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Home » Film » 5 curiosità su Harry Potter e la camera dei segreti

5 curiosità su Harry Potter e la camera dei segreti

Harry Potter e la camera dei segreti festeggia i suoi vent'anni. Scopriamo insieme alcune curiosità sul secondo capitolo della saga.
Tiziana MorgantiDi Tiziana Morganti19 Gennaio 2023
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Harry Potter e la camera dei segreti
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Lo scorso 6 dicembre Harry Potter e la camera dei segreti ha compiuto vent’anni. Un compleanno cui ci si dovrà abituare, visto che, con una cadenza quasi annua, arriverà anche per gli altri capitoli. Compresa la seconda parte de I doni della morte. Al di là di questa celebrazione, comunque, il secondo capitolo della saga potteriana viene ricordato anche per essere uno tra i preferiti dal pubblico. Per non parlare del rientro economico notevole. Il film, infatti, riesce a incassare ben 878.979.634 milioni di dollari nel mondo. Cifre importanti che, però, non riescono a surclassare quelle del primo capitolo.
Nonostante questo, però, si tratta di un enorme successo. Soprattutto se si pensa che le riprese sono iniziate solo tre giorni dopo il lancio de La pietra filosofale. Questo vuol dire, dunque, che la Warner Bros si era presa tutto il rischio di puntare su un cavallo potenzialmente vincente ma con alcune riserve. Fino a quel momento, infatti, i romanzi della Rowling avevano suscitato una vera e propria ossessione internazionale. I film, però, sarebbero riusciti a fare altrettanto?
La risposta era ancora incerta, esattamente come il gradimento che sarebbero riusciti a conquistare Daniel Radcliffe, Emma Watson, Rupert Grint e la doppia regia di Chris Columbus. Oggi sappiamo perfettamente che si è trattato di uno dei progetti più proficui e particolari della storia del cinema. Ed anche per questo è sempre interessante andare a scavare tra i particolari del set e del backstage, come le 5 curiosità su Harry Potter e la camera dei segreti che andiamo a elencare.

1. La Ford Anglia e i ricordi di J.K Rowling

Harry Potter e la camera dei segreti
Rispetto a La pietra filosofale, il secondo capitolo della saga di Harry Potter si fa più ricco di particolari scenici e di momenti spettacolari. Dopo aver dedicato il primo film alla presentazione dei personaggi e dell’atmosfera di Hogwarts, la Rowling ha dato libero sfogo alla sua fantasia offrendo a Chris Columbus un materiale particolarmente interessante da mettere in scena.
Uno degli elementi più iconici è sicuramente la Ford Anglia, macchina volante con il potere dell’invisibilità di proprietà del signor Weasley. Con questo particolare mezzo, infatti, Ron e i fratelli George e Alfred corrono a salvare Harry dalla casa di zio Vernon per portarlo da loro e poi a Hogwarts. Come spesso accade loro, però, i piani si complicano. Per questo motivo, dunque, Harry e Ron si trovano a dover raggiungere la scuola proprio in macchina, finendo, però, tra i rami del suscettibile Platano Picchiatore.
Un incontro che proprio la Ford Anglia non prenderà bene. Ma perché è stato scelto proprio questo tipo di macchina? Si sa che nel mondo di Harry Potter nulla accade mai per caso. Qui, però, le motivazioni sono legate ai ricordi personali di J.K. Rowling. Il modello Ford Anglia di color azzurro, infatti, era lo stesso appartenuto a un certo Sean Harris. Un amico con cui la scrittrice era solita imbarcarsi in avventure adolescenziali insieme a tutta la loro compagnia. Complice di questi momenti di fuga e libertà, ovviamente, la fida macchina.

2. Rupert Grint e il terrore per i ragni

Harry Potter e la camera dei segreti
La camera dei segreti si popola anche di creature misteriose e spaventose. Tra tutte spicca, ovviamente, Aragog e i suoi molteplici figli. Si tratta di un ragno gigante che Hagrid, amante di tutti gli animali, ha cresciuto e nascosto nella foresta oscura. Peccato, però, che la sua personalità non sia delle più rassicuranti. Così, trovandosi al suo cospetto e rischiando la loro incolumità, Ron mostrerà un terrore fin troppo naturale.
In effetti, di fronte all’aninamatrone di Aragog, Rupert Grint ha dato sfogo alla sua incontrollabile paura per i ragni. Ed è proprio per questo che, guardando con attenzione la scena, mostra un’interpretazione particolarmente credibile. D’altronde il terrore nei suoi occhi era assolutamente vero. Gli infiniti figli di Aragog, invece, no. Sono stati realizzati con la CGI.

3. Dobby, primo elfo in CGI

Harry Potter e la camera dei segreti
Il mondo di Harry Potter deve la sua particolarità anche a un set per lo più reale. Questo vuol dire che, nonostante ci si trovi immerso in un mondo di magia, creature fantasiose ed ambientazioni insolite, si è cercato di andare a ricostruire materialmente quanto più possibile. Molto ma non tutto.
Il personaggio di Dobby, l’elfo domestico al servizio della famiglia Malfoy che, però, cerca di mettere in guardia Potter dai pericoli, è il primo esempio di uso del CGI nella saga. La sua presenza è importante per lo svolgimento del secondo capitolo ma, nonostante questo, apparirà poco nel film. Per poi andare a scomparire nei capitoli successivi. Almeno fino a quando la Rowling non regalerà al piccolo Dobby, ormai reso libero dall’astuzia del giovane Potter, uno dei momenti più strazianti del secondo capitolo de I doni della morte. Ma quella è tutta un’altra storia.

4. Kenneth Branagh o Hugh Grant?

Harry Potter e la camera dei segreti
Il mondo del cinema è pieno di storie su fortuite alternanze d’interpreti per quanto riguarda lo stesso ruolo. Questo vuol dire, ad esempio, che la rinuncia di una prima scelta può aver creato, in modo del tutto inconsapevole, le condizioni per un successo. Nel caso de La camera dei segreti quest’alternanza vede protagonisti due grandi nomi della cinematografia internazionale. Niente meno che Hugh Grant e Kenneth Branagh.
In palio c’è il ruolo di Gilderoy Allock, professore di Arti Oscure, tanto vanesio quanto essenzialmente incapace. In pochi sanno, però, che la produzione aveva puntato su Hugh Grant per dare il volto a questo personaggio. L’attore, nonostante fosse interessato, ha dovuto declinare l’offerta a causa di precedenti impegni. A quel punto lo sguardo si è posato su Kenneth Branagh.
Considerato uno dei migliori interpreti shakespeariani dell’era moderna, Branagh si è rivelato essere la scelta migliore. Guardando la sua interpretazione a posteriori, infatti, è riuscito a ricostruire alla perfezione il lato comico e vanesio del personaggio. Chissà, magari la personalità “esuberante” di Gilderoy deve avergli ricordato, in parte, la sua.

5. Eddie Redmayne e Jude Low, destinati al mondo della Rowling

Harry Potter e la camera dei segreti
Per la serie, attori destinati a una saga e dove trovarli. Così parafrasando il titolo del primo film legato alla nuova trilogia nata dal mondo potteriano, proviamo a riassumere la vicenda particolare di Eddie Redmayne e Jude Low. Entrambi, infatti, si sono presentati ai provini per La camera dei segreti. Il primo ambiva a ricoprire il ruolo di Tom Ridlle, ossia un giovane e ancora non compiuto Lord Voldemort. Il secondo, invece, voleva vestire i panni di Allock. Un ruolo che, come è stato detto in precedenza, ha fatto gola a molti dei migliori attori britannici.

Nessuno dei due, però, è riuscito a ottenere ciò che voleva. Redmayne, infatti, non surclassa Christian Coulson durante i provini. La sua interpretazione, però, colpì tutta la produzione, nonostante si fosse alla ricerca di un ragazzo tra i 15 ed i 16 anni. Coulson, invece, ne aveva già 23 ai tempi delle riprese.
L’età, invece, ha giocato un brutto scherzo proprio a Jude Law. L’attore, infatti, è stato giudicato troppo giovane per interpretare Allock. Nonostante questi primi rifiuti, però, il magico mondo di Hogwarts era destinato a far parte delle loro vite. Come sappiamo, infatti, Redmayne è diventato il protagonista di Animali fantastici e dove trovarli nelle vesti dell’impacciato Newt Scamander. Mentre ad attendere Jude Law c’era addirittura il ruolo di un giovane Albus Silente. Quando si dice che chiusa una porta si apre un portone.

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