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Home » Serie TV » 7 motivi per recuperare la serie tv Preacher su Netflix

7 motivi per recuperare la serie tv Preacher su Netflix

Approdano su Netflix le stravaganti avventure del predicatore Jesse Custer, dal capolavoro a fumetti di Garth Ennis: ecco perchè recuperarle!
Paolo RiberiDi Paolo Riberi30 Settembre 2023
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Hanno appena fatto il loro debutto sul catalogo Netflix tutte e quattro le stagioni di Preacher, una geniale e irriverente serie tv sviluppata tra il 2016 e il 2019 da Seth Rogen e Evan Goldberg, duo creativo che, insieme a Eric Kripke, ha contribuito a dare alla luce anche il ben più celebre The Boys.
La storia è quella di Jesse Custer (Dominic Cooper), un giovane e tormentato predicatore texano dal passato nebuloso che, all’improvviso, un giorno viene posseduto dallo spirito di Genesis, un’entità celeste di natura sconosciuta che gli consente di rendere reale qualsiasi sua volontà, mediante la Parola di Dio.

Una situazione da sogno? Non esattamente, perché Genesis è assai recalcitrante e capriccioso: Jesse fatica non poco a entrare in sintonia con i suoi nuovi poteri, e ben presto si troverà ad aver disperato bisogno dell’aiuto della sua ex Tulip (Ruth Negga) e dell’eccentrico vampiro irlandese Cassidy (Joseph Gilgun).
Nel frattempo, a dare la caccia all’entità fuggitiva sopraggiungono due angeli del Paradiso, un rancoroso cowboy dotato di formidabili poteri soprannaturali e un’organizzazione segreta di natura cripto-fascista che tira le fila del Vaticano, e custodisce un antico segreto legato all’eredità stessa di Gesù.
In un crescendo di situazioni assurde e paradossali, con il passare degli episodi Preacher dischiude una storia sempre più originale, ambiziosa e ricca di colpi di scena, che ci porterà a incontrare persino Dio, Satana e… Adolph Hitler!
Non vi abbiamo ancora convinti? Ecco sette motivi per cui proprio non potete perdere Preacher, da poco su Netflix.

1. È l’adattamento di una pietra miliare del fumetto

Preacher non condivide con The Boys soltanto le firme della trasposizione televisiva, ma anche e soprattutto il leggendario nome di Garth Ennis, maestro del fumetto americano che ha originariamente ideato entrambe le storie nel mondo della carta stampata, oltre a firmare un gran numero di altri celebri titoli DC Comics e Marvel, tra cui le avventure del detective dell’occulto John Constantine e quelle dell’antieroe The Punisher.
Gli albi di Preacher, pubblicati in casa DC Comics sotto la storica etichetta indipendente Vertigo, e attualmente disponibili in Italia nel catalogo Panini, rappresentano un autentico capolavoro del fumetto, sia sul piano grafico-visivo che contenutistico.

Tra corrosività, sarcasmo dissacrante e, al tempo stesso, un world-building degno delle più grandi saghe comics, stiamo parlando di una vera e propria pietra miliare di questo linguaggio, che non si può non conoscere (e amare!).
Con l’eccezione della prima stagione, che rappresenta un vero e proprio antefatto prequel creato ad arte per la televisione, Preacher traspone alquanto fedelmente il suo leggendario materiale di partenza, optando però per una trasposizione mai pedestre, seppure in piena linea con lo spirito del fumetto.
Pertanto, è davvero obbligatorio dare almeno una chance a questa serie tv…

2. Ha tre protagonisti memorabili e davvero originali!

Da Superman a Capitan America, passando per mille altri supereroi in armatura o in calzamaglia, l’idea dell’uomo comune che, dopo un viaggio iniziatico, si trasforma un campione del bene ha davvero iniziato a stancare.
È così che sono entrati in gioco gli antieroi, figure “grigie” come Geralt di Rivia, il sanguinario Frank Castle (Punisher), la sgangherata Suicide Squad e, non da ultimo, l’amato Din Djarin, protagonista di The Mandalorian.
Anche questo secondo archetipo, per quanto affascinante e profondamente radicato nel nostro immaginario, non brilla certo per originalità e si situa ormai ampiamente nella categoria del “già visto”.

