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Home » Personaggi » Benno Neumair, la storia dell’assassino del Delitto di Bolzano

Benno Neumair, la storia dell’assassino del Delitto di Bolzano

Ecco la storia di Benno Neumair, autore del cosiddetto delitto di Bolzano, ovvero il duplice omicidio dei genitori Peter Neumair e Laura Perselli.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino7 Ottobre 2023
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Benno Neumair, la storia dell'assassino del Delitto di Bolzano
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Benno Neumair nato il 24 dicembre 1990 a Bolzano ha una storia personale segnata dalla malattia mentale, emersa poco prima del duplice omicidio dei genitori. Condannato all’ergastolo per l’omicidio del padre Peter e della madre Laura, uccisi il 4 gennaio del 2021, al culmine di una lite per motivi economici, Benno Neumair era all’epoca dei fatti, era un giovane laureato in scienze motorie e body builder.

Neumair avorava come supplente di matematica in una scuola media della città altoatesina, in un clima di generale ostilità, originata dal carattere poco collaborativo del ragazzo. Durante il processo, un collega lo aveva descritto come “inaffidabile, soprattutto riguardo agli orari e incapace di seguire le regole“.

La prima, grave, crisi psichiatrica di Neumair, si manifestò qualche mese prima del suo ritorno a Bolzano nella casa dei genitori. Il giovane si trovava in Germania dalla sua fidanzata ed ebbe un episodio psicotico, culminato con un ricovero coatto. La fidanzata di Neumair raccontò nel dettaglio, in sede processuale, della crisi psichiatrica di Benno. Anticipata da una serie di movimenti di denaro anomali sul loro conto, utilizzati per acquistare cibo biologico.

Pochi giorni dopo il ragazzo, in preda al delirio, aveva rivolto contro di sé un coltello, biascicando poi parole senza senso circa un’aggressione ricevuta da un amico. Una volta ricoverato, però, ha ammesso di essersi ferito da solo con carta vetrata.

Benno Neumair

Secondo la sorella di Neumair, Madé, il disturbo di personalità del fratello sarebbe dipeso dall’uso di anabolizzanti, assunti per amplificare la sua massa muscolare. Durante le indagini, la perizia psichiatrica ha definito Benno Neumair come soggetto egoriferito, impulsivo e freddo. La cui vita era improntata solo all’apparenza.

Arrivando quindi a una diagnosi di disturbo narcisistico e disturbo antisociale di personalità. I periti del GIP hanno riconosciuto il trentaduenne seminfermo di mente in relazione all’omicidio del padre Peter, avvenuto al culmine di una lite. E perfettamente capace di intendere e di volere per quanto riguarda quello della madre, a quanto pare sopraggiunta dopo il primo omicidi, quindi uccisa con lucidità.

Benno Neumair uccise i genitori il 4 gennaio del 2021, quando il padre gli chiese di restituire i soldi della retta universitaria, visto aveva lasciato l’università per poi iscriversi ad un altro corso e non contribuiva all’economia familiare. Benno li strangolò con un cordino da alpinista, occultandone poi i corpi nel fiume Adige. Il giorno seguente ne denunciò la scomparsa ai Carabinieri. Per molto tempo il ragazzo negò ogni addebito, dimostrandosi, anzi, molto collaborativo durante le indagini.

Anche se gli inquirenti avevano iniziato da subito a sospettare di lui. Il 28 gennaio 2021, poi, si costituì, con successiva convalida del fermo da parte dei GIP, il giudice per le indagini preliminari, e custodia cautelare in carcere. I corpi delle vittime emersero dal fiume a distanza di qualche mese, tra febbraio e aprile.

Le prove a carico di Bennio erano schiaccianti. Nel bagagliaio dell’auto di famiglia, usata comprensibilmente per il trasporto dei cadaveri, fu ritrovata una tanica di acqua ossigenata. Macchie di sangue erano anche sul lato nord del ponte di Ischia Frizzi. Infine, i dati relativi alle celle telefoniche certificavano che il ragazzo fosse in quella zona la sera del 4 gennaio.

