Lunedì 30 ottobre Robert De Niro è salito suo banco dei testimoni presso il tribunale federale di Manhattan per la fase finale della battaglia legale che lo vede coinvolto in contrapposizione alla sua ex assistente Graham Chase Robinson. Alla base del processo ci sono diverse accuse di discriminazione di genere che la donna ha rivolto all’attore con cui ha collaborato per oltre quindici anni. Da parte sua, invece, De Niro reclama delle spese improprie effettuate dalla Robinson con i soldi della sua casa di produzione.
Come specificato nell’articolo pubblicato dal New York Times, la Robinson, diventata assistente esecutivo di De Niro nel 2008 per poi acquisire il titolo di vicepresidente nel 2019, ha citato in giudizio l’attore e la sua società di produzione, la Canal Productions, per aver perpetrato delle discriminazioni di genere ai sui danni . Secondo le sue accuse, infatti, Robert De Niro l’avrebbe trattata come una sorta di “moglie d’ufficio”, ordinandole di lavargli le lenzuola e grattargli la schiena. A questo, poi, si aggiunge anche la questione economica. La Robinson, infatti, lamenta di essere stata pagata meno di un dipendente maschio il cui lavoro non richiedeva maggiori abilità o responsabilità di quelle che avrebbe dovuto svolgere lei.
Come risposta a questo, la Canal Productions ha citato in giudizio la signora Robinson, accusandola di aver trasferito impropriamente più di 450.000 dollari in miglia aeree sul suo conto personale e di aver speso decine di migliaia di dollari di denaro aziendale in cibo, viaggi e altri servizi personali.
Ovviamente entrambe le parti hanno rigettato le accuse rivolte. De Niro nega di aver assegnato un lavoro stereotipicamente femminile. La Robinson, invece, afferma di non aver effettuato acquisti non autorizzati o di aver convertito in modo improprio miglia aeree.
In questi giorni, dunque, la giuria dovrà ascoltare le diverse parti ed i loro testimoni chiamati a presentarsi per sbrogliare questa spinosa questione d’interessi e di discriminazione.
Lunedì 30 ottobre Robert De Niro è salito suo banco dei testimoni presso il tribunale federale di Manhattan per la fase finale della battaglia legale che lo vede coinvolto in contrapposizione alla sua ex assistente Graham Chase Robinson. Alla base del processo ci sono diverse accuse di discriminazione di genere che la donna ha rivolto all’attore con cui ha collaborato per oltre quindici anni. Da parte sua, invece, De Niro reclama delle spese improprie effettuate dalla Robinson con i soldi della sua casa di produzione.
Come specificato nell’articolo pubblicato dal New York Times, la Robinson, diventata assistente esecutivo di De Niro nel 2008 per poi acquisire il titolo di vicepresidente nel 2019, ha citato in giudizio l’attore e la sua società di produzione, la Canal Productions, per aver perpetrato delle discriminazioni di genere ai sui danni . Secondo le sue accuse, infatti, Robert De Niro l’avrebbe trattata come una sorta di “moglie d’ufficio”, ordinandole di lavargli le lenzuola e grattargli la schiena. A questo, poi, si aggiunge anche la questione economica. La Robinson, infatti, lamenta di essere stata pagata meno di un dipendente maschio il cui lavoro non richiedeva maggiori abilità o responsabilità di quelle che avrebbe dovuto svolgere lei.
Come risposta a questo, la Canal Productions ha citato in giudizio la signora Robinson, accusandola di aver trasferito impropriamente più di 450.000 dollari in miglia aeree sul suo conto personale e di aver speso decine di migliaia di dollari di denaro aziendale in cibo, viaggi e altri servizi personali.
Ovviamente entrambe le parti hanno rigettato le accuse rivolte. De Niro nega di aver assegnato un lavoro stereotipicamente femminile. La Robinson, invece, afferma di non aver effettuato acquisti non autorizzati o di aver convertito in modo improprio miglia aeree.
In questi giorni, dunque, la giuria dovrà ascoltare le diverse parti ed i loro testimoni chiamati a presentarsi per sbrogliare questa spinosa questione d’interessi e di discriminazione.
