Per molti spettatori, Mela e Tequila – Una pazza storia d’amore con sorpresa resta una delle commedie romantiche più amate degli anni Novanta, con Matthew Perry e Salma Hayek nei panni di due giovani che si innamorano dopo un incontro casuale a Las Vegas. Ma proprio durante la lavorazione di quel film, uscito nel 1997, si verificò un episodio destinato a cambiare profondamente la vita dell’attore. Un incidente in moto d’acqua, un forte dolore al collo e una compressa di antidolorifico: fu così che Perry entrò per la prima volta in contatto con il Vicodin, il farmaco oppioide dal quale avrebbe sviluppato una grave dipendenza. La vicenda viene ripercorsa in The One About Matthew Perry, la nuova docuserie Netflix disponibile dal 27 ottobre 2026, che ricostruisce la sua vita attraverso le testimonianze di familiari, amici e persone che avevano lavorato con lui.
All’epoca Perry era già una star internazionale grazie a Friends, iniziata nel 1994, e stava cercando di affermarsi anche al cinema. Le riprese di Mela e Tequila, diretto da Andy Tennant, si svolsero nel 1996, soprattutto tra Las Vegas e le località circostanti. Durante una pausa dalla lavorazione, l’attore ebbe l’occasione di guidare una moto d’acqua sul lago Mead, in Nevada, ma rimase coinvolto in un incidente. Tornato a riva, si accorse di essersi fatto male, soprattutto al collo. Quella sera, però, doveva girare una scena importante del film, quella della nascita del bambino, e non voleva interrompere il lavoro.
Vedendolo sofferente, alcuni membri della troupe chiamarono un medico, che gli consegnò una compressa confezionata singolarmente e gli suggerì di prenderla una volta terminate le riprese. Era Vicodin, un antidolorifico a base di idrocodone, un oppioide utilizzato per trattare il dolore. Perry conservò la pillola e la assunse soltanto dopo aver concluso la giornata sul set. La reazione fu immediata e, secondo quanto avrebbe raccontato molti anni dopo, diversa da qualsiasi sensazione avesse provato fino a quel momento. Nella sua autobiografia Friends, amanti e la Cosa Terribile, pubblicata nel 2022, l’attore ricordò che, mentre il farmaco cominciava a fare effetto, avvertì una fortissima euforia e una sensazione di benessere che avrebbe continuato a cercare negli anni successivi. Era alla guida della sua Mustang decappottabile rossa, diretto verso la casa che aveva affittato a Las Vegas, quando si rese conto di voler ripetere quell’esperienza.

Una volta rientrato, Perry ricontattò il medico spiegandogli che il farmaco aveva funzionato contro il dolore. Al risveglio, raccontò, trovò altre quaranta compresse consegnate a casa. Quello che inizialmente era stato un trattamento per un infortunio divenne l’inizio di una dipendenza sempre più difficile da controllare. Nel giro di circa un anno e mezzo, secondo la sua testimonianza, arrivò ad assumere fino a 55 compresse di Vicodin al giorno.
L’episodio segnò così l’inizio della dipendenza dagli antidolorifici, ma non dei problemi di Perry con le sostanze. L’attore aveva infatti cominciato a bere alcolici già a quattordici anni e, prima dell’incidente, aveva sviluppato un rapporto problematico con l’alcol. Il Vicodin aggiunse una nuova dipendenza a quelle difficoltà preesistenti, aggravando una situazione che avrebbe avuto conseguenze anche sul suo lavoro. Perry raccontò che ottenere le compresse era diventato un impegno quotidiano: consultava diversi medici, inventava sintomi per ottenere prescrizioni e arrivava persino a cercare farmaci negli armadietti delle case visitate durante le giornate di open house immobiliari.

Tutto questo accadeva mentre continuava a interpretare Chandler Bing in Friends. Il pubblico vedeva un attore brillante e in piena ascesa, ma dietro le quinte Perry stava attraversando un periodo sempre più difficile. Nella sua autobiografia aveva spiegato che, riguardando le puntate della sitcom, riusciva a riconoscere dalle variazioni del proprio peso quali fossero i momenti segnati dall’abuso di alcol e quali quelli dominati dalle pillole. Nel periodo più grave della dipendenza dal Vicodin arrivò a pesare circa 58 chili.
Nel 1997 affrontò il suo primo percorso di riabilitazione presso il centro Hazelden, in Minnesota, rimanendovi per 28 giorni. Fu soltanto l’inizio di una lunga serie di trattamenti. Negli anni successivi l’attore avrebbe alternato periodi di sobrietà e ricadute, sottoponendosi a quindici percorsi di riabilitazione e spendendo milioni di dollari nel tentativo di liberarsi dalle dipendenze. Nel nuovo documentario Netflix, la sorellastra Mia Perry Bowick ricorda che Matthew arrivò a spendere circa 7 milioni di dollari per cercare di disintossicarsi, una cifra che lui stesso, in una successiva intervista, aveva stimato ancora più alta.
A rendere particolarmente significativo il ricordo di Mela e Tequila è anche il rapporto che Perry aveva conservato con quel film. Nonostante fosse legato a un momento così difficile della sua vita, l’attore lo considerava uno dei lavori cinematografici dei quali andava più fiero. Dopo la sua morte, Salma Hayek raccontò che entrambi ripensavano spesso alle riprese con nostalgia e gratitudine. L’attrice ricordò anche quanto fosse rimasta colpita quando Matthew aveva indicato Mela e tequila come probabilmente il suo film migliore.
La docuserie The One About Matthew Perry (di cui trovate la nostra recensione), diretta da Mary Robertson e composta da tre episodi, torna su questa storia a quasi tre anni esatti dalla morte dell’attore, avvenuta il 28 ottobre 2023 a 54 anni. Il racconto è affidato in gran parte alla sorella Mia e agli amici che lo avevano conosciuto prima del successo, oltre che a filmati e interviste d’archivio. Tra le persone coinvolte figura anche Doug Draizin, produttore di Mela e tequila. La serie ricostruisce così il percorso di Perry partendo anche da quel momento sul set di una commedia romantica, quando un farmaco assunto per alleviare il dolore divenne l’inizio di una dipendenza che lo avrebbe accompagnato per decenni.
