The Creator non ha scene post credit e nel finale non riserva alcuna sorpresa finale agli spettatori, come invece succede in tanti film usciti di recente. Il film di Gareth Edwards ha colpito gli spettatori per gli omaggi alla fantascienza classica e, soprattutto, per il modo in cui porta in scena il conflitto tra dilemmi etici e tecnologie robotiche.
L’ultimo film di Gareth Edwards (ne abbiamo parlato nella nostra recensione di The Creator) è ambientato in un futuro devastato dalla guerra combattuta tra la razza umana e le forme di Intelligenza Artificiale. Il progetto racconta la storia di Joshua, un ex agente delle forze speciali statunitensi che ha di recente perso sua moglie Maya. L’uomo viene reclutato per una missione tanto importante quanto ardua: dare la caccia e uccidere il Creator, l’inafferrabile architetto dell’avanzata Intelligenza Artificiale.
Nelle mani di quest’ultimo c’è il destino del mondo, perché l’architetto ha sviluppato una misteriosa arma, che potrebbe mettere fine alla guerra, ma anche all’intera umanità. Insieme al suo team di agenti d’élite, Joshua riesce a superare le linee nemiche nel territorio in cui l’Intelligenza Artificiale prolifera ma, una volta ritrovatosi di fronte all’arma apocalittica, farà una scoperta agghiacciante: la pericolosa arma di distruzione finale che Joshua dovrebbe annientare è un’Intelligenza Artificiale che ha l’aspetto di una bambina – e che tutto sembra meno che un robot.
Interpretato da John David Washington, Gemma Chan, Allison Janney e Ken Watanabe, The Creator quindi, ha ottenuto ottime recensioni ed è stato distribuito in Italia da 20th Century Studios a partire dal 28 settembre 2023. Il progetto sancisce il ritorno alla fantascienza del suo regista, noto per aver diretto Monsters, Godzilla e Rogue One: A Star Wars Story.
