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Home » Film » Recensioni film » Nyad – Oltre l’oceano, la recensione del film Netflix con Annette Bening e Jodie Foster

Nyad – Oltre l’oceano, la recensione del film Netflix con Annette Bening e Jodie Foster

La recensione di Nyad - Oltre l'oceano, biopic diretto da Jimmy Chine e Elizabeth Vasarhelyi con Annette Bening e Jodie Foster, su Netflix.
Simone FabrizianiDi Simone Fabriziani4 Novembre 2023Aggiornato:4 Novembre 2023
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Nyad - Oltre l'oceano
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Il film: Nyad – Oltre l’oceano, 2023. Regia: Jimmy Chin, Elizabeth Vasarhelyi. Cast: Annette Bening, Jodie Foster, Rhys Ifans, Luke Cosgrove, Garland Scott. Genere: Drammatico. Durata: 121 minuti. Dove l’abbiamo visto: Su Netflix.

Trama: Nel 2013, la 64enne Diana Nyad, giornalista, scrittrice e nuotatrice di fondo agonistica, decide che diventerà la prima persona ad attraversare a nuoto il tratto di mare che separa Cuba dalla Florida.


Presentato con buon successo di pubblico e critica al 50° Telluride Film Festival, Nyad – Oltre l’oceano è il primo lungometraggio di finzione diretto dalla coppia formata da Jimmy Chin e Elizabeth Chai Vasarhelyi, documentaristi che avevano tra l’altro ottenuto l’Oscar di categoria nel 2019 per l’ottimo Free Solo, racconto della storica scalata dell’arrampicatore Alex Honnold sulla parete dei El Capitan, nel Parco Nazionale dello Yosemite. Un gusto quindi per la narrazione di imprese impossibili, di sfide tra Uomo e Natura, spesso non benevola ed inospitale, celebrazioni cinematografiche della volontà dell’essere umano e del trionfo della perseveranza. Un tratto contenutistico che Chin e Vasarhelyi custodiscono intatto anche nel film biografico Nyad – Oltre l’oceano.

Nella nostra recensione di Nyad – Oltre l’oceano, ci soffermeremo sull’incredibile storia vera della nuotatrice americana da record Diana Nyad che porta il titolo del film targato Netflix, le sue implicazioni e gli obiettivi della coppia di registi al loro primo tentativo in un film di finzione. Non dimenticandoci nemmeno delle due ottime protagoniste, la volenterosa Annette Bening e la due volte premio Oscar Jodie Foster in uno dei suoi ruoli migliori davanti la macchina da presa da anni.

La trama: Non è mai troppo tardi per coronare il proprio sogno!

Nyad

Tre decenni dopo aver rinunciato alla maratona di nuoto che aveva sempre sognato di affrontare in cambio di una carriera come giornalista sportiva, all’età di 60 anni Diana Nyad (Annette Bening) diventa ossessionata dall’idea di completare una traversata a nuoto di 177 chilometri da Cuba alla Florida. Quattro anni dopo, dopo aver compiuto 64 anni, Diana decide di riprendere le sue imprese ambiziose dove le aveva interrotte: carica di entusiasmo, decide al suo quinto tentativo di affrontare con le sue sole forze la storica ed apparentemente impossibile traversata di 177 chilometri da Cuba alla punta di Key West, in Florida; una maratona di nuoto complessa per la sua età, ma che verrà sostenuta dalla sua coach e migliore amica Bonnie (Jodie Foster) e da John Bartlett (Rhys Ifans), capitano di imbarcazione che assieme al suo team seguirà passo passo le bracciate in mare di Diana, da Cuba alla costa di approdo. Ma l’impresa non sarà facile.

Presentato in anteprima mondiale al 50° Telluride Film Festival e tratto dall’autobiografia della stessa Diana Nyad “Find a Way”, il primo lungometraggio di finzione diretto da Jimmy Chin ed Elizabeth Chai Vasarhelyi approda su Netflix per tutti gli abbonati a partire da venerdì 3 novembre, preparando il prodotto cinematografico ad una possibile corsa ai premi di fine anno in svariate ed ipotetiche categorie (in primis, quelle per le due interpreti femminili principali). Eppure, nonostante le possibili chance di candidature e trofei, Nyad – Oltre l’oceano delude sostanzialmente le aspettative dello spettatore in più modi.

