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Home » Serie TV » Recensioni serie TV » Delete, la recensione della serie thailandese Netflix

Delete, la recensione della serie thailandese Netflix

La recensione di Delete, la nuova serie tv thailandese thriller-sci-fi di Netflix che richiama Black Mirror.
Giacomo LenziDi Giacomo Lenzi3 Luglio 2023
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Lilly in Delete con il telefono in mano
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La serie: Delete, 2023. Creata da: Parkpoom Wongpoom. Cast: Chutimon Chuengcharoensukying, Nat Kitcharit, Pattarasuda Anumanrajadhon, Djuangjai Hirunsri, Sarika Sartsilpsupa.
Genere: Sci-fi, Thriller. Durata: 40 minuti ca./7 episodi. Dove l’abbiamo visto: Su Netflix, in lingua originale.

Trama: Lilly e Aim hanno una relazione extra-coniugale. La situazione diventa più difficile quando la moglie di Aim li scopre. Venire in possesso di un misterioso telefono in grado di far sparire le persone scattando una semplice foto cambierà le cose.


Netflix è diffuso in buona parte del mondo, per la precisione in 190 paesi. Casomai qualcuno non fosse stato a conoscenza di questo dato, a colmar questa lacuna ci ha pensato direttamente Nanni Moretti nel suo Il sol dell’Avvenire, costruendoci sopra una delle gag più riuscite del film. In molti di questi Netflix ha poi avviato un lavoro di produzione di film e serie originali o, in alternativa, ha proceduto all’acquisto di diritti di opere già realizzate per poi distribuirli sulla piattaforma. Un tipo di politica che ha portato un sacco di spettatori occidentali a entrare in contatto con altri tipi di cinematografie e che rappresenta una delle virtù principali del colosso dello streaming. Non è quindi strano trovare tra i nuovi arrivi una serie thailandese come Delete, anche se, come vedremo nella nostra recensione, non si tratta di un prodotto pienamente riuscito.

La trama: un click per farli sparire

Ragazza in riva al lago in delete

Siamo a Koh Chang, in Thailandia. Seguiamo una coppia piuttosto innamorata: Aim e Lilly. Lui è un volto noto della tv thailandese e sta pubblicando il suo atteso primo romanzo tratto da esperienze autobiografiche. Lei è invece un’esperta d’arte e curatrice di una nota galleria privata. La loro però è una relazione extra-coniugale. Sono infatti entrambi sposati: Lilly con Too, membro di una famiglia facoltosa della regione e proprietario della galleria d’arte in cui lavora la donna; Aim con Orn, una fotografa. I rispettivi coniugi, pur non entrando in contatto tra loro, iniziano a insospettirsi.

Orn trova un orecchino nella doccia e decide di piazzare alcune telecamere da cui poi scoprirà il segreto del marito. Lilly e Aim non sanno più cosa fare per andare avanti. L’occasione si presenta quando una sera, in un supermercato, la donna viene avvicinata da una ragazza che, molto scossa, le passa un cellulare e le chiede di farle una foto. Lilly la accontenta. Nel momento in cui la fotocamera fa “click”, la ragazza davanti a lei scompare. E se far sparire i rispettivi compagni attraverso quel cellulare fosse la risposta ai loro problemi?

Dalla fantascienza al thriller

I protagonisti di Delete di spalle

Parkpoom Wongpoom è un regista che ci ha abituato nel corso degli ultimi vent’anni a concentrarsi principalmente sul genere horror. In Shutter, film del 2004 e suo lavoro più noto, già utilizzava la fotografia come motore narrativo della vicenda. In quel caso le foto (in formato fisico) avevano però una funzione rivelatrice della realtà. Erano assolute protagoniste nello svelare il mistero e i luoghi più oscuri dell’intera vicenda. In Delete, come si può evincere già dal titolo, la funzione è opposta. Aim e Lilly trovano in quel cellulare una via di fuga dalla loro realtà. Un modo per cancellare i loro coniugi e poter vivere insieme. Insomma, una scorciatoia.

Ma come la storia della narrativa ci insegna, la strada più breve è quella più permeata da insidie e minacce. E così quel cellulare dà il via a un racconto in cui la componente sci-fi, che dalle premesse pareva centrale, diventa secondaria prima di sparire del tutto. Delete diventa presto un thriller, ambientato in uno strano sottobosco criminale thailandese, in cui la componente drama occupa sempre più spazio. E di quel cellulare, la cui peculiarità poteva dar vita a risvolti degni del miglior Black Mirror, si perde presto interesse.

Una serie dimenticabile

Primo piano di Aim, protagonista di Delete

O meglio: è Parkpoom Wongpoom a disinteressarsene. Perché a noi spettatori di quel cellulare piacerebbe sapere di più e invece diviene una sorta di MacGuffin mal gestito. L’attenzione dell’autore si concentra sempre più sui personaggi, attraverso flashback che durano interi episodi, e sul distribuire dei plot twist sempre più oscuri e creepy puntata dopo puntata. Il problema principale è che con quei protagonisti noi non leghiamo quasi masi, probabilmente troppo interessati alle premesse sci-fi iniziali. E anche i continui colpi di scena, tra cui il più grande proprio negli ultimissimi minuti dell’episodio finale, non lasciano mai il segno. La colpa risiede in buona parte in una resa fin troppo artificiosa, tanto della gestione narrativa quanto della realizzazione tecnica. E il risultato finale è una serie che velocemente, come le vittime di quel cellulare, scompare dalla nostra memoria.

La recensione in breve

5.0 Dimenticabile

La serie thailandese Delete si presentava con una serie di premesse piuttosto convincenti: unire il thriller/horror allo Sci-Fi in una storia incentrata su una relazione di coppia extra-coniugale. Il problema è che quelle premesse vengono presto tradite e che risulta quasi impossibile entrare in sintonia (o provare interesse) per i due protagonisti. Il risultato è una serie che, appena terminata, sparisce dalla memoria.

  • Voto CinemaSerieTv 5
  • Voto utenti (0 voti) 0
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