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Home » Film » Harry Potter e l’Ordine della Fenice, differenze tra libro e film

Harry Potter e l’Ordine della Fenice, differenze tra libro e film

Le differenze fra il libro e il film Harry Potter e l’Ordine della Fenice che, come vedremo, sono contenutisticamente significative.
Tiziana MorgantiDi Tiziana Morganti9 Febbraio 2023
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Harry Potter e l’Ordine della Fenice
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Per tutti quelli che hanno amato il quinto capitolo della saga di Harry Potter scritta da J.K.Rowling e pubblicata nel 2003, la trasposizione cinematografica di David Yates ha rappresentato una delusione. Il libro, infatti, è denso di particolari che, ben lontani dall’essere accessori, hanno il compito di gettare le basi per tutto quello che verrà dopo.

Arrivati a questo punto della narrazione, infatti, è chiaro che l’atmosfera intorno ad Harry si fa sempre più pressante. La consapevolezza di aver assistito al ritorno di Lord Voldemort lo mette in connessione con una realtà fino a quel momento evitata: il tempo delle grandi decisioni è arrivato. Oltre a questo, poi, deve confrontarsi con una sorta di rabbia e aggressività che lo fa sentire pericolosamente in connessione con l’Oscuro Signore. Tutti questi aspetti, dunque, vengono gestiti dalla Rowling attraverso un numero di pagine importanti, per la precisione 856, riassunte in un film dalla durata canonica.

Il che vuol dire assistere non solo a una trasformazione della materia narrativa ma, soprattutto, a una drastica eliminazione di alcune parti che, però, sono destinate a lasciare dei vuoti nel racconto. O, quanto meno, nell’evoluzione del personaggio. A discolpa del regista David Yates, però, ricordiamo che, al termine delle riprese, aveva realizzato un film molto esaustivo lungo ben tre ore. Un progetto che la produzione e la Warner Bros, però, non hanno accettato.

Questo vuol dire che gli è stato chiesto di agire in modo piuttosto netto in fase di montaggio. Un errore che non sarà ripetuto per I doni della morte. In quel caso la struttura del racconto originale è stata rispettata andando a produrre due film diversi. Partendo da questi presupposti, dunque, andiamo a vedere quali sono le differenze tra il libro e il film Harry Potter e l’ordine della Fenice.

1. Il mondo babbano di Little Whinging

Harry Potter e l’Ordine della Fenice

Le prime sostanziali differenze si notano fin dall’inizio. Il mondo babbano in cui vive Harry durante i mesi lontano da Hogwarts non sono mai stati troppo approfonditi. In questo caso, però, avrebbe avuto senso dedicargli una maggiore attenzione senza lasciare che alcuni personaggi saltassero fuori dal nulla. Cosa che non accade minimamente nei libri della Rowling, nati per avere una continuità narrativa non solo temporale ma anche contenutistica.

Uno di questi, ad esempio, è il personaggio della signora Figg. All’apparenza si tratta di una donna anziana sicuramente originale e tendenzialmente stordita. Nel film appare improvvisamente nel sottopassaggio dopo l’arrivo e conseguente fuga del Dissennatori. Da come si comporta e da quanto dice, però, si comprende che non è certo nuova agli eventi magici. E infatti si tratta di una strega che Silente ha lasciato nel mondo babbano per controllare da vicino Harry durante i suoi non semplici anni con gli zii. Peccato che, fino a quel momento, il cinema non ci abbia mostrato segni della sua presenza. Al contrario, tra le pagine della Rowling il suo nome si trova fin dal primo romanzo. A lei, infatti, i Dursley sono soliti lasciare Harry quando partono o si allontanano.

2. Grimmauld Place e l’Ordine della Fenice

Harry Potter e l’Ordine della Fenice

Prima di affrontare l’udienza per aver praticato magia davanti a un babbano fuori dalle mura di Hogwarts, Harry viene portato a Grimmauld Place. Qui si trova la casa dei Balck che Sirius ha messo a disposizione di Silente e dell’Ordine della Fenice. Il gruppo, infatti, si è ricompattato per affrontare, ancora una volta, la minaccia di Lord Voldemort. Il luogo è sicuro perché protetto da un Incanto Fidelius praticato da Silente e lì viene ospitato anche Piton. Il primo particolare è completamente ignorato dal film mentre, per quanto riguarda il secondo, è solamente accennato attraverso la voce dello stesso Severus che risuona in lontananza dietro una porta immediatamente chiusa.

In sostanza, dunque, viene velocemente archiviato un particolare fondamentale per tutta la storia a divenire, soprattutto per quanto riguarda il rapporto contrastante tra Piton e Harry. O per comprendere la grande fiducia che Silente ha per il professore. Oltre a questo, poi, Harry, i suoi amici e Sirius passeranno molte settimane all’interno della casa. Lo scopo di tutti, infatti, non è solo quello di proteggere Harry ma la stessa profezia. Di quest’ultima il film non fa menzione in quel momento, velocizzando nettamente l’andamento narrativo e portando Harry di fronte al giudizio del Ministero senza troppi indugi.

3. La rabbia di Harry

Harry Potter e l’Ordine della Fenice

In effetti, sia il libro che il film iniziano con una descrizione inedita del ragazzo. Dopo la morte di Cedric è carico di rabbia e risentimento. Due sentimenti distruttivi che, in qualche modo, deve esternare. Per questo motivo, rispetto a quando visto nella pellicola, la Rowling lo descrive spesso nel pieno di queste esplosioni senza concedergli troppe vie d’uscita.

Questo vuol dire che il ragazzino rassicurante cui il lettore è stato abituato fino a quel momento, inizia a mostrare dei segnali d’ira molto più accesi e preoccupanti di quanto non mostrato nel film. Non è un caso, ad esempio, che nella scena del parco è lui a chiamare Dudley, con il desiderio di fargliela pagare e di sfogarsi. E non il contrario come mostrato nel film. Così mentre la pellicola gli offre una facile via d’uscita, la Rowling lo sottopone a un confronto serrato con se stesso e i nuovi sentimenti che sente crescere in modo preoccupante.

E tutto questo senza offrire nessun tipo di escamotage per rendere il tutto più rassicurante. Così, per la prima volta, Harry non appare come l’esempio di generosità assoluta riuscendo a provare anche una sorta di risentimento nei confronti dei suoi amici. Ron e Hermione, infatti, vengono eletti Prefetti. Un ruolo che Harry sente di meritare anche lui ma che non gli viene assegnato.

4. Harry e Cho

Harry Potter e l’Ordine della Fenice

Il quinto romanzo è anche quello della crescita definitiva dal punto di vista sentimentale. Nel pieno della sua adolescenza Harry riesce a coronare e portare a buon fine la sua storia con Cho. Almeno per un po’. Nel romanzo, infatti, la Rowling dedica dello spazio allo svolgersi di questo giovane amore. Il che si traduce in una serie di eventi ben più numerosi di quelli mostrati nel film di Yates.

Certo, alcuni potrebbero obiettare che non si tratta di aspetti essenziali, soprattutto se messi in relazione all’intreccio principale. Nonostante questo, però, vanno a definire lo sviluppo del personaggio che, oltre ad affrontare dei turbamenti personali, deve confrontarsi anche con le difficoltà di una storia adolescenziale. Al di là di tutto, poi, Cho è stata utilizzata all’interno del film come uno strumento di tradimento e delusione. A lei, infatti, gli sceneggiatori imputano la debolezza di rivelare alla perfida Dolores Umbridge il luogo dove l’Esercito di Silente si allena contro le arti oscure. In realtà, secondo quanto stabilito dall’autrice, la ragazza è assolutamente innocente. A compiere il fatto è la sua amica Marietta.

5. La profezia

Harry Potter e l’Ordine della Fenice

Questo è l’elemento centrale del quinto capitolo. Particolare che la Rowling chiarisce fin dalle prime pagine a differenza del film. Ma perché è così importante proteggere la profezia e non lasciarla cadere in mano ai mangiamorte? A spiegarlo è lo stesso Silente che, nelle ultime pagine del romanzo svela ad Harry il significato effettivo del suo contenuto. Un aspetto che David Yates mantiene solo in parte, andando a privarlo di un elemento essenziale, capace di dare un significato completamente diverso a quello che accadrà dopo.

La grande variabile, infatti, è la presenza di un altro bambino che, nascendo quasi in contemporanea con Harry, può “contendergli” la condizione di prescelto. A mettere al centro degli eventi Potter, però, è proprio Voldemort il giorno in cui decide di eliminarlo, come un novello Erode, per fugare questa eventuale minaccia. Certo, da parte sua Harry riesce a sopravvivere anche se è un neonato indifeso, ma questo si deve principalmente al sacrificio della madre. L’amore, infatti, è stato e sarà sempre la grande differenza tra lui e Voldemort.

Ma, alla fine, chi è l’altro bambino in gioco? Inaspettatamente la Rowling decide di affidare questo ruolo a Neville. Da qui, poi, si comprende anche l’evoluzione finale del ragazzo che, da timido bambino, si trasforma in un combattente capace di un gesto eroico e fondamentale.

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