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Home » Film » Recensioni film » Auguri per la tua morte, la recensione: nel cerchio di sangue

Auguri per la tua morte, la recensione: nel cerchio di sangue

La recensione di Auguri per la tua morte, la commedia horror di Christopher Landon uscita nel 2017 sotto il vessillo della Blumhouse.
Alessio ZuccariDi Alessio Zuccari4 Novembre 2022
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auguri per la tua morte
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Il film: Auguri per la tua morte, 2017. Regia: Christopher Landon. Cast: Jessica Rothe, Israel Broussard, Ruby Modine. Genere: Commedia, horror. Durata: 96 minuti.  Dove l’abbiamo visto: in televisione.

Trama: Tree si risveglia in camera di un suo compagno di college nel giorno del suo compleanno. Tutto procede nella norma fin quando qualcuno non la uccide. E poi si risveglia ancora, sempre nella stessa camera. Rimane bloccata in un loop temporale e deve trovare il modo di smascherare il suo efferato assassino.


La Blumhouse Productions di Jason Blum non ha quasi più bisogno di presentazioni. D’altronde parliamo di una delle case di produzione più in voga degli ultimi anni, capace di fare del racconto horror al cinema, e in TV, un oggetto di culto per il grande pubblico e uno dei generi cinematografici più remunerativi. Basti pensare solo a due fenomeni come Paranormal Activity e Get Out, fortissimi successi di botteghino e di critica ai cui nomi potremmo aggiungerne davvero molti altri. E nella sconfinata offerta della Blumhouse trova posto anche  questo film di Chrisopher Landon, già veterano sotto il vessillo della casa di produzione, che nel 2017 porta al cinema una curiosa ma vincente mescola tra horror, commedia e loop temporali. Scopriamo insieme qualcosa in più nella nostra recensione di Auguri per la tua morte.

La trama: un loop temporale dove il sangue scorre copioso

auguri per la tua morte

Auguri per la tua morte in sostanza è un Ricomincio da capo con tante coltellate e tanto sangue. Non c’è Bill Murray alle prese con un osceno servizio televisivo da dover girare dall’inizio ancora e ancora, ma c’è invece Tree (Jessica Rothe), ragazza che si risveglia nella mattina del suo compleanno nella stanza del compagno di college Carter (Israel Broussard). Fino a qui è tutto più o meno okay.

La giornata pare proseguire abbastanza nella norma, perlomeno fino a quando non arriva sera e Tree viene uccisa in un tunnel da un misterioso killer che indossa la maschera di un neonato, la mascotte del college. Pochi istanti dopo, però, la ragazza si risveglia ancora una volta in camera di Carter. Spaesata, spende parte di questa nuova, vecchia giornata cercando di capire cosa stia accadendo. Neanche il tempo di orientarsi per bene, che viene uccisa nuovamente dal killer. Tree si ritrova bloccata in un loop temporale.                                                               E sulla lenta presa di coscienza di Tree, Auguri per la tua morte impianta una formula da giocoso whodunit dove la ragazza tenta di sfruttare l’arco dell’unica giornata che ha a disposizione per capire chi sia questo oscuro, quanto comico, assassino che la perseguita, interagendo il più possibile con i sospettati che infestano l’incubo a occhi aperti di cui è tristemente protagonista.

Da ape regina a Final Girl

auguri per la tua morte

Il pericolo di ogni film che fa affidamento sulla struttura a ripetizione dei loop temporali sta nel rischio di non poter contare sull’originalità di uno script in grado di resettare tutto da capo e allo stesso tempo offrire un nuovo pezzo dell’esperienza. Auguri per la tua morte schiva alla grande questa insidia perché fa del senso di déjà vu un’efficace freccia nella faretra della sceneggiatura di Scott Lobdell, utilizzata per attraversare i cliché del college movie e farne una leva nell’avventura di Tree, che da respingente ape regina si schiude poco a poco allo spettatore e a sé stessa in un sanguinoso percorso di riscoperta.

Non lesinando durante la caccia all’uomo a collocare qui e lì riferimenti ai grandi classici del genere slasher (Scream è talmente palese che non sarebbe nemmeno da nominare), il film si adopera anche in un interessante cambio di prospettiva interno sulla figura di Tree, che da vittima preferenziale diviene una più che consapevole e spietata Final Girl.

Mai uguale a prima

auguri per la tua morte

Il film di Landon non è tuttavia da salto sulla sedia, ma una commedia nera che accarezza lo slapstick nella goffaggine che appiccica addosso alle estremamente varie situazioni che coinvolgono vittima e carnefice. E non c’è momento che si ripeta uguale al precedente se non quando in funzione dell’intreccio, che vive in maniera gustosa di numerosi plot twist e rovesciamenti di fronte. Anche quando sembra che Auguri per la tua morte stia proseguendo nella direzione più telefonata possibile, c’è qualcosa che spunta da dietro l’angolo per donare frizzantezza e brio a un film che è l’ennesimo colpo vincente in casa Blumhouse. Non è di certo un caso che nel 2019 arriverà un sequel, Ancora auguri per la tua morte, che farà ripiombare nuovamente la sfortunata Tree nel bel mezzo di questa frustrante ma per noi godibilissima disavventura.

La recensione in breve

7.5 Spassoso

Auguri per la tua morte è l'ennesimo esempio di come in casa Blumhouse la salsa horror possa essere utilizzata in tutti i modi e in tutte le forme. Il frustrante loop temporale in cui la protagonista Tree è costretta a rivivere ancora e ancora la propria dipartita è una spassosa avventura in un whodunit dove il sangue scorre copioso, sempre briosa e ricca di colpi di scena.

  • Voto CinemaSerieTV 7.5
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