Da questo punto di vista, Preacher rappresenta – molto più di The Boys! – una rigenerante bocca d’ossigeno: il giovane predicatore dal passato criminale Jesse Custer, la sua tostissima e indisciplinata ex Tulip e lo stralunato vampiro nichilista Cassidy non hanno nulla, ma davvero nulla di eroico, e per tutta la saga rimarranno esseri umani pieni di difetti, vizi, insicurezze e meschinità.
I tre protagonisti della serie sono figure davvero iconiche e indimenticabili, che finiscono per risultare davvero affascinanti e molto lontane da quasi qualsiasi altro personaggio cinematografico e televisivo contemporaneo proprio perché non rispondono per nulla – ma davvero per nulla! – al modello dell’eroe e neppure a quello dell’antieroe.
Come se non bastasse, Jesse, Tulip e Cassidy sono figure tridimensionali e magistralmente approfondite, riflesso della controcultura punk e dell’anima ribelle e anarchica dell’America di ieri e di oggi. Insomma, non si può non amarli!

3. È ancora più grottesco e dissacrante di The Boys!

Se amate il black humor, il politicamente scorretto e le storie grottesche con un taglio corrosivo e dissacrante, siete assolutamente nel posto giusto. E sì, Preacher è ancor più sfacciato e spregiudicato di The Boys, sia nel linguaggio che nei contenuti, al punto da aver dovuto affrontare anche qualche disavventura giudiziaria.
Nel mirino, stavolta, non ci sono la politica, il mondo dello spettacolo e il capitalismo americano, bensì temi ancor più delicati, come quelli della religione: in Preacher, Dio si è stancato di governare l’universo e si è dato alla macchia, gli angeli sono figure patetiche e meschine, lo stesso Gesù non è certo uno stinco di santo, e la Chiesa cattolica gestisce una sadica organizzazione cripto-fascista, il Graal, che custodisce per davvero l’erede terreno di Gesù (come sostiene Il Codice da Vinci). Ma, ovviamente, anche su questo fronte troveremo ad attenderci qualche corrosivo e memorabile paradosso!

L’intera serie tv prende di mira la religiosità bigotta dell’America contemporanea e ne mette a nudo l’assurdità e le mille contraddizioni, senza astenersi dal fare satira su temi anche molto spinosi, come quello – nel caso del povero e sfigurato “Arseface” – del bullismo e suicidio adolescenziale.
Quella di Preacher è una voce intelligente e sarcastica, che riesce al tempo stesso a far ridere, dissacrare e fare riflettere.

4. È ambientato in un vastissimo universo soprannaturale

Grazie alla sua articolazione su ben quattro stagioni, Preacher non si limita a sviluppare il proprio spunto narrativo e a delineare i tre memorabili protagonisti, ma scava a fondo nella saga fumettistica nata dalla penna di Garth Ennis e realizza un lavoro davvero monumentale di world building, esplorando ogni piega di un universo ricco e poliedrico.
A livello geografico passiamo dalle atmosfere neo-western del Texas alla variopinta New Orleans e ai bayou della Louisiana, per arrivare addirittura alla fortezza giudaica di Masada in Palestina.

