e il movimento a raccontare quello che le parole faticano a esprimere.
È Moretti nella sua dimensione più riconoscibile: quella in cui una canzone, un gesto collettivo o un movimento apparentemente semplice possono improvvisamente condensare il sentimento di un’intera scena. Allo stesso tempo, però, anche questa soluzione appartiene a un immaginario che il regista ha già attraversato più volte. È un momento riuscito, ma non rappresenta realmente qualcosa di nuovo.
Ed è forse questa contraddizione a definire meglio Succederà questa notte. Quando Moretti si affida ai propri strumenti più familiari, il film ritrova improvvisamente vitalità; quando deve invece far vivere attraverso i dialoghi e le situazioni il materiale proveniente dai racconti di Nevo, sembra perdere quella naturalezza.
Un Moretti diverso, ma non necessariamente nuovo
Succederà questa notte è stato presentato come un Moretti sorprendentemente diverso, un melodramma sentimentale privo di un’esplicita dimensione politica. E in effetti il cambio di registro è evidente. Ma diverso non significa necessariamente nuovo. L’amore, le separazioni, i genitori, i figli e soprattutto l’incapacità delle persone di comunicare ciò che provano appartengono da sempre al suo cinema. La novità sta nell’averli liberati quasi completamente da quella dimensione politica, sociale e autobiografica che spesso li accompagnava. Il risultato, però, è paradossalmente un film nel quale si sente meno la personalità del suo autore.
Rimane una commedia sentimentale attraversata da momenti delicati, sostenuta da un cast importante e capace occasionalmente di trovare immagini di grande bellezza. Ma i dialoghi artificiosi, una certa difficoltà nel creare empatia con i protagonisti e alcuni snodi drammatici poco approfonditi impediscono alla storia di raggiungere quella profondità emotiva alla quale evidentemente aspira.
Forse il limite di Succederà questa notte è proprio qui: Moretti ha scelto i racconti di Nevo perché vi aveva trovato una straordinaria precisione nel descrivere i rapporti umani, ma nel tentativo di trasformarli in un’unica storia sembra aver perso proprio parte di quella precisione. E, come già accadeva con Tre piani, rimane la sensazione che il suo cinema sia molto più potente quando non deve adattarsi alle parole degli altri, ma può partire interamente dalle proprie.
La recensione in breve
Con Succederà questa notte Nanni Moretti mette da parte la dimensione più politica e caustica del proprio cinema per concentrarsi su una storia d’amore che attraversa gli anni. Il cast è ben assortito e non mancano momenti visivamente riusciti, ma i dialoghi artificiosi e la difficoltà nel creare una vera empatia con i protagonisti rendono il film emotivamente meno incisivo di quanto vorrebbe. Come già in Tre piani, rimane soprattutto la sensazione che Moretti funzioni meglio quando lavora su un materiale interamente suo.
PRO
- Un cast corale ben assortito
- Alcuni momenti visivamente molto belli
- Louis Garrel funziona nel registro sentimentale del film
- La sequenza sulle note di She’s a Rainbow
CONTRO
- Dialoghi spesso artificiosi
- I protagonisti faticano a creare una vera empatia
- Jasmine Trinca tende in alcuni momenti all’overacting
- Il materiale di Eshkol Nevo non sembra diventare completamente cinema di Moretti
