Il film: Nimona, 2023. Regia: Troy Quane, Nick Bruno. Cast: Chloë Grace Moretz, Riz Ahmed, Frances Conroy, Beck Bennett, Sarah Sherman, Eugene Lee Yang, Lorraine Toussaint.
Genere: animazione, fantastico, azione. Durata: 99 minuti. Dove l’abbiamo visto: al Festival di Annecy, in lingua originale.
Trama: Ballister Blackheart, cavaliere caduto in disgrazia, si allea controvoglia con Nimona, una ragazzina con capacità mutaforma.
C’è un che di gioioso e al contempo funereo nel nuovo lungometraggio d’animazione di Troy Quane e Nick Bruno, presentato in anteprima mondiale al Festival di Annecy prima di approdare su Netflix, la società che insieme alla casa di produzione Annapurna ha fatto sì che il film, di cui parliamo nella nostra recensione di Nimona, ritornasse dall’aldilà. Sì, perché questo adattamento del fumetto di ND Stevenson ha rischiato di non vedere mai la luce, e più che l’ennesima aggiunta al catalogo del gigante dello streaming è l’ultimo film della Blue Sky, chiusa nel 2021 su iniziativa della Disney a causa delle perdite economiche dovute alla pandemia. E non a caso durante la proiezione ad Annecy l’applauso più protratto ed entusiasta c’è stato quando, nei titoli di coda, sono stati elencati tutti i dipendenti dello studio al momento della chiusura.
La trama: complotto mutevole

Siamo in un mondo dove magia e tecnologia, estetica medievale e futurismo, coesistono, e Ballister Blackheart, di professione cavaliere, si appresta ad avere un rango molto importante, soprattutto per uno come lui che non è di origine nobile. Ma durante la cerimonia qualcosa va storto, e lui si ritrova accusato di un crimine che non ha commesso. Braccato da tutti, incluso il suo compagno Ambrosius, Ballister non può più contare su nessuno. O quasi: alla sua porta si presenta Nimona, fisicamente una ragazzina ma in realtà in grado di cambiare aspetto a proprio piacimento, spesso propensa a trasformarsi in animali per tirarsi fuori dai guai. Tra loro nascerà un’alleanza stramba, dove la personalità più stoica e razionale del cavaliere si scontra ripetutamente con quella più istintiva di Nimona, la cui soluzione per ogni problema include l’ipotesi di ammazzare chiunque le blocchi la strada.
Il cast: Ballister, ti presento Nimona

Gran parte del potere emotivo del film deriva dall’intesa fra Riz Ahmed e Chloë Grace Moretz, voci di Ballister e Nimona in originale, con lei in particolare che si fa notare con un’energia e una passione che non vedevamo da un po’ nelle sue performance in carne e ossa. Eugene Lee Yang, noto attivista per i diritti LGBTQ+, presta la voce ad Ambrosius ed è protagonista di un momento molto forte che, stando a chi ha lavorato al film sarebbe in parte all’origine della cancellazione del progetto da parte della Disney (solitamente restia a includere coppie omosessuali nei propri film d’animazione). La componente umoristica, tolti i battibecchi tra i due improbabili eroi, è assicurata soprattutto da Beck Bennett, veterano di Saturday Night Live, che doppia il vanitoso Thoddeus Sureblade, sedicente miglior cavaliere del regno. La direttrice dell’accademia che forma i cavalieri è invece Frances Conroy, apprezzata caratterista nota per Six Feet Under e le sue collaborazioni con Ryan Murphy.
La doppia vita

Come nel caso di Ballister, il film stesso ha avuto diritto a una seconda possibilità, resuscitato dopo che ne era stata decretata la morte nonostante fosse già completo al 75% (ma inizialmente con un altro regista, Patrick Osborne; Quane e Bruno, già coinvolti con altre vesti, lo hanno sostituito dopo alcuni anni di lavorazione). E proprio come i suoi protagonisti, è un lungometraggio che con ogni singola inquadratura urla in nome della propria dignità, danneggiata da una major che, non per l’ultima volta, ha preso una decisione potenzialmente lesiva per il suo bacino d’utenza queer.
È una resurrezione a base di amore universale, con una sincerità che attraversa ogni fotogramma meticolosamente costruito con uno stile che si rifà all’universo grafico della fonte fumettistica, ricreato con tecniche digitali che però omaggiano tecniche tradizionali, come già accaduto in casa Blue Sky ai tempi del film dei Peanuts. E c’è una giustizia poetica nel fatto che l’ultimo progetto dello studio, così ricco e libero, sia arrivato sugli schermi – più piccoli, ma comunque in grado di rendere giustizia alla sua magnificenza visiva – lontano dalle grinfie del colosso disneyano, conservatore sul piano morale ed estetico e quindi non del tutto in grado di capire un’idea che è profondamente Blue Sky e al contempo diversissima da franchise come Rio e L’era glaciale. Un racconto epico maturo e al contempo adatto a tutti, con un messaggio universale potentissimo nella sua semplicità.
La recensione in breve
Dato per spacciato come il suo protagonista maschile, Nimona è tornato dalla tomba per travolgerci tutti con il suo messaggio di amore universale, veicolato tramite uno spettacolare racconto di amicizia in salsa medieval-futurista.
- Voto CinemaSerieTV