Bening ma non benissimo

Nyad

Lontano dal taglio documentaristico che ci si poteva aspettare dalla coppia di registi di Free Solo (marito e moglie nella vita reale), Nyad – Oltre l’oceano è a tutti gli effetti un film biografico con tutti i crismi del sotto-genere cinematografico e televisivo che da decenni impera e domina sul panorama produttivo multimediale. Nonostante non sia di certo un punto di sfavore a priori imbarcarsi in un progetto “tratto da un’incredibile storia vera”, è criminoso però rendersi progressivamente conto che Chin e Vasarhelyi hanno preferito mettere da parte tutta quella componente narrativa di tensione e brivido dell’impresa che aveva caratterizzato i loro lavori precedenti in format documentaristico, a favore di un compitino per piccolo e grande schermo sì rispettoso del personaggio della famosa nuotatrice statunitense ma privo di alcun mordente.

La coppia di registi prende l’autobiografia di Diana Nyad e la plasma a proprio piacimento, con il risultato di consegnare al pubblico di spettatori della piattaforma di streaming un prodotto passabile e poco memorabile, che non riesce a far luce in maniera adeguata sulle motivazioni e la vita privata della sportiva americana, a discapito invece di una ricostruzione dei tentativi di traversata a nuoto da Cuba alla Florida quella sì minuziosa e priva di mancanze contenutistiche. Un lungometraggio opaco e maledettamente non a fuoco che viene tuttavia ravvivato dalle due performance femminili del film.

Jodie et amo

Nyad

Menomale che ci sono Annette Bening e Jodie Foster. La prima, ha accetto un ruolo davanti la macchina da presa fisicamente complesso ed impegnativo all’età di 64 anni, la stessa che aveva Diana quando decise al suo quinto tentativo di carriera di imbarcarsi nella storica e semi-impossibile traversata; la seconda invece, già vincitrice di due premi Oscar nella sua gloriosa carriera ed in tempi recenti più impegnata nel ruolo di regista che come interprete in progetti di rilievo, veste i panni di Bonnie Stoll, migliore amica della nostra protagonista e formidabile ed energica coach. In questo ruolo anch’esso lontano dalle sue ultimissime scelte artistiche, Jodie Foster mostra ancora una volta e dopo tanto tempo una fortissima presenza scenica ed una grinta recitativa che le mancava da tempo.

Difficile prevedere quale sarà il percorso delle due protagoniste in orizzonte premi e candidature di fine anno, di certo non ci sorprenderemmo se una o entrambe verranno inserite nelle rispettive cinquine femminili delle future cerimonie di premiazione. Due elementi che rendono Nyad – Oltre l’oceano forse la vera ragione per recuperare questo film biografico su Netflix, in barba al processo di adattamento della sceneggiatura dal libro della nuotatrice al cinema affidato a Julia Cox, che in tandem con la regia di Jimmy Chin e sua moglie Elizabeth confezionano un biopic decisamente scolastico e dimenticabile.

Un biopic non all’altezza

Nyad

Per tali ragioni Nyad – Oltre l’oceano, a conti fatti, è un lungometraggio tratto da un’incredibile storia vera che già nasce anziano e polveroso, che della sua pur legittima retorica del “non è mai troppo tardi per realizzare qualcosa di straordinario nella propria vita!” celebra ed omaggia le prodezze della sportiva americana con tono e linguaggi a debita distanza dal rischio e dal brivido artistico, lasciando allo spettatore in piattaforma la sensazione generale di preferire un documentario sulla vita della Nyad piuttosto che un prodotto volenteroso ma infine blando ed algoritmico.

Che forse era quello che si poteva e si doveva pretendere da Jimmy Chin ed Elizabeth Chai Vasarhelyi alla loro prima esperienza dietro la macchina da presa di un film di fiction. E nonostante tutto, he gran peccato però!

La recensione in breve

6.0 Anziano

Il film Netflix dedicato alla nuotatrice da record Diana Nyad delude le aspettative perché prodotto cinematografico non all'altezza della vita e delle prodezze della figura sportiva americana che vuole raccontare. Classico esempio di lungometraggio "tratto da una storia vera" il cui contenuto travalica la forma; per fortuna che ci sono Annette Bening e Jodie Foster!

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