Il film: Il mio grosso grasso matrimonio greco 3, 2023. Regia: Nia Vardalos. Cast: Nia Vardalos, Elena Kampouris, Andrea Martin e John Corbett. Genere: Commedia . Durata: 92 minuti. Dove l’abbiamo visto: Al cinema.
Trama: Dopo la morte del patriarca Gus, Toula, Ian e l’intera famiglia dei Portokalos decidono di esaudire l’ultimo desiderio dell’uomo: visitare il villaggio dove è nato per riconnettersi finalmente con le loro radici greche…
Se il primo capitolo, uscito in sala nel 2002, è un vero gioiellino della commedia romantica di quel periodo, capace di parlare di amore, famiglia, identità cultura con ironia ma senza superficialità, tanto il sequel del 2016 e sopratutto questo Il mio grosso grasso matrimonio greco 3 sembrano aver perso la finezza narrativa dell’originale. La sceneggiatura di quest’ultimo capitolo è um mix di situazioni già viste, stereotipi, e personaggi scarsamente approfonditi: tutto, insomma, quello che non era il primo film.
Come vedremo in questa recensione de Il mio grosso grasso matrimonio 3, Nia Vardalos confeziona un film leggero e a tratti anche divertente (soprattutto quando entra in scena la zia Voula di Andrea Martin), ma che difficilmente resterà a lungo impresso nello spettatore.
La trama: Ritorno alle origini

Toula (Nia Vardalos), Ian (John Corbett) e il resto della famiglia Portokalos, dopo la morte del patriarca Gus, hanno una sola missione: visitare il villaggio greco dove l’uomo è nato e ritrovare così le proprie origini. Al centro del ritorno alla Madre Patria dei Portokalos c’è il diario di Gus, dove sono riuniti tutti i suoi ricordi dell’amicizia con i suoi tre compagni d’infanzia. Toula spera di ritrovarli nel villaggio natio di suo padre, ma ritrovarli non è affatto semplice.
La situazione che li aspetta in Grecia, poi, è molto diversa da quella che si aspettavano: tra chi ha lasciato la propria casa per non tornare mai più, chi vorrebbe sposare qualcuno che il padre non approva (ed è consapevole che così scatenerà il disastro) e un fratello perduto di cui nessuno era a conoscenza, i protagonisti si troveranno al centro di una situazione più complicata che mai. Per i Portokalos sarà davvero una vacanza di quelle che cambiano la vita.
Una Grecia da cartolina

Come vi anticipavamo in apertura in questo Il mio grosso grasso matrimonio 3 la narrazione inciampa in quegli stereotipi che fin troppo spesso sono tipici delle commedie americane ambientate in un paese straniero (anche l’Italia è spesso vittima di questo genere di rappresentazioni). La Grecia raccontata da Nia Vardalos (che ha scritto anche la sceneggiatura del film) è quella dei mari cristallini e delle spiagge bianche delle cartoline, in cui ruvide donne vestite di nero cucinano per le loro famiglie numerose, in cui l’ospitalità è un dovere (ed è veicolata dalla distribuzione di manicaretti) e in cui essere vegetariani è un vero e proprio crimine. A tratti si strizza l’occhio all’attualità di un paese la cui complessità che va al di là delle sue spiagge e della sua deliziosa moussaka – uno dei personaggi, ad esempio, è un’immigrata siriana che cerca di costruirsi una nuova vita – ma il tutto viene sempre appiattito e raccontato senza il sorgere di veri e propri conflitti.
La leggerezza è sempre stata una dei pregi di questa saga, il cui calore familiare abbraccia e accoglie anche lo spettatore più cinico: peccato, però, che la mancanza di sostanza, di una trama che coinvolga e di nuovi personaggi che non siano solo delle macchiette, rendano questo terzo capitolo così poco stimolante da scoraggiare nella visione anche chi da più di vent’anni ama la famiglia Portokalos e le dinamiche teneramente disfunzionali che ne legano i membri.
Personaggi che meritavano più spazio

È come se questo Il mio grosso grasso matrimonio 3 avesse perso qualcosa, e se da una parte la scomparsa a 94 anni di Michael Constantine, che interpretava l’adorabile Gus Portokalos, si fa sentire, la mancanza di nuovi personaggi di spessore è tra i difetti più grandi che troviamo nella pellicola. Il ritorno in Grecia sarebbe potuto essere davvero lo stimolo per riempire il vuoto lasciato da Gus e dalla Maria di Lainie Kazan (che non è quasi presente nel film), ma i sostituti non sono grado di riempire il vuoto di chi non c’è più. Delude anche quanto poco sia sfruttata l’esilarante zia Voula di Andrea Martin, che è protagonista delle uniche scene veramente esilaranti del film ma a cui viene dato veramente poco spazio per brillare.
Il terzo capitolo della saga matrimoniale di Nia Vardalos, è un mix di elementi che non convincono e che ci lasciano con l’amaro in bocca al ricordo di quello che il film del 2002 era stato: un racconto familiare capace tanto di divertirci quanto di scaldarci il cuore. Ora mancano tutti gli ingredienti giusti e la visione, purtroppo, è tutt’altro che memorabile.
La recensione in breve
Il mio grosso grasso matrimonio greco 3 è un terzo capitolo deludente, che non ha nulla a che vedere con il primo delizioso capitolo della saga. Stereotipi e situazioni sopra le righe per un film che ha perso il cuore.
- Voto CinemaSerieTV
