Robert Pattinson ha risposto alle perplessità espresse da Chris Hansen su Primetime, il nuovo film di Lance Oppenheim presentato alla Mostra del Cinema di Venezia 2026. L’attore interpreta un personaggio ispirato al giornalista americano diventato celebre con To Catch a Predator, ma ha chiarito che il progetto non è nato con l’intenzione di realizzarne un ritratto fedele o una biografia.
Hansen non è stato coinvolto nella produzione e, prima ancora di vedere il film, aveva manifestato alcune riserve. Il giornalista aveva raccontato di aver ricevuto da A24 la proposta di assistere a una proiezione privata, decidendo però di rifiutarla per non firmare quello che aveva definito un accordo di riservatezza molto restrittivo. Lo studio aveva replicato spiegando che si trattava di un normale NDA utilizzato per proteggere il film dagli spoiler. A Venezia, Pattinson ha affrontato la questione senza però soffiare sul fuoco:
“Spero ovviamente che il film gli piaccia. Non sono mai partito pensando di fare un film su Chris Hansen. Ma mentre lavoravamo alla sceneggiatura c’era qualcosa di elettrizzante in lui.”
Durante la preparazione, Pattinson ha rivisto a lungo To Catch a Predator, il programma della NBC nel quale Hansen affrontava uomini arrivati a un appuntamento dopo aver intrattenuto conversazioni online con persone che credevano minorenni. Lo show fu cancellato nel 2008 in seguito al suicidio di Bill Conradt, vice procuratore distrettuale texano. La polizia stava tentando di notificargli un mandato di perquisizione dopo che era stato sorpreso a parlare e a scambiarsi foto con un volontario che si era finto un ragazzo di 13 anni.
Più lo guardava, ha raccontato, più rimaneva colpito dalla particolare presenza televisiva del giornalista:
“Più guardi il programma, più ti rendi conto che c’è qualcosa di magnetico nella sua presenza. C’è una strana alchimia tra l’estetica dello show, il modo in cui era diretto, il periodo in cui veniva trasmesso e quello che faceva lui”.
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Secondo Pattinson, il successo duraturo di To Catch a Predator non può essere spiegato soltanto dalla natura delle storie raccontate. Hansen aveva un modo particolare di stare davanti alla telecamera e di pronunciare battute molto semplici, trasformandole in momenti rimasti nell’immaginario del pubblico. “Sta facendo qualcosa che è il motivo per cui le persone continuano a parlare di quel programma vent’anni dopo“, ha spiegato l’attore. “Non riesci davvero a capire fino in fondo che cosa sia“.
È proprio quell’elemento difficile da definire ad aver interessato Pattinson più della possibilità di imitare Hansen. Primetime prende infatti spunto da quella figura e da un preciso tipo di televisione, senza voler ricostruire letteralmente la vita del giornalista. Resta ora da vedere quale sarà la reazione dello stesso Hansen quando avrà modo di vedere il risultato.
Robert Pattinson says he hopes Chris Hansen likes #Primetime despite his criticism:
“The amount of inspiration that his character has given so many people who have been involved in this for years now, is I hope some kind of compliment.” pic.twitter.com/LtVELmyZE4
— Variety (@Variety) September 5, 2026