Ma, al tempo stesso, seguendo le rocambolesche avventure dei nostri protagonisti, esploriamo anche l’inferno e il paradiso, e ci imbattiamo in sette cattoliche, sanguinari angeli della morte, antiche streghe che si nascondono nelle paludi e gruppi di aspiranti vampiri.
L’universo narrativo di Preacher, paragonabile per profondità a quello fumettistico del Constantine (mai adattato fino in fondo al cinema e in tv), è davvero una miniera di occulto, soprannaturale e complotti, e regalerà un viaggio davvero unico a tutti gli amanti del filone.
Se siete orfani di Supernatural e di Le terrificanti avventure di Sabrina, vi conviene davvero prendere nota…

5. Ha una galleria di antagonisti davvero iconici

La vera chiave di volta per dare vita a una storia convincente, però, è sempre rappresentata dalla figura dell’antagonista, o degli antagonisti.
Garth Ennis e gli autori della trasposizione televisiva di Preacher dimostrano di aver appreso molto bene questa lezione, e ci regalano una galleria di villain iconici, degni della miglior saga fumettistica.
I nemici di Jesse svettano sia a livello di costruzione caratteriale e motivazionale che sul piano visivo.
C’è Odin Quincannon, un fanatico texano che dirige la “Meat and Power”, si diletta nell’ascoltare la macellazione dei suoi animali e venera il “dio della carne”.
C’è il leggendario Santo degli Assassini (interpretato dal roccioso Graham McTavis), con le sue vesti da cowboy e la sua oscura e tragica origin story: come si può intuire dal suo titolo, si tratta di un’autentica macchina assassina, in possesso di poteri soprannaturali che gli consentono di uccidere qualsiasi avversario.

C’è il sadico fascista Herr Starr, che pur rappresentando la più importante minaccia della serie, sconfina spesso su posizioni comiche e grottesche, c’è il malefico e obeso cardinale Allfather, leader supremo del Graal, e c’è Maria L’Angelle, la vecchia nonna di Jesse, che cela un oscuro segreto.
C’è anche Lucifero, e c’è persino Adolf Hitler, deciso a dar vita al Quarto Reich facendo leva sul fanatismo degli americani.
La lista potrebbe proseguire oltre, ma non intendiamo rovinarvi la sorpresa. Quel che possiamo anticiparvi, tuttavia, è che la galleria dei villain di Preacher è davvero vastissima e formidabile, e rappresenta il vero valore aggiunto della serie tv.

6. Non conosce davvero alcun limite

La follia di Preacher non conosce davvero alcun limite, e gli autori non si fanno il benché minimo problema nello sconfinare occasionalmente anche nel gore più sanguinario.
Nel corso delle sue quattro stagioni, la serie ci propone degli autentici capolavori del grottesco, tra cui spiccano la figura del povero Arseface, rimasto sfigurato a causa di un tentativo di suicidio fallito, le bizzarre esplosioni dei corpi umani colpiti dalle pistole dell’inarrestabile Santo degli Assassini, e le molte e assurde mutilazioni subite dal villain Herr Starr.
Insomma, se vi piace il cinema di Quentin Tarantino, siete stanchi del solito stile “asciutto” della serialità contemporanea e volete vedere qualcosa di esagerato – o almeno molto diverso dal solito – siete davvero nel posto giusto!

7. Ha un finale molto soddisfacente

Con i tempi che corrono in casa Netflix, non è affatto scontato: Preacher ha già raggiunto la conclusione progettata dai suoi autori, e a chiusura delle sue quattro stagioni ci propone un finale definitivo e soddisfacente.
Pertanto, gli spettatori possono iniziare a esplorare le meraviglie di questa serie tv senza temere di ritrovarsi abbandonati a metà strada a causa di un’improvvisa cancellazione, o di qualche guaio dietro le quinte: tutte le molte domande che sorgeranno nel corso della prima stagione otterranno un’esaustiva risposta, e tutti gli antagonisti che emergeranno nel corso dei successivi cicli di episodi avranno la loro definitiva resa dei conti con il povero Jesse Custer.
Ogni tassello andrà al proprio posto, e perfino l’ossessiva ricerca di un Dio fuggito dal Paradiso e rifugiatosi sulla Terra condurrà a un epilogo clamoroso e davvero inaspettato.

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