Ufficialmente indagato, a Benno Neumair furono contestati i reati di omicidio plurimo e occultamento di cadavere. Nel novembre 2022 arrivò la condanna all’ergastolo, a un anno di isolamento diurno e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici.

Benno Neumair nato il 24 dicembre 1990 a Bolzano ha una storia personale segnata dalla malattia mentale, emersa poco prima del duplice omicidio dei genitori. Condannato all’ergastolo per l’omicidio del padre Peter e della madre Laura, uccisi il 4 gennaio del 2021, al culmine di una lite per motivi economici, Benno Neumair era all’epoca dei fatti, era un giovane laureato in scienze motorie e body builder.

Neumair avorava come supplente di matematica in una scuola media della città altoatesina, in un clima di generale ostilità, originata dal carattere poco collaborativo del ragazzo. Durante il processo, un collega lo aveva descritto come “inaffidabile, soprattutto riguardo agli orari e incapace di seguire le regole“.

La prima, grave, crisi psichiatrica di Neumair, si manifestò qualche mese prima del suo ritorno a Bolzano nella casa dei genitori. Il giovane si trovava in Germania dalla sua fidanzata ed ebbe un episodio psicotico, culminato con un ricovero coatto. La fidanzata di Neumair raccontò nel dettaglio, in sede processuale, della crisi psichiatrica di Benno. Anticipata da una serie di movimenti di denaro anomali sul loro conto, utilizzati per acquistare cibo biologico.

Pochi giorni dopo il ragazzo, in preda al delirio, aveva rivolto contro di sé un coltello, biascicando poi parole senza senso circa un’aggressione ricevuta da un amico. Una volta ricoverato, però, ha ammesso di essersi ferito da solo con carta vetrata.

Benno Neumair

Secondo la sorella di Neumair, Madé, il disturbo di personalità del fratello sarebbe dipeso dall’uso di anabolizzanti, assunti per amplificare la sua massa muscolare. Durante le indagini, la perizia psichiatrica ha definito Benno Neumair come soggetto egoriferito, impulsivo e freddo. La cui vita era improntata solo all’apparenza.

Arrivando quindi a una diagnosi di disturbo narcisistico e disturbo antisociale di personalità. I periti del GIP hanno riconosciuto il trentaduenne seminfermo di mente in relazione all’omicidio del padre Peter, avvenuto al culmine di una lite. E perfettamente capace di intendere e di volere per quanto riguarda quello della madre, a quanto pare sopraggiunta dopo il primo omicidi, quindi uccisa con lucidità.

Benno Neumair uccise i genitori il 4 gennaio del 2021, quando il padre gli chiese di restituire i soldi della retta universitaria, visto aveva lasciato l’università per poi iscriversi ad un altro corso e non contribuiva all’economia familiare. Benno li strangolò con un cordino da alpinista, occultandone poi i corpi nel fiume Adige. Il giorno seguente ne denunciò la scomparsa ai Carabinieri. Per molto tempo il ragazzo negò ogni addebito, dimostrandosi, anzi, molto collaborativo durante le indagini.

Anche se gli inquirenti avevano iniziato da subito a sospettare di lui. Il 28 gennaio 2021, poi, si costituì, con successiva convalida del fermo da parte dei GIP, il giudice per le indagini preliminari, e custodia cautelare in carcere. I corpi delle vittime emersero dal fiume a distanza di qualche mese, tra febbraio e aprile.

Le prove a carico di Bennio erano schiaccianti. Nel bagagliaio dell’auto di famiglia, usata comprensibilmente per il trasporto dei cadaveri, fu ritrovata una tanica di acqua ossigenata. Macchie di sangue erano anche sul lato nord del ponte di Ischia Frizzi. Infine, i dati relativi alle celle telefoniche certificavano che il ragazzo fosse in quella zona la sera del 4 gennaio.

Ufficialmente indagato, a Benno Neumair furono contestati i reati di omicidio plurimo e occultamento di cadavere. Nel novembre 2022 arrivò la condanna all’ergastolo, a un anno di isolamento diurno e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici.

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