Da pochi giorni è arrivato su Netflix Paradise un thriller sci-fi tedesco ambientato in una realtà distopica e decisamente inquietante. Come vi abbiamo raccontato nella nostra recensione, la storia ha come protagonista Max, un uomo che lavora presso l’AEON, un’azienda impegnata a fare ricerche genetiche e biotecnologiche per manipolare il tempo. Ogni essere umano infatti, in cambio di denaro, può donare degli anni di vita a un beneficiario compatibile. Contrari a questa pratica c’è l’Adam Group, un gruppo di rivoluzionari che decide di opporsi a questo sistema uccidendo qualsiasi persona che ha ricevuto degli anni.
La trama si infittisce quando la casa di Max e della moglie Ellie prende fuoco, e la donna, per pagare il debito del loro appartamento, si trova costretta a dare 40 anni di vita. Disperati per questo avvenimento, i due inizialmente subiscono questo brusco cambiamento piombato nella loro vita, ma poi cercano a tutti i costi un metodo per restituire ad Ellie la sua giovinezza. Quando infatti Max scopre che Sophie Theissen, la donna che sta dietro l’AEON, ha beneficiato degli anni della moglie, decidono di rapirla e portarla in Lituania in una clinica illegale per ripetere l’operazione all’inverso. Ben presto però devono fare i conti con la loro moralità e principi ed emergono sempre di più i lati oscuri.
Fino a che punto infatti una persona è disposta a spingersi per ottenere nuovamente la vita che le è stata negata? In quest’articolo andremo quindi ad approfondire la spiegazione del finale di Paradise.
Alla ricerca del tempo perduto

La ricerca della fonte della giovinezza e del dominio del tempo sono temi che affascinano da sempre l’animo umano e di cui il cinema si è spesso fatto messaggero.
E se gli antichi greci già parlavano di Hybris come tracotanza dell’uomo nei confronti delle leggi prestabilite (che porta inevitabilmente a dolorose conseguenze), qui ne abbiamo ancora una volta la prova: cercare di sfuggire alla vecchiaia e allungare la vita attraverso delle modalità immorali e a discapito dei più deboli ha delle conseguenze che non lasciano scampo a nessuno.
Ognuna delle parti coinvolte infatti dovrà pagare il prezzo delle loro scelte a caro costo e dovranno fare i conti in prima persona con le parti più degradanti dell’animo umano.
Paradise: cosa succede nel finale

Nel finale assistiamo a cosa succede ad ognuno dei personaggi. Marie, costretta a cedere 40 anni della sua vita ad Ellie, sta iniziando ad invecchiare. Quando rivela alla madre Sophie che sono compatibili e che quest’ultima potrebbe darle degli anni, la donna le spiega che ha bisogno di tutte le sue forze per continuare le sue ricerche. È evidente quindi come oramai Sophie abbia occhi solo per i suoi obiettivi, anche a discapito del suo stesso sangue.
Kaya, la fidata guardia del corpo di Sophie, dopo gli avvenimenti a cui ha preso parte, si rende conto che ha contribuito alla ideazione di un sistema profondamente sbagliato e ingiusto e decide di lasciare la AEON.
Infine vediamo Ellie su una spiaggia incinta e di nuovo giovane, mentre le viene incontro un bambino e un uomo che le da un bacio, probabilmente il suo nuovo marito. Quando la donna si gira a guardare il paesaggio però scorge Max, che ha osservato tutta la scena. L’uomo capisce che hanno preso direzioni completamente diverse e se ne va in un camioncino dell’Adam Project, pronto a lottare contro qualsiasi forma di dittatura del tempo.
Paradise: ci sarà un sequel?

Il finale ci fa pensare alla possibilità di un sequel. Infatti la storia potrebbe continuare sulla lotta dell’Adam Project (e finalmente della loro vittoria) contro L’AEON e le cliniche illegali di manipolazione temporale. Potrebbe inoltre unirsi agli scontri anche Marie che, amareggiata e stanca di credere alle parole di Sophie, diventa parte attiva nella distruzione delle ricerche e dell’impero che ha costruito la madre.Sarebbe interessante anche vedere un confronto tra gli ex coniugi Max ed Ellie, partiti insieme e diventati due sconosciuti agli occhi dell’altro.
