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Home » Serie TV » Recensioni serie TV » The Crowded Room, la recensione della serie Apple Tv+ con Tom Holland

The Crowded Room, la recensione della serie Apple Tv+ con Tom Holland

La recensione di The Crowded Room, miniserie con Tom Holland in arrivo su Apple Tv+ a partire da venerdì 9 giugno.
Simone FabrizianiDi Simone Fabriziani9 Giugno 2023Aggiornato:22 Giugno 2023
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The Crowded Room
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La serie: The Crowded Room, 2023. Creata da: Akiva Goldsman Cast: Tom Holland, Amanda Seyfried, Emmy Rossum, Sasha Lane. Genere: Thriller, Drammatico. Durata: 10 episodi/50 minuti circa. Dove l’abbiamo vista: Su Apple TV+, in anteprima stampa.

Trama: Un thriller psicologico ambientato a Manhattan nell’estate del 1979, quando un giovane viene arrestato per un crimine agghiacciante e un’improbabile investigatrice deve risolvere il mistero che c’è dietro.


Venerdì 9 giugno arriva nel catalogo televisivo di Apple TV+ The Crowded Room, adattamento per il piccolo schermo del romanzo best-seller “Una stanza piena di gente”, che nel 2009 aveva portato lo scrittore statunitense Daniel Keyes in vetta alle classifiche dei romanzi più venduti degli ultimi anni. A prendersi carico della trasposizione dalla pagina alla sceneggiatura ci pensa il writer premio Oscar Akiva Goldsman (A Beautiful Mind), che si occupa della stesura dello scritp finale coadiuvato da Tedd Graff. Protagonista della miniserie e produttore esecutivo Tom Holland, reduce dal successo planetario del suo Spider-Man nel Marvel Cinematic Universe.

Nella nostra recensione di The Crowded Room ci addentreremo nei complessi e scioccanti meandri della mente disturbata del protagonista della miniserie, straniante progetto televisivo il cui punto di forza sta nella costruzione dei personaggi e della loro psiche anziché nel disvelamento a tutti i costi della terribile e devastante verità dietro al comportamento sociopatico del Danny Sullvian interpretato da Tom Holland.

La trama: vivere e morire a Manhattan nel 1979

The Crowded Room, una scena

Estate 1979. Il giovane Danny Sullivan (Tom Holland) viene arrestato in seguito al suo coinvolgimento in una sanguinosa sparatoria a New York, in pieno centro. A volerci veder bene sul caso è la curiosa detective Rya Goodwin (Amanda Seyfried), che prima trattiene il ragazzo considerato colpevole, poi inizia con lui un lunghissimo interrogatorio a porte chiuse, in cui riaffioreranno i ricordi più lontani e traumatici della vita di Danny, fino alla sconvolgente rivelazione sul suo stato mentale. Una rivelazione che cambierà le prospettive della possibile incriminazione e modificherà per sempre la concezione che Danny Sullivan aveva della sua vita precedente e di se stesso.

Arriva venerdì 9 giugno su Apple Tv+ la miniserie in dieci episodi The Crowded Room, creatura televisiva ideata dallo sceneggiatore vincitore dell’Oscar Akiva Goldsman e scritta dallo stesso assieme a Tedd Graff. A dirigerne i primi tre episodi il regista ungherese sulla cresta dell’onda Kornel Mundruczò (White God, Pieces of a Woman), che qui si cimenta dietro la macchina da presa di un curiosissimo e quasi imperscrutabile oggetto televisivo che farà molto discutere nelle settimane a venire. E no, non per la sua indubbia qualità di realizzazione, bensì per la stravagante scelta di marketing ad esso associata.

Un racconto di formazione (quasi) normale

The Crowded Room, una scena

Sulla superficie del suo tessuto narrativo, The Crowded Room è un solidissimo seppur prevedibile racconto di formazione, la storia del passaggio da un’adolescenza ribelle ad un’età adulta carica di conflitti interiori ed extradiegetici: il Danny Sullivan interpretato da Tom Holland è un giovane adulto che vive una situazione famigliare complessa e dura da digerire, tra una madre premurosa (Emmy Rossum) e molto fragile ed un patrigno violento e sanguigno. Una vita che Danny non riesce più a sopportare, e che seppellisce ogni giorno quando va a scuola, tra compagni bulli, amici del cuore con cui provare il brivido della marijuana illegale, ed una splendida ragazza che gli farà battere improvvisamente il cuore.

