Il film: Napoli velata, 2017. Regia: Ferzan Özpetek. Cast: Giovanna Mezzogiorno, Alessandro Borghi, Anna Bonaiuto, Biagio Forestieri, Luisa Ranieri, Peppe Barra, Isabella Ferrari, Lina Sastri, Maria Pia Calzone.
Genere: drammatico. Durata: 113 minuti. Dove l’abbiamo visto: su Netflix, in lingua originale.
Trama: Adriana, medico legale, viene sedotta da un tale Andrea. Da allora si susseguono eventi strani.
Ferzan Özpetek ha sempre avuto un rapporto molto forte con la sua città natale, Istanbul, e nel corso di un impegno professionale a Napoli, dove ha messo in scena La traviata al Teatro San Carlo, ha scoperto delle somiglianze tra il suo luogo di nascita e l’area partenopea. Dalì è nato il desiderio di raccontare il capoluogo campano sullo schermo, nel film di cui parliamo nella nostra recensione di Napoli velata.
La trama: un amore strano

Adriana vive e lavora a Napoli, dove fa il medico legale. Una sera, durante il tradizionale “parto dei femminielli”, incontra il più giovane Andrea, che la seduce. Dopo una focosa notte di sesso, lui le propone di rivedersi quella sera stessa, lasciando intendere che vorrebbe andare oltre l’aspetto puramente fisico. Solo che non si presenta all’appuntamento, e il giorno dopo, esaminando un cadavere brutalmente mutilato, Adriana crede di riconoscere proprio Andrea. Da allora le sue giornate si fanno sempre più strane, perché mentre la polizia indaga sull’accaduto, lei ha l’impressione di continuare a vedere l’amante in giro per le strade della città…
Il cast: Adriana e gli altri

La protagonista è Giovanna Mezzogiorno, alla seconda collaborazione con Özpetek dopo La finestra di fronte, mentre Andrea è Alessandro Borghi. Anna Bonaiuto e Luisa Ranieri (al secondo film con il regista) sono rispettivamente Adele e Catena, la zia e una cara amica di Adriana, e nel ruolo di due misteriose antiquarie che potrebbero essere legate al mistero della morte di Andrea ci sono Lina Sastri e Isabella Ferrari (quest’ultima alla terza collaborazione con Özpetek). Peppe Barra, noto cantante e attore teatrale partenopeo, interpreta Pasquale, amico di famiglia, mentre i due poliziotti che indagano sull’omicidio di Andrea hanno i volti di Maria Pia Calzone e Biagio Forestieri.
Napoli esplorata

Mischiando dramma e thriller, con alcune suggestioni oniriche, Özpetek vuole rendere omaggio alla città di Napoli, ai suoi abitanti, alla sua cultura, alle sue tradizioni, scavando sotto la superficie e andando oltre il velo del titolo che è più volte evocato nel corso del film. O almeno così vorrebbe fare, ma l’intento nobile non si traduce nel risultato sperato sullo schermo, perché rimane quel velo, molto bello (il lavoro sulla fotografia da parte del collaboratore abituale Gian Filippo Corticelli è lodevole), ma impersonale, che avvolge il tutto in una coperta fredda che impedisce al pathos di farsi avanti, soprattutto nella parte più spirituale della pellicola (come già accaduto in Cuore sacro, che aveva problemi simili nel far comunicare il vero e l’irrazionale). Ne risente anche la performance di Borghi, intrappolato fra due mondi e mai completamente sicuro su dove mettere i piedi per le esigenze delle singole scene una volta esaurita la carica carnale iniziale, il che lo rende un contraltare un po’ problematico all’interpretazione di Giovanna Mezzogiorno che invece è sempre ben calibrata, un centro nevralgico ed emotivo capace di conferire all’operazione quel tocco umano che altrove latita.
La recensione in breve
Ferzan Özpetek ritrova Giovanna Mezzogiorno per un viaggio onirico, romantico e misterioso nel cuore di Napoli, dove l'estetica, purtroppo, smorza la passione.
- Voto CinemaSerieTV