E poi, c’è il livello narrativo più profondo e destabilizzante della miniserie di Akiva Goldsman, quello che si lega maggiormente alla narrazione letteraria di Daniel Keyes e del suo bestseller internazionale di qualche anno fa: Danny è un ragazzo insospettabilmente disturbato, il cui stato mentale è talmente compromesso che ciò che verrà progressivamente a galla (tra un flashback e l’altro) durante il serrato interrogatorio dell’intraprendente detective interpretata da Amanda Seyfried, ribalterà totalmente la prospettiva di Rya, di Danny e dello spettatore stesso, magari ignaro del vero contenuto del libro da cui questo prodotto targato Apple prende ispirazione.

Il climax della serie lascia senza fiato

The Crowded Room, una scena

The Crowded Room funziona su più livelli perché riesce ad ingannare in maniera particolarmente efficace anche lo spettatore più smaliziato: dai lettori e gli estimatori del romanzo di Keyes che qui troveranno pane per i loro denti, agli aficionados e i fan più agguerriti di Tom Holland fino agli utenti generalisti, che nulla sanno della fonte letteraria da cui questa miniserie è sostanzialmente ispirata; la creatura televisiva ideata e scritta da Akiva Goldsman in tandem con Tedd Graff riesce a sorprendere tutti, ma proprio tutti.

Questo perché si fa carico delle aspettative di una fetta di potenziali spettatori particolarmente trasversali, che sono perfettamente al corrente del contenuto scioccante e particolarmente stimolante del libro campione di vendite di Daniel Keyes, e che dunque sanno dove andrà a parare la serie tv firmata Apple. Ma nonostante ciò, The Crowded Room riesce a convincere anche l’utente più prevenuto grazie ad un progetto narrativo ben oliato e chirurgicamente preciso, dove le psicologie e gli intenti dei vari personaggi, oltre a quello di Danny Sullivan, respirano di vita propria, si impossessano dell’attenzione dello spettatore e lo catapultano in una girandola emotiva ingannatrice: perché quando ci si avvicina al gran finale (anche se noto a molti e forse facilmente prevedibile), ogni certezza precedentemente acquisita nei primi episodi viene ribaltata con un plot twist architettato a suon di grandi prove d’attore e pugnalate emotive. Svelato l’arcano dietro la mente fuggevole e sfaccettata di Danny Sullivan, si rimane nonostante tutto senza fiato.

La bizzarra strategia di Apple danneggerà la serie?

The Crowded Room, una scena

Ed è qui che la perplessità generale che aleggia da tempo su questa serie molto attesa entra finalmente in gioco. La campagna di marketing e di pubblicità multimediale intrapresa da Apple Tv+ nei confronti di The Crowded Room non riesce a convincere pubblico e critica di settore, costretta ad esempio a non poter rivelare dettagli fondamentali e pressoché basilari della natura del giovane protagonista interpretato da Tom Holland, per preservare fino all’ultimo il piacere della sorpresa e della scoperta a tutti quegli utenti che nulla sanno del tema affrontato dal romanzo “Una stanza piena di gente”.

Una strategia quantomeno controversa che vuole da una parte conservare la possibilità di un passaparola positivo da qui fino alla fine di luglio, quando il decimo ed ultimo episodio della miniserie di Goldsman arriverà sulla piattaforma di streaming, ma che potrebbe alla lunga danneggiare la visibilità (e la credibilità) di un progetto televisivo che nonostante tutto ciò è particolarmente solido e ben recitato, sintomo ulteriore di una stringa di progetti firmati Apple che continuano a non deludere le aspettative.

La recensione in breve

8.0 Mozzafiato

La miniserie Apple con protagonista uno sfaccettato Tom Holland trasforma il romanzo "Una stanza piena di gente" di Daniel Keyes in un prodotto per il piccolo schermo implacabile e chirurgico nell'analisi della mente disturbata del suo protagonista. Una bomba ad orologeria a rilascio lento che nel suo finale lascia senza fiato nonostante il climax prevedibile.

  • Voto CinemaSerieTV 8.0